Italia Romantica

The Art Spectator: Romanticismo sarà la prima mostra mai realizzata sul contributo italiano al movimento che, preannunciato alla fine del Settecento, ha cambiato nel corso della prima metà dell’Ottocento la sensibilità e l’immaginario del mondo occidentale.

In particolare, Milano– che tra le grandi città d’Italia è quella che ha avuto in quegli anni la maggiore vocazione europea – è stata uno dei centri della civiltà romantica, sia per quanto riguarda le arti figurative che sul versante letterario e musicale. Pensiamo alle esposizioni d’arte, ai grandi collezionisti, alle imprese editoriali, ai teatri – tra cui La Scala– e a protagonisti come Foscolo, Manzoni, Rossini, Hayez e Verdi.

L’esposizione celebral’identità e il valore del Romanticismo italiano, in rapporto a quanto si andava manifestando nel resto d’Europa – in particolare in Germania, nell’Impero austriaco, in Inghilterra e in Francia – tra il Congresso di Vienna e le rivoluzioni che nel 1848 sconvolsero il vecchio continente. Le opere esposte alle Gallerie d’Italia di Milanoe al Museo Poldi Pezzoli documentano un periodo che va dai fermenti preromantici fino alle ultime espressioni di una cultura che, almeno nel nostro Paese, avrà termine con la realizzazione dell’Unità d’Italia e l’affermazione del Realismo, che del Romanticismo rappresenta l’antitesi.

In mostra, i dipintidei maggiori interpreti della pittura romantica: Francesco Hayez, Giuseppe Molteni, Giovanni Carnovali detto Il Piccio, Massimo d’Azeglio, Giovanni Migliara, Angelo Inganni, Giuseppe e Carlo Canella, Ippolito Caffi, Salvatore Fergola, Giacinto Gigante, Pitloo, Domenico Girolamo Induno. Tra le sculturespiccano i lavori di tre straordinari maestri: Lorenzo Bartolini, Pietro Tenerani e Vincenzo Vela.

Non mancano grandi artisti di diversa nazionalità attivi in Italia, come Caspar David Friedrich, Franz Ludwig Catel, Jean-Baptiste Camille Corot, William Turner, Friedrich von Amerling, Ferdinand Georg Waldmüller, Karl Pavlovič Brjullov, che permettono di approfondire le relazioni intercorse tra il Romanticismo italiano e quello europeo.

Contestualmente alla mostra sono state organizzate numerose attività collaterali che ti permetteranno di approfondire il movimento romantico: visite guidate per adulti; iniziative per bambini e famiglie; conferenze; concerti; laboratori didattici; eventi realizzati in collaborazione con l’Associazione Culturale Ludosofici e il Circolo dei Lettori.
Inoltre, a partire da gennaio 2019, grazie alla collaborazione con Fondazione Cineteca Italiana, nel nostro museo di Piazza Scala sarà possibile partecipare a una variegata rassegna cinematografica: ogni proiezione sarà preceduta da uno “zoom”, una breve visita guidata in cui giovani mediatori culturali illustreranno l’opera a cui il film fa riferimento.

L’Ottocento in mostra a Novara

Dal 20 ottobre 2018 al 24 febbraio 2019, le sale del Castello di Novara si aprono per accogliere la mostra Ottocento in collezioneDai Macchiaioli a Segantini.
L’esposizione, curata da Sergio Rebora ed Elisabetta Staudacher, coadiuvati da un comitato scientifico composto da Luisa Martorelli, Fernando Mazzocca e Aurora Scotti Tosini, è organizzata da METS Percorsi d’arte in collaborazione con la Fondazione Castello di Novara, col patrocinio della Regione Piemonte e del Comune di Novara, con il sostegno di Banco BPM (main sponsor) e di Fondazione CRT.
La rassegna presenta 80 capolavori di pittura e scultura tutti provenienti da prestigiose raccolte private, di autori quali Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis, Giovanni Fattori, Carlo Fornara, Domenico e Gerolamo Induno, Silvestro Lega, Angelo Morbelli, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Giovanni Segantini, Federico Zandomeneghi, che testimonia l’importanza storica del fenomeno del collezionismo nello sviluppo delle arti in Italia, dall’Unità nazionale ai primi anni del Novecento.

La storia delle arti figurative in Italia nel secondo Ottocento s’intreccia, infatti, con le vicende dei raccoglitori di opere d’arte e, più in generale, del mecenatismo culturale. Dopo il 1860, s’intensifica il fenomeno del collezionismo di dipinti e sculture da parte di una sempre più ampia fascia di pubblico, composta in prevalenza da esponenti della borghesia delle imprese e dei commerci e delle professioni civili.
Importanti per la diffusione anche commerciale dei dipinti e delle sculture, si rivelano le rassegne annuali promosse nelle grandi città dalle istituzioni accademiche e dalle Società Promotrici, vere e proprie vetrine che permettono di conoscere l’evoluzione dell’attività dei pittori e degli scultori, nonché momenti di confronto tra la produzione di artisti di diversa estrazione culturale, ma anche – e soprattutto – occasioni per incrementare le raccolte attraverso acquisti e assegnazioni sociali.
Sull’esempio della Francia (Goupil) e dell’Inghilterra (Dowdeswell, Colnaghi, Pisani), in questi anni nasce anche in Italia il mercato dell’arte organizzato in empori e in gallerie, come quella fondata a Milano negli anni settanta del XIX secolo dai fratelli Vittore e Alberto Grubicy – forse la più significativa sul territorio nazionale – che orienta i collezionisti nelle loro scelte e nella composizione delle loro raccolte.

Suddivisa in otto sezioni, la rassegna al Castello di Novara si apre con un accenno all’affermazione delle poetiche del vero nel loro passaggio dai temi storico-risorgimentali alla vita quotidiana del nuovo stato sabaudo, con autori quali Gerolamo Induno, Giovanni Fattori, Luigi Nono. Negli anni sessanta si assiste anche a una messa a fuoco sul paesaggio nella sua accezione naturalista (Antonio Fontanesi, Guglielmo Ciardi, Filippo Carcano) e a un confronto tra studio di ritratto pittorico e scultoreo che si prolunga nel tempo (Tranquillo Cremona, Vincenzo Gemito, Medardo Rosso).
L’esposizione prende poi in esame l’assestarsi e il definirsi, nei due decenni successivi, di un gusto ufficiale che rispecchia quello della monarchia sabauda e che si confronta con i richiami da Oltralpe. È il trionfo della pittura e della scultura di genere declinate su temi ispirati alla vita pastorale e agreste (Francesco P. Michetti, Filippo Palizzi) e a quella borghese nei suoi risvolti intimisti (Silvestro Lega, Giacomo Favretto, Vittorio Corcos), anche con affondi decorativi o folcloristici attraverso la moda dell’orientalismo (Alberto Pasini, Domenico Morelli). Tra le eccellenze del genere si annoverano le esperienze degli artisti operanti a Parigi o in rapporto con la Galleria Goupil, tra cui Antonio Mancini, Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis, Federico Zandomeneghi.
Nell’ultimo decennio del secolo si assiste, da un lato, all’affermazione di istanze ideologicamente impegnate verso i temi del lavoro, espressi con attento e consapevole tono di denuncia delle ingiustizie sociali, dall’altro, verso i primi segni di sensibilità nei confronti del simbolismo internazionale, a volte interpretati con enfasi allegorica di impronta decorativa. L’elaborazione di contenuti così differenti si accomuna spesso con la sperimentazione della pittura divisionista da parte dei maestri della cosiddetta prima generazione: Giovanni Segantini, Gaetano Previati, Angelo Morbelli, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Plinio Nomellini, Emilio Longoni, Vittore Grubicy.
Si segnalano, in particolare, La curiosità di Silvestro Lega, caposaldo macchiaiolo della raccolta Jucker, il grande paesaggio Aprile di Antonio Fontanesi, custodito per lungo tempo nella collezione Rossello, lo splendido Hyde Park di Giuseppe De Nittis, realizzato a Londra nel 1876, città nella quale, l’anno precedente, l’artista dipinse Piccadilly, quadro appartenuto al raccoglitore Paolo Ingegnoli e poi a Gaetano Marzotto, Il pastello rosa di Giovanni Boldini, raffinatissimo ritratto di Emiliana Concha de Ossa risalente alla seconda metà degli anni ottanta, il capolavoro divisionista Venduta! di Angelo MorbelliGli emigranti di Giuseppe Pellizza da Volpedo della collezione dell’imprenditore Francesco Federico Cerruti e Petalo di rosa, toccante dipinto simbolista di Giovanni Segantini.

QUANDO IL MERCATO CROLLA: “TAVOLETTE ADDIO”

Una discesa inarrestabile quella dei prezzi degli artisti del gruppo dei Macchiaioli che dall’inizio della crisi economica ad oggi hanno fatto registrare battute d’asta sempre più modeste, fino agli ultimi esiti disastrosi.

Una situazione quasi paradossale quella di questa piccola ma un tempo relativamente vicino fortunatissima nicchia di mercato, ormai ridotta all’osso.
Mentre infatti il mercato dell’arte prolifera a livello nazionale e internazionale con una forte ripresa sia delle vendite della pittura moderna e contemporanea, sia del comparto pittura antica, l’Ottocento toscano è ridotto ai minimi termini.

Artisti come Fattori, Signorini e Lega sono letteralmente umiliati da una inarrestabile discesa verso quota zero e chi possiede le loro opere si affretta a affidarle alle case d’asta nostrane – poiché quelle estere spesso non le accettano nemmeno più – a poche migliaia di euro, sicuri che i prezzi siano destinati a scendere ulteriormente, avvicinandosi appunto pericolosamente a quota zero. Questo confidando di poter alienare queste opere, finché ancora in tempo, ai pochissimi collezionisti ultra ottantenni rimasti in vita (recentemente è mancato anche l’ottantaquattrenne avvocato Cassietti di Novara), perché dopo di loro è previsto il diluvio e la completa e irreversibile paralisi degli scambi.

Le gallerie che trattavano il genere scomparse! Prima hanno mollato la presa le grandi case d’asta come Sotheby’s e Christies, proseguendo con il fallimento di Finarte-Semenzato e poi da Firenze a Milano hanno chiuso i battenti oltre 10 attività storiche, da Sacerdoti e Bottega d’arte di Livorno a Rotini, da Vallerini a Giordani a Il Leone, a Fasone a Tassi a Il Magnifico o Reali di Firenze, lasciando in balia di se stesso un mercato che non genera più utili. La mancanza di operatori specializzati ha indubbiamente contribuito a alimentare questo clima da “abbandonate la nave, si salvi chi può”.

Le ragioni di tale declino sono da individuarsi nella sopravvalutazione artistico-economica del passato, spinta da un

certo filone critico e commerciale attivo fra gli anni sessanta e novanta che aveva prodotto un lievitamento sproporzionato dei valori, in un continuo crescendo capace di creare quella bolla speculativa oggi inesorabilmente scoppiata, difronte allo sgomento dei collezionisti ortodossi – o più spesso dei loro eredi – che avevano pagato alcune preziose tavolette somme da capogiro, con record anche di 200 milioni di vecchie lire, le stesse oggi reperibili intorno ai 20.000 euro e perfino a meno.

Per comprendere appieno il fenomeno del crollo verticale di questo mercato abbiamo intervistato qualche acquirente storico chiedendogli il perché del disinteresse generale e le risposte hanno imputato la responsabilità al confronto sfavorevole con le altre scuole regionali, da quella napoletana a quella veneta, attualmente considerate alla pari di quella toscana e da sempre con prezzi molto molto più concorrenziali. Inoltre gli investimenti sui Macchiaioli che nelle parole dei galleristi e esperti promettevano utili da capogiro si sono rivelati un bluff (ops! ci siamo sbagliati…), non fruttando niente in questi ultimi dieci anni, ma anzi generando minusvalenze enormi, tanto che chi li ha cerca di proteggersi venendo e recuperando quello che può per investire altrove. D’altronde, ci dice un anziano collezionista (in Italia si contano ormai sulle dita di una/due mani), “queste opere hanno subito una svalutazione di circa il 10% annuo, mentre altri investimenti hanno ancora qualche margine di redditività, quindi risulta più conveniente realizzare e impiegare i proventi altrove, riportando il segno più sui propri risparmi. Di nuovi acquisti, anche mirati, nemmeno a parlarne. E se poi anche gli altri collezionisti, presi dal panico, decidessero di vendere il mercato si saturerebbe, con un consequenziale ulteriore crollo, quindi meglio cederle adesso finché queste tavolette valgono ancora qualcosa”.

Difficilissimo comunque ormai anche realizzare (troppo tardi), poiché sono davvero mosche bianche i mercanti storici rimasti a presidiare la piazza (più nessuno a Firenze) e praticamente nessuno di loro acquista in proprio se non raramente, accettando pezzi solo in conto deposito e a riserve estremamente prudenti, realistiche, aggiornate agli esigui valori odierni.

Un mercato questo che secondo gli analisti non lascia purtroppo spazio alla serenità: nessuna ripresa in vista e nemmeno in prospettiva, né a medio né a lungo termine! previsto un calo costante, complice il completo rovesciamento del gusto che non contempla più scenette rurali, vicoletti assolati e buoi né tanto meno i piccoli formati da cartoline illustrate che non arredano; un vero e proprio reale addio alla campagna considerata assolutamente fuori moda. Le rare aggiudicazioni oltre i 50.000 euro riguardano infatti tele di ampie dimensioni, intorno o oltre il metro, come il capolavoro fattoriano “Fanteria in sosta” che il 16 maggio 2018, alla Casa d’aste il Ponte è stato battuto per il prezzo record, si fa per dire, di 90.000 euro; il quadro era stato venduto alla fine degli anni ottanta per 600 milioni di vecchie lire. Impressionante anche la somma modestissima, di soli 15.000 euro, realizzata alla Casa d’aste Pananti da “Dopo il tramonto a Pietramala”, tela fra le più famose e suggestive di Signorini, di cm 30×40 ma nella stessa asta del 20 ottobre 2018 faceva assai peggio “Viale a Careggi”, di cm 28×18, invenduto a soli 8.000 euro. Il 16 maggio 2017 non è stato invece aggiudicato alla Wannenes di Genova un grazioso “Ritratto di fanciulla” di Lega di cm 23×16,5 stimato soltanto 2.000 euro (la contropartita di una borsa per signore di griffe) e proveniente dalla prestigiosa raccolta dei conti von Holzen di Vienna.

I collezionisti sono sempre più alla ricerca di immagini iconiche e immediatamente decifrabili (non disdegnando l’orientalismo, sempre in crescita), possibilmente chic, cariche di pathos, di dimensioni ragguardevoli, ove convivano eleganza e sentimenti umani e forme moderne e emblematiche capaci di far riflettere e stupire alla prima occhiata.
Questi sotto alcuni record negativi che sanciscono la fine di un mercato e della sua epoca d’oro e la scomparsa delle gallerie specializzate, consegnandolo al genere “antiquariato” e ai negozi degli antiquari, bene inteso minori, dove si trova di tutto un po’, dal cassettone della nonna fino al quadro antico ma rigorosamente di bottega.

GIOVANNI FATTORI:

Lotto numero 634

messaggio

Il messaggio

Pittura, Olio/tavoletta, 15 x 20 cm

Stima: 18.000 € – 22.000 €

Prezzo di aggiudicazione: 17.500 €

Farsetti , 27/10/2018

Italia


Lotto numero 552

militari in perlustrazione

Militari in perlustrazione“ (c.1900)

Pittura, Olio/tavola, 19 x 32,5 cm

Stima: 20.000 € – 30.000 €

Prezzo di aggiudicazione: Lotto non venduto

Dorotheum , 24/10/2018

Austria


Lotto numero 323

collina tosc.jpg

Collina toscana

Pittura, Olio/tavola, 13,2 x 17,89 cm

Stima: 3.000 € – 5.000 €

Prezzo di aggiudicazione: 4.500 €

Minerva Auctions , 24/05/2018

Italia


Lotto numero 1651

1

In avanscoperta / Fanteria in sosta (1856)

Pittura, Olio/tela, 43 x 77 cm

Stima: 120.000 € – 130.000 €

Prezzo di aggiudicazione: 90.000 €

Il Ponte Casa D’aste Srl , 16/05/2018

Italia


Lotto numero 1288

tamburo maggiore

Il Tamburo Maggiore

Pittura, Olio/legno, 26 x 13 cm

Stima: 7.000 € – 10.000 €

Prezzo di aggiudicazione: Lotto non venduto

Dorotheum , 25/04/2018

Austria


Lotto numero 23

soldiers

Soldiers on horse

Pittura, Olio, 31 x 20,5 cm

Stima: 8.000 € – 9.000 €

Prezzo di aggiudicazione: Lotto non venduto

Monac’art , 17/03/2018

Monaco


Lotto numero 215

studio vegetazione

Studio di vegetazione (1865/70)

Pittura, Olio/tela, 34,5 x 20,5 cm

Stima: 5.000 € – 7.000 €

Prezzo di aggiudicazione: 5.000 €

Galleria Pananti Casa d’Aste , 17/02/2018

Italia


Lotto numero 292

cupolino

Il cupolino alle cascine

Pittura, Olio/tavola, 10,5 x 17,5 cm

Stima: 7.000 € – 10.000 €

Prezzo di aggiudicazione: Lotto non venduto

Pandolfini Casa d’Aste , 13/02/2018

Italia


Lotto numero 185

studio vegetazione

Studio di vegetazione (1865/70)

Pittura, Olio/tela, 34,5 x 20,5 cm

Stima: 10.000 € – 12.000 €

Prezzo di aggiudicazione: Lotto non venduto

Galleria Pananti Casa d’Aste , 15/12/2017

Italia


TELEMACO SIGNORINI:

Lotto numero 104

1-2

Portoferraio

Pittura, Olio/tavoletta, 12,5 x 21,5 cm

Stima: 7.000 € – 9.000 €

Prezzo di aggiudicazione: 9.500 €

Pandolfini Casa d’Aste , 13/11/2018

Italia


Lotto numero 635

1-3

L’epoca galante

Pittura, Olio/tela, 46,7 x 35 cm

Stima: 8.500 € – 12.000 €

Prezzo di aggiudicazione: 9.000 €

Farsetti , 27/10/2018

Italia


Lotto numero 135

1-4

Viale a careggi (1897/98)

Pittura, Olio/tela/cartone, 28 x 17,3 cm

Stima: 8.000 € – 10.000 €

Prezzo di aggiudicazione: Lotto non venduto

Galleria Pananti Casa d’Aste , 20/10/2018

Italia


Lotto numero 136

1-5

Dopo il tramonto a Pietramala

Pittura, Olio/tela, 30 x 34,5 cm

Stima: 10.000 € – 15.000 €

Prezzo di aggiudicazione: 14.000 €

Galleria Pananti Casa d’Aste , 20/10/2018

Italia


Lotto numero 50

1-6

Campagna dell’Arno (c.1895)

Pittura, Olio/tela, 25 x 51 cm

Stima: 22.434 € – 33.651 €

Prezzo di aggiudicazione: Lotto non venduto

Bonhams , 26/09/2018

Regno Unito


Lotto numero 736

1-7

Palazzo

Pittura, Olio/carta, 12,5 x 16 cm

Stima: 2.000 € – 4.000 €

Prezzo di aggiudicazione: Lotto non venduto

Galleria Pananti Casa d’Aste , 19/07/2018

Italia


 

 

 

Hockney brucia tutti i record di Koons all’asta

David Hockney batte Jeff Koons e diventa l’artista vivente più costoso della storia. In un duello di dieci minuti di puntate al telefono, un’iconica tela dipinta nel 1972 dal pittore dello Yorkshire è stata battuta da Christie’s per 90,3 milioni di dollari: un record. Combinando i due temi su cui Hockney stava lavorando in quegli anni, le “piscine” e i “doppi ritratti”, “Portrait of an Artist (Pool with Two Figures)” è, con buone ragioni, uno dei quadri più famosi dell’artista, riprodotto sulla copertina di molte monografie ed esposto nella retrospettiva internazionale organizzata per celebrare i suoi 80 anni.

Il quadro rappresenta un uomo vestito da capo a piedi sull’orlo di una piscina che guarda un altro uomo che nuota verso di lui. Il primo uomo è Peter Schlesinger, l’ex compagno dell’artista e un suo ex studente alla University of California a Los Angeles. La tela data all’epoca in cui la grande love story tra maestro e allievo era finita: l’uomo che nuota potrebbe essere il nuovo amante.

Caravaggio: sbanca il botteghino: nuove date al cinema

The Art Spectator: In soli tre giorni da Caravaggio – l’Anima e il Sangue, prodotto da Sky e Magnitudo Film e distribuito da Nexo Digital in 353 sale, ha portato al cinema 130mila spettatori raccogliendo 1.200.000 euro al botteghino ed una media copia altissima e diventando il documentario d’arte più visto al cinema in Italia, con un risultato pari a quello di un film d’animazione come Loving Vincent (candidato agli Oscar nella categoria ‘miglior film di animazione’).

In moltissime sale si è registrato il sold out, e per questo Sky e Nexo Digital annunciano la replica in contemporanea nazionale in programma per il prossimo 27 e 28 marzo (elenco sale a breve su http://www.nexodigital.it).

Dai creatori di Raffaello – il Principe delle Arti e di Firenze e gli Uffizi, Caravaggio – l’Anima e il Sangue è un viaggio emozionante attraverso le opere e i tormenti di Michelangelo Merisi da Caravaggio, uno degli artisti più amati, controversi e misteriosi della storia dell’arte. Un’esperienza cinematografica emozionale, inquieta e quasi ‘tattile’ della sua vita e della sua arte in una delle prime produzioni in Italia girate in 8K, con la consulenza scientifica del Prof. Claudio Strinati e il prezioso contributo di Manuel Agnelli che presta la voce dell’io interiore di Caravaggio. Dopo il debutto italiano, il film sarà distribuito nei cinema del mondo.

Nel frattempo il prossimo appuntamento con l’arte al cinema è con il documentario che vede la partecipazione straordinaria di Toni Servillo, Hitler contro Picasso e gli altri. L’ossessione nazista per l’arte, prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital con la partecipazione di Sky Arte HD.

Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918–1943

La mostra “Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918–1943″, concepita e curata da Germano Celant, esplora il sistema dell’arte e della cultura in Italia tra le due guerre mondiali, partendo dalla ricerca e dallo studio di documenti e fotografie storiche che rivelano il contesto spaziale, sociale e politico in cui le opere d’arte sono state create, messe in scena, vissute e interpretate dal pubblico dell’epoca.

L’indagine, svolta in collaborazione con archivi, fondazioni, musei, biblioteche e raccolte private, ha portato alla selezione di oltre 600 lavori, tra dipinti, sculture, disegni, fotografie, manifesti, arredi, progetti e modelli architettonici, realizzati da più di 100 autori. In “Post Zang Tumb Tuuum” questi oggetti sono introdotti da immagini storiche, pubblicazioni originali, lettere, riviste, rassegne stampa e foto personali per un totale di 800 documenti. In “Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918-1943” questi oggetti sono introdotti da immagini storiche, pubblicazioni originali, lettere, riviste, rassegne stampa e foto personali per un totale di 800 documenti, così da mettere in discussione, come sostiene Germano Celant, “l’idealismo espositivo, dove le opere d’arte, nei musei e nelle istituzioni, sono messe in scena in una situazione anonima e monocroma, generalmente su una superficie bianca, per riproporle in relazione a una testimonianza fotografica d’epoca e nel loro spazio storico di comunicazione”.

L’intero percorso di visita, che si snoda tra galleria Sud, Deposito, galleria Nord e Podium, si presenta come un viaggio immersivo ritmato da 24 ricostruzioni parziali di spazi pubblici e privati. In questi ambienti, costituiti dall’ingrandimento in scala reale delle immagini storiche, vengono ri-collocate le opere originali di artisti come Giacomo Balla, Carlo Carrà, Felice Casorati, Giorgio de Chirico, Fortunato Depero, Filippo de Pisis, Arturo Martini, Fausto Melotti, Giorgio Morandi, Scipione, Gino Severini, Mario Sironi, Arturo Tosi e Adolfo Wildt, tra gli altri.

L’attenzione al contesto sociale si traduce nella presentazione di progetti architettonici, piani urbanistici e allestimenti di grandi eventi anche attraverso spettacolari proiezioni. Focus tematici dedicati a figure di politici, intellettuali, scrittori e pensatori contribuiscono a restituire il clima di forte radicalizzazione delle idee che caratterizza quel periodo storico.

All’interno del Cinema della Fondazione Prada sono proiettati 29 cinegiornali integrali, selezionati in collaborazione con l’Istituto Luce – Cinecittà, distribuiti nelle sale italiane tra il 1929 e il 1941. I filmati documentano le fasi di allestimento e i momenti di inaugurazione di alcuni tra i principali eventi espositivi e culturali del periodo.

Si conclude la permanenza di Toulouse Lautrec a Milano

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The Art Spectator: si conclude il 18 febbraio 2018, a Palazzo Reale la grande monografica che racconta Henri de Toulouse-Lautrec (1864-1901) e il suo intero percorso artistico.

La mostra, a cura di Danièle Devynck (direttrice del Museo Toulouse-Lautrec di Albi) e Claudia Beltramo Ceppi Zevi, è stata promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, da Palazzo Reale, da Giunti Arte Mostre Musei e da Electa, in collaborazione con il Musée Toulouse-Lautrec di Albi e l’Institut National d’histoire de l’art (INHA) di Parigi, con il patrocinio dell’Ambasciata di Francia in Italia.

Il progetto, articolato in sezioni tematiche, ha condotto il visitatore a comprendere il fascino e la rilevanza artistica del pittore bohémien che, senza aderire mai a una scuola, seppe costruire un nuovo e provocatorio realismo, sintesi estrema di forma, colore e movimento.

In mostra sono state esposte oltre 250 opere di Toulouse-Lautrec, con 35 dipinti oltre a litografie, acqueforti e affiches, provenienti dal Musée Toulouse-Lautrec di Albi e da importanti musei e collezioni internazionali come la Tate Modern di Londra, la National Gallery of Art di Washington, il Museum of Fine Arts di Houston, il MASP (Museu de Arte di San Paolo), e la BNF di Parigi, e da diverse storiche collezioni private.