THE ART SPECTATOR: HANS MEMLING e il Rinascimento fiammingo

The art spectator: Al centro la grandiosa figura di San Michele intento a pesare le anime alla presenza della corte celeste. A sinistra i beati accolti da San Pietro si apprestano a varcare le porte del Paradiso. A destra, i dannati che precipitano nel fuoco dell’inferno.

memlingQuesto è ciò che viene rappresentato nel trittico del Giudizio Universale di Hans Memling, conservato al Museo di Danzica, destinato dal pittore fiammingo all’Italia, più precisamente alla cappella dedicata a San Michele nella Badia Fiesolana a Firenze, ma che in Italia non arrivò mai. Commissionata dal banchiere fiorentino Angelo Tani e da sua moglie Caterina di Francesco Tanagli – entrambi raffigurati inginocchiati del retro degli sportelli del trittico – venne caricata sulla galea San Tommaso assalita dai pirati che trasportarono il carico nella città di Danzica, che si era dimostrata il migliore offerente per il prezioso bottino. Il trittico del Giudizio Universale venne ammirato a tal punto dagli abitanti della città che questi decisero di collocarlo nel Duomo della città. Inutile fu la causa intentata per riaverlo. Il Tani era particolarmente legato a quell’opera in quanto per lui rappresentava un riscatto morale e al contempo un chiaro messaggio per un suo ex amico, il quale gli aveva slealmente sottratto un incarico prestigioso in una banca di Bruges. Angelo Tani, scegliendo Memling per realizzare l’opera, si era rivolto al più famoso e caro artista del luogo, perché dipingesse il giudizio universale, come a dire che se la giustizia umana nulla aveva potuto nel suo caso, sarebbe stata la mano divina a punire un giorno i torti da lui subiti.

Con questa ambiziosa iniziativa le Scuderie del Quirinale intendono offrire per la prima volta al pubblico italiano l’occasione di una grande rassegna dedicata ad Hans Memling, l’artista che nella seconda metà del Quattrocento, dopo la morte di Rogier van der Weyden sotto cui si era formato, divenne il pittore più importante di Bruges, cuore finanziario delle Fiandre e centro di produzione artistica tra i più avanzati dell’area fiamminga.
Una monografica mai realizzata prima nel nostro Paese che mette in luce le eccelse qualità di questo protagonista assoluto del Rinascimento fiammingo. La mostra prende in esame ogni aspetto della sua opera, dalle pale monumentali d’altare ai piccoli trittici portatili, oltre ai celeberrimi ritratti, genere in cui Memling eccelse, che esercitò una fortissima seduzione anche presso numerosi artisti italiani del primo Cinquecento.

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