The art spectator: L’arte italiana all’Asta

aste2012_apreThe art spectator: Si sono tenute a New York due importanti aste, quella di Christie’s e di Sotheby’s.

Tra gli Italiani presenti nel catalogo spicca Rudolf Stingel, al quale la Galleria Massimo de Carlo di Milano sta dedicando una bella mostra, con un’opera stimata tra i 100-150 mila dollari. Insieme a lui solamente altri cinque italiani: Salvatore Scarpitta con Halter 2 (200-300mila $); Afro con un Untitled del 1954 stimato tra 8 mila e 12 mila dollari; Mattia Moreni con Una Nuvola del 1958 (35-45 mila $); Antonio Nunziante con Le Stanze della Musica del 2010 (30-40 mila $) e Mimmo Paladino con un Untitled del 1989 (80-120 mila $).

Ma facciamo qualche passo indietro e partiamo dal “The Artprice annual report” del 2013, anno registrato quale migliore di sempre nella storia delle aste, con oltre 12 Mld$ e con il record per un Bacon venduto a 127m$. Un anno spinto da una domanda mondiale composta da acquirenti asiatici, mediorientali e russi che tendono ad acquistare soprattutto artisti del XX secolo.
Nella Top 500 degli artisti venduti in asta nel 2013, troviamo il primo italiano solamente al 20° posto, non a caso Stingel Rudolf, il quale oggi continua a vivere un momento d’oro riconfermandosi tra gli artisti italiani di arte contemporanea viventi preferiti dagli acquirenti delle aste.
Situazione inversa per Maurizio Cattelan che, se per il 2013 si posizionava al 59° posto nel ranking mondiale, nel corso del 2014 i prezzi delle sue opere sono in discesa, complice forse l’annuncio di voler abbandonare la carriera artistica che non ha dato fiducia al mercato. Nonostante ciò, Stingel e Cattelan rimangono gli unici due artisti italiani nati dopo il 1945 che nelle piazze internazionali riescono a vendere le loro opere ad oltre un milione di euro.

All’inizio del 2014, precisamente l’11 febbraio, Eyes Wide Open: an italian vision segna un punto di svolta per l’arte povera e post-war italiana con un fatturato totale di oltre £38,427,200 e con ben 14 artisti italiani che conquistano un record; un’asta che ha visto, accanto alla conferma dei grandi nomi come Fontana e Burri, la rivalutazione di artisti dell’arte povera italiana come Kounellis, Merz, Prini e Paolini. Il successo sicuramente è stato dovuto alla qualità della collezione formata negli anni dalla coppia italiana, la quale ha messo insieme opere con rigore scientifico (a differenza di quanto invece sembrano fare i musei oggi) ma, è anche stata sostenuta da un’abile operazione di marketing promossa da Christie’s nella realizzazione di un catalogo ammirevole, capace di far rivivere tutte le emozioni e i processi legati all’acquisto delle opere in vendita e alla loro collocazione in casa dei proprietari, diventando così un’importante strumento di comunicazione.

Il catalogo è oggi un’importante strumento di diffusione della conoscenza dei prezzi di stima delle opere d’arte. Infatti, mentre le gallerie sono il lato oscuro dell’informazione, per le quali mancano tutt’ora rivelazioni continue di dati, le case d’asta, attraverso i cataloghi e i listini di aggiudicazione, contribuiscono a gettare un po’ di luce nell’amalgama grigia e indistinta d’informazioni lacunose che si possiedono riguardo il mercato primario, ovvero quelle delle gallerie d’arte, siano esse di scoperta (artisti giovani), o di mercato (che acquistano opere, anche in asta, per poi rivenderle).

Il futuro dell’arte italiana sembra risiedere per ora nel Cracking art group, dove tra i componenti vi sono tre giovani artisti italiani: Renzo Nucara, Marco Veronese e Kicco. Compaiono infatti nella lista dei TOP5 Under 30 stilata da Artprice, ristretta questa volta almercato europeo. Seppur il loro nome potrebbe non esservi familiare, le loro opere non sono passate inosservate come l’installazione-performance delle tartarughe colorate alla Biennale di Venezia del 2001, la SOS World (aggiudicata 23mila dollari da Christie’s a Milano nel 2003). Questi giovani riconoscono un valore sociale all’arte e utilizzando la plastica, quale medium artistico, cercano di sensibilizzare l’opinione pubblica alla tematica ambientale invadendo con le loro sculture-installazioni dai colori sgargianti gli spazi urbani.

In sintesi, se gli stranieri continuano a comprare i soliti top lot, Fontana, Bonalumi, Burri, Castellani e Manzoni, tutti artisti non più viventi, con la caduta di valutazione delle opere di Cattelan, l’arte italiana non presenta più i semi di una rinascita e di una forza artistica innovativa, drastica e dirompente che hanno caratterizzato i nostri anni Sessanta.
Come mai l’arte nostrana non è competitiva sulla scena internazionale, che vede un mercato in espansione? Nel corso del 2013 il mercato italiano ha registrato una perdita del 17% con la chiusura di venti gallerie.

Tra le motivazioni che si adducono a questa crisi, in controtendenza rispetto a quanto accade all’estero, è la mancanza di una legislazione chiara che crea un clima d’incertezze. Se sulla vendita degli Old Master grava il diritto della prelazione non sempre, o quasi mai dipende dai punti di vista, applicato con giudizio da parte delle soprintendenze, sull’arte contemporanea l’incertezza è dovuta aldiritto di seguito, ovvero al riconoscimento del diritto dell’autore di un’opera d’arte sulle successive vendite dell’originale.

Se infatti in Italia questo è calcolato con percentuali differenziate dal 4% per opere inferiori ai 50mila euro fino allo 0,25% per la parte del prezzo di vendita superiore a 500mila euro, la Svizzera e gli Stati Uniti non seguono queste indicazioni; e le case d’asta Sotheby’s e Christie’s allocano al compratore il carico di pagare tale diritto di seguito.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...