L’anno di Hieronymus Bosch: da Hertogenbosch al Prado e ora al cinema (in Italia il 13 – 14 dicembre 2016)

The Art Spectator: Quando nel 2001 a Tom Rombouts, sindaco di ’s-Hertogenbosch — città dell’Olanda nota ai più come Den Bosch —, venne l’idea di «riportare a casa» il suo più illustre concittadino, Jeroen Anthoniszoon van Aken – noto ai più con il nome d’arte di Hieronymus Bosch –, la prima reazione fu un deciso scetticismo. Organizzare la mostra più completa sul pittore olandese, a cinquecento anni dalla morte, nella sua città natale, anzi a pochi passi dalla casa in cui Bosch visse, al Noordbrabants Museum, sembrava una missione impossibile. Den Bosch è una cittadina piccola, fuori dal circuito delle grandi mostre-evento e non ha certo un posizione nel «giro dei prestiti»: i grandi musei di Madrid, Venezia, New York, Londra e Parigi avrebbero dovuto prestare i loro capolavori senza ottenere alcuna opera in cambio. Così l’annuncio del Noordbrabants Museum sul bilancio di chiusura della mostra Jheronimus Bosch. Visions of genius ha il sapore della scommessa vinta oltre i pronostici: sono stati 421.700 i visitatori (dall’11 febbraio all’8 maggio), tre volte tanto gli abitanti della cittadina olandese (per avere un’idea, le mostre più visitate in Italia nel 2015, Biennale esclusa, sono state quelle di van Gogh e Chagall, a Milano e nell’anno di Expo, con 355 mila e 340 mila visitatori). Già a fine marzo la mostra era sold-out, il museo negli ultimi giorni ha esteso l’orario di apertura fino all’una di notte. Quasi un biglietto su 4 (il 23%) è stato venduto all’estero: gli acquisti online hanno toccato 81 paesi.

In quella che il britannico «The Guardian» ha definito «una delle più importanti mostre del secolo» erano presenti 17 dei 24 dipinti (dal Carro di fieno, dal Prado, alla Nave dei folli, dal Louvre, alle Visioni dell’Aldilà, da Palazzo Grimani di Venezia) e 19 dei 20 disegni attribuiti a Bosch. Come è stato possibile? La chiave è stata la fondazione, nel 2006, del Bosch Research and Conservation Project, il progetto di ricerca e conservazione che ha convinto i grandi musei a partecipare. Ne sono venute grandi e piccole scoperte, tra cui un Bosch inedito conservato in un museo di Kansas City attribuito ora all’artista: la Tentazione di Sant’Antonio vede il santo circondato da un essere bizzarro con la testa di imbuto e un coltello in mano e altre creature dell’immaginario di Bosch. Una decina di lavori sono stati restaurati. Dieci anni di studio, però, non hanno tolto l’alone di mistero a un artista di cui ancora si sa pochissimo. Si sa che non ha mai ha lasciato il paese natale (e non poteva quindi che essere celebrato qui questo anniversario). Che le sue eccentriche e fantastiche figure — che mostrano un mondo dove il regolare svolgimento della natura è sovvertito, proponendo figure iconografiche e una varietà cromatica raramente apparse sino a quel momento — hanno influenzato gli artisti di epoche moderne (era molto amato dai surrealisti). E che, toccando i temi fondamentali — lo scorrere del tempo, i peccati e le sue ipotetiche infernali conseguenze — riesce ancora a creare ammirazione, curiosità e code davanti ai suoi quadri.

Dopo il grande successo nella sua città natale e la grande mostra al Prado dove, dal 31 maggio al 25 settembre 2016, è stato possibile ammirare i più grandi capolavori dell’artista tra i quali, ospite d’onore, è stato il trittico de Il Giardino delle Delizie, ora l’artista più visionario dell’arte antica approda al cinema.

Perchè, sì: il cinema può diventare l’appendice di un museo quando la cinematografia si pone al servizio dell’arte per avvicinare il grande pubblico al fantastico mondo di uno dei pittori più enigmatici di tutti i tempi.

l documentario El Bosco. Il giardino dei sogni è un magnifico esempio di divulgazione culturale, un’ennesima iniziativa di successo del Museo del Prado, che per celebrare degnamente il quinto centenario di Hieronymus Bosch non solo ha organizzato una splendida mostra (la prima in Spagna, in corso fino a settembre), ma ha scelto di raccontare una sola opera, il trittico del Giardino delle delizie, con i più sofisticati mezzi audiovisivi.

In Italia la pellicola, che ha come titolo “Il curioso mondo di Hieronymus Bosch”, sarà proiettata il 13 e 14 dicembre e già i posti sono in esaurimento. Magia di un’arte che trova nella tecnologia un’alleata per proseguire il proprio immortale viaggio.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...