La Milano del Quadrilatero del silenzio

Milano prima delle Fashion & Design Weeks è anche silenzio e luoghi inaspettati. Una Milano d’altri tempi che seppe conquistare Parini e Manzoni, affascinare anche Beccaria e Stendhal. Una città che esiste ancora, incastonata tra corso Venezia e corso Monforte – a pochi passi da San Babila – e racchiusa in quel crogiolo di vie note come il Quadrilatero del Silenzio, al riparo dai rumori del traffico e dal brusio cittadino. Meno celebre del Quadrilatero della Moda – e non è detto sia un male – questo angolo di pace conserva la massima espressione del Liberty milanese.

Qui il tempo sembra fermarsi, per lasciare spazio agli echi delle nobili famiglie milanesi e alle storie di scrittori e artisti che vi risiedevano, come il pittore Carlo Carrà ed il poeta Filippo Marinetti.

Uno degli ingressi simbolici di questa oasi è l’arco del Palazzo della Società Buonarroti-Carpaccio-Giotto che si affaccia su Corso Venezia. Attraversatelo guardando in alto: i suoi motivi déco vi accompagneranno in un luogo quasi surreale.

Svoltando all’angolo fra via Vivaio e via Cappuccini, Palazzo Berri Meregalli vi stupirà con le sue decorazioni e le sue statue a metà tra il neogotico e il Liberty.

Proseguite per via Cappuccini e ammirate Villa Invernizzi con i suoi fenicotteri rosa.

Non potete perdervi la Ca ‘de l’Oreggia, la casa dell’orecchio, risalente agli anni Trenta del Novecento, l’opera di Adolfo Wildt un tempo fungeva da citofono. Sebbene ora non funzioni più, non potrete restituire alla tentazione.

Qualche passo più avanti, in via Luigi Melegari, la forma curiosa di Palazzo Fidia vi trasporterà in un quadro futuristico.

È lo stile eclettico del Liberty quello racchiuso in queste poche vie, che trova la sua massima espressione in Villa Necchi Campiglio. Splendido esempio di stile déco e dimora di una delle famiglie più importanti di Milano, Villa Necchi risale agli anni Trenta del novecento. Il suo parco e la sua piscina – la prima privata costruita in città – conservano ancora l’atmosfera di quegli anni. Entrate, e vi ritroverete in una scena de Il grande Gatsby.

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