800 ADDIO: IL “TONFO” IRREVERSIBILE DELLA PITTURA ITALIANA DELL’800. QUELLA TOSCANA SOFFRE DI PIU’ 

Da Napoli a Milano, passando per Firenze, i risultati delle vendite registrati per la pittura italiana dell’800 risultano a dir poco sconsolanti.

Opere di artisti come Pratella o Milgliaro acquistabili a qualche centinaio di euro. Pompeo Mariani oramai completamente fuori dal mercato e perfino i Macchiaioli ridotti ai minimi termini, pagando lo scotto più alto in termini di svalutazione. Dai 2000 agli 8.000 euro per dipinti piacevoli con punte fino a 15.000-25.000 euro per le rare opere di alta qualità e grandi formati.

Risultati estremamente deludenti anche per Boldini, il più internazionale degli italiani, i cui ritratti del periodo toscano e le piccole tavolette, si possono acquistare fra i 5.000 e i 15.000 euro. Il mercato internazionale richiede solo i grandi ritratti a figura intera e grandezza naturale, il resto della sua produzione non interessa praticamente a nessun prezzo.

Il gusto è completamente cambiato e i più giovani collezionisti, quarantenni e cinquantenni, non sono più interessati a questo genere di pittura che trovano noiosa, superata e fuori moda ma soprattutto sconsigliata per un arredamento moderno.

Abbiamo intervistato alcuni esperti di case d’asta e collezionisti e le previsioni risultano se possibile peggiori del presente, con un un trend che nei prossimi 2-3 anni avvicinerà le quotazioni di questi artisti, Fattori (caposcuola dell’800), Signorini e Lega in testa, allo zero.

Le stime catastrofiche di oggi potrebbero rivelarsi infatti perfino esagerate rispetto alle previsioni che lasciano immaginare un futuro buio che registra la costante discesa di queste cifre.

Continui invenduti, anche a prezzi irrisori, costellano il mercato svilito della pittura del XIX secolo e, ad acquistare, ci assicurano gli esperti, sono rimasti soltanto collezionisti ultra ottantenni ma anche loro pochissimo e solo a condizioni economiche eccezionalmente favorevoli, compiendo un puro gesto di affetto, irrazionale e slegato dalla possibilità di realizzare un investimento oculato.

Estintasi questa generazione di persone, considerata nostalgica, non vi sarà continuità e questi artisti sono destinati a un oblio che durerà, c’è da scommetterci, almeno per i prossimi cinquant’anni.

La crisi che attanaglia il settore è dunque di lungo termine e profondamente strutturale, generata anche dall’offerta eccessiva di chi si affretta a vendere prima che si esaurisca completamente e per sempre la platea dei potenziali acquirenti.

Questi alcuni risultati d’asta degli ultimi mesi che non lasciano spazio all’ottimismo: Pratella, Sorrento, cm 19 x 28, invenduto da Hammer per 2.000 euro. Migliaro, Carnevale, cm 26 x 19, venduto da Dorotheum l’8 giu. 2020 per 2.600 Euro. Fattori, Scogli a Antignano, olio su tavola, cm 27 x 44, venduto per Euro 4.000 da Pandolfini il 29 set. 2020; Fattori, Ulivi, cm 32,5 x 19, venduto da Gonnelli per 4.500 Euro. Signorini, Riomaggiore, cm 24 x 35, aggiudicato da Trionfante per 5.000 Euro, il 18 giu. 2020. Signorini, A Vinci, cm 11,5 x 21, invenduto a 4.5’00 Euro dal Ponte l’11 nov. 2020. Boldini, Ritratto di Signora. cm 19,2 x 17,3, venduto da Hampel a 7.000 Euro il 3 apr. 2020. Infine un capolavoro di Mariani, Nel parco, di ben 98 x 72 cm è andato invenduto al Ponte per soli 4.000 Euro.

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