Italia Romantica

The Art Spectator: Romanticismo sarà la prima mostra mai realizzata sul contributo italiano al movimento che, preannunciato alla fine del Settecento, ha cambiato nel corso della prima metà dell’Ottocento la sensibilità e l’immaginario del mondo occidentale.

In particolare, Milano– che tra le grandi città d’Italia è quella che ha avuto in quegli anni la maggiore vocazione europea – è stata uno dei centri della civiltà romantica, sia per quanto riguarda le arti figurative che sul versante letterario e musicale. Pensiamo alle esposizioni d’arte, ai grandi collezionisti, alle imprese editoriali, ai teatri – tra cui La Scala– e a protagonisti come Foscolo, Manzoni, Rossini, Hayez e Verdi.

L’esposizione celebral’identità e il valore del Romanticismo italiano, in rapporto a quanto si andava manifestando nel resto d’Europa – in particolare in Germania, nell’Impero austriaco, in Inghilterra e in Francia – tra il Congresso di Vienna e le rivoluzioni che nel 1848 sconvolsero il vecchio continente. Le opere esposte alle Gallerie d’Italia di Milanoe al Museo Poldi Pezzoli documentano un periodo che va dai fermenti preromantici fino alle ultime espressioni di una cultura che, almeno nel nostro Paese, avrà termine con la realizzazione dell’Unità d’Italia e l’affermazione del Realismo, che del Romanticismo rappresenta l’antitesi.

In mostra, i dipintidei maggiori interpreti della pittura romantica: Francesco Hayez, Giuseppe Molteni, Giovanni Carnovali detto Il Piccio, Massimo d’Azeglio, Giovanni Migliara, Angelo Inganni, Giuseppe e Carlo Canella, Ippolito Caffi, Salvatore Fergola, Giacinto Gigante, Pitloo, Domenico Girolamo Induno. Tra le sculturespiccano i lavori di tre straordinari maestri: Lorenzo Bartolini, Pietro Tenerani e Vincenzo Vela.

Non mancano grandi artisti di diversa nazionalità attivi in Italia, come Caspar David Friedrich, Franz Ludwig Catel, Jean-Baptiste Camille Corot, William Turner, Friedrich von Amerling, Ferdinand Georg Waldmüller, Karl Pavlovič Brjullov, che permettono di approfondire le relazioni intercorse tra il Romanticismo italiano e quello europeo.

Contestualmente alla mostra sono state organizzate numerose attività collaterali che ti permetteranno di approfondire il movimento romantico: visite guidate per adulti; iniziative per bambini e famiglie; conferenze; concerti; laboratori didattici; eventi realizzati in collaborazione con l’Associazione Culturale Ludosofici e il Circolo dei Lettori.
Inoltre, a partire da gennaio 2019, grazie alla collaborazione con Fondazione Cineteca Italiana, nel nostro museo di Piazza Scala sarà possibile partecipare a una variegata rassegna cinematografica: ogni proiezione sarà preceduta da uno “zoom”, una breve visita guidata in cui giovani mediatori culturali illustreranno l’opera a cui il film fa riferimento.

L’Ottocento in mostra a Novara

Dal 20 ottobre 2018 al 24 febbraio 2019, le sale del Castello di Novara si aprono per accogliere la mostra Ottocento in collezioneDai Macchiaioli a Segantini.
L’esposizione, curata da Sergio Rebora ed Elisabetta Staudacher, coadiuvati da un comitato scientifico composto da Luisa Martorelli, Fernando Mazzocca e Aurora Scotti Tosini, è organizzata da METS Percorsi d’arte in collaborazione con la Fondazione Castello di Novara, col patrocinio della Regione Piemonte e del Comune di Novara, con il sostegno di Banco BPM (main sponsor) e di Fondazione CRT.
La rassegna presenta 80 capolavori di pittura e scultura tutti provenienti da prestigiose raccolte private, di autori quali Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis, Giovanni Fattori, Carlo Fornara, Domenico e Gerolamo Induno, Silvestro Lega, Angelo Morbelli, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Giovanni Segantini, Federico Zandomeneghi, che testimonia l’importanza storica del fenomeno del collezionismo nello sviluppo delle arti in Italia, dall’Unità nazionale ai primi anni del Novecento.

La storia delle arti figurative in Italia nel secondo Ottocento s’intreccia, infatti, con le vicende dei raccoglitori di opere d’arte e, più in generale, del mecenatismo culturale. Dopo il 1860, s’intensifica il fenomeno del collezionismo di dipinti e sculture da parte di una sempre più ampia fascia di pubblico, composta in prevalenza da esponenti della borghesia delle imprese e dei commerci e delle professioni civili.
Importanti per la diffusione anche commerciale dei dipinti e delle sculture, si rivelano le rassegne annuali promosse nelle grandi città dalle istituzioni accademiche e dalle Società Promotrici, vere e proprie vetrine che permettono di conoscere l’evoluzione dell’attività dei pittori e degli scultori, nonché momenti di confronto tra la produzione di artisti di diversa estrazione culturale, ma anche – e soprattutto – occasioni per incrementare le raccolte attraverso acquisti e assegnazioni sociali.
Sull’esempio della Francia (Goupil) e dell’Inghilterra (Dowdeswell, Colnaghi, Pisani), in questi anni nasce anche in Italia il mercato dell’arte organizzato in empori e in gallerie, come quella fondata a Milano negli anni settanta del XIX secolo dai fratelli Vittore e Alberto Grubicy – forse la più significativa sul territorio nazionale – che orienta i collezionisti nelle loro scelte e nella composizione delle loro raccolte.

Suddivisa in otto sezioni, la rassegna al Castello di Novara si apre con un accenno all’affermazione delle poetiche del vero nel loro passaggio dai temi storico-risorgimentali alla vita quotidiana del nuovo stato sabaudo, con autori quali Gerolamo Induno, Giovanni Fattori, Luigi Nono. Negli anni sessanta si assiste anche a una messa a fuoco sul paesaggio nella sua accezione naturalista (Antonio Fontanesi, Guglielmo Ciardi, Filippo Carcano) e a un confronto tra studio di ritratto pittorico e scultoreo che si prolunga nel tempo (Tranquillo Cremona, Vincenzo Gemito, Medardo Rosso).
L’esposizione prende poi in esame l’assestarsi e il definirsi, nei due decenni successivi, di un gusto ufficiale che rispecchia quello della monarchia sabauda e che si confronta con i richiami da Oltralpe. È il trionfo della pittura e della scultura di genere declinate su temi ispirati alla vita pastorale e agreste (Francesco P. Michetti, Filippo Palizzi) e a quella borghese nei suoi risvolti intimisti (Silvestro Lega, Giacomo Favretto, Vittorio Corcos), anche con affondi decorativi o folcloristici attraverso la moda dell’orientalismo (Alberto Pasini, Domenico Morelli). Tra le eccellenze del genere si annoverano le esperienze degli artisti operanti a Parigi o in rapporto con la Galleria Goupil, tra cui Antonio Mancini, Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis, Federico Zandomeneghi.
Nell’ultimo decennio del secolo si assiste, da un lato, all’affermazione di istanze ideologicamente impegnate verso i temi del lavoro, espressi con attento e consapevole tono di denuncia delle ingiustizie sociali, dall’altro, verso i primi segni di sensibilità nei confronti del simbolismo internazionale, a volte interpretati con enfasi allegorica di impronta decorativa. L’elaborazione di contenuti così differenti si accomuna spesso con la sperimentazione della pittura divisionista da parte dei maestri della cosiddetta prima generazione: Giovanni Segantini, Gaetano Previati, Angelo Morbelli, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Plinio Nomellini, Emilio Longoni, Vittore Grubicy.
Si segnalano, in particolare, La curiosità di Silvestro Lega, caposaldo macchiaiolo della raccolta Jucker, il grande paesaggio Aprile di Antonio Fontanesi, custodito per lungo tempo nella collezione Rossello, lo splendido Hyde Park di Giuseppe De Nittis, realizzato a Londra nel 1876, città nella quale, l’anno precedente, l’artista dipinse Piccadilly, quadro appartenuto al raccoglitore Paolo Ingegnoli e poi a Gaetano Marzotto, Il pastello rosa di Giovanni Boldini, raffinatissimo ritratto di Emiliana Concha de Ossa risalente alla seconda metà degli anni ottanta, il capolavoro divisionista Venduta! di Angelo MorbelliGli emigranti di Giuseppe Pellizza da Volpedo della collezione dell’imprenditore Francesco Federico Cerruti e Petalo di rosa, toccante dipinto simbolista di Giovanni Segantini.

Si conclude la permanenza di Toulouse Lautrec a Milano

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The Art Spectator: si conclude il 18 febbraio 2018, a Palazzo Reale la grande monografica che racconta Henri de Toulouse-Lautrec (1864-1901) e il suo intero percorso artistico.

La mostra, a cura di Danièle Devynck (direttrice del Museo Toulouse-Lautrec di Albi) e Claudia Beltramo Ceppi Zevi, è stata promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, da Palazzo Reale, da Giunti Arte Mostre Musei e da Electa, in collaborazione con il Musée Toulouse-Lautrec di Albi e l’Institut National d’histoire de l’art (INHA) di Parigi, con il patrocinio dell’Ambasciata di Francia in Italia.

Il progetto, articolato in sezioni tematiche, ha condotto il visitatore a comprendere il fascino e la rilevanza artistica del pittore bohémien che, senza aderire mai a una scuola, seppe costruire un nuovo e provocatorio realismo, sintesi estrema di forma, colore e movimento.

In mostra sono state esposte oltre 250 opere di Toulouse-Lautrec, con 35 dipinti oltre a litografie, acqueforti e affiches, provenienti dal Musée Toulouse-Lautrec di Albi e da importanti musei e collezioni internazionali come la Tate Modern di Londra, la National Gallery of Art di Washington, il Museum of Fine Arts di Houston, il MASP (Museu de Arte di San Paolo), e la BNF di Parigi, e da diverse storiche collezioni private.

 

Una mostra d’arte sotto l’abero

Tra Natale, Capodanno ed Epifania è il momento giusto per dedicarsi alla visita di qualche retrospettiva o esposizione per la quale magari non si aveva avuto tempo prima. Ecco le mostre imperdibili, regione per regione.

VALLE D’AOSTA, PIEMONTE E LIGURIA
In Valle d’Aosta, obbligatoria una gita al Forte di Bard (Ao), dove è allestita la mostra “I capolavori dell’Accademia Nazionale di San Luca. Da Raffaello a Balla” che mostra 115 opere rappresentative della preziosa collezione di una delle più antiche e importanti istituzioni culturali italiane, costituitasi a partire dal Seicento. Dura fino al 7 gennaio, così come la mostra sul World Press Photo 2017.

Tra le tante mostre allestite a Venaria Reale (To) da non perdere “Giovanni Boldini”, 100 capolavori tra olii e pastelli fino al 28 gennaio: l’occasione per una visita alla reggia. A Torino consigliamo a Palazzo Chiablese la mostra “Miró! Sogno e Colore”, 130 opere del tardo periodo dell’artista (fino al 14 gennaio); tra le tante mostre a Palazzo Madama, interessante “Odissee. Diaspore, invasioni, migrazioni, viaggi e pellegrinaggi” (fino al 19 febbraio), che racconta il cammino dell’umanità sul pianeta Terra attraverso moltissimi oggetti, tra cui dipinti, sculture, ceramiche antiche, reperti etnografici e archeologici.
Al Galata Museo del Mare di Genova, fino al 25 febbraio la piccola mostra Artists for whales, evento di “contaminazione” tra arte e scienza organizzato per la salvaguardia e la conservazione dei grandi mammiferi marini del Mediterraneo: esposte oltre quaranta opere di trenta artisti. A Palazzo Ducale, capolavori di Picasso dal Museo Picasso di Parigi (fino a maggio 2018) e Rubaldo Merello, uno tra i più interessanti e originali pittori liguri del Novecento (fino al 4 febbraio).
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Giovanni Boldini a Venaria Reale (To)
LOMBARDIA
Molto ricco il programma di Milano: a Palazzo Reale sono in corso le tre grandi mostre evento su Caravaggio, Toulouse-Lautrec e James Nachtwey, pluripremiato fotografo americano, considerato universalmente l’erede di Robert Capa; alle Gallerie d’Italia, in piazza Scala, i protagonisti sono gli autori del “Dopo Caravaggio”, e di fianco, a Palazzo Marino, fino all’8 gennaio ci si può inchinare dinanzi alla Sacra conversazione di Tiziano proveniente da Ancona (fino al 14 gennaio). Meno fanfara ha avuto il capolavoro di Perugino presentato al Museo Diocesano: un’Adorazione dei pastori che si presta per essere visitata nei giorni attorno al Natale. Per gli amanti dell’arte moderna, Leon Golum e Artists from Chicago alla fondazione Prada.

Sempre a Milano, per festeggiare i suoi primi 60 anni Esselunga allestisce allo spazio The Mall (porta Nuova) una “supermostra”, che racconta in modo divertente le tappe storiche più importanti dell’azienda e contemporaneamente la realtà italiana dal 1957 in poi: la musica, il cibo, il design, la casa, la spesa. Un vero e proprio show con installazioni, filmati e momenti di interattività.

Al Ma*ga di Gallarate (Va) ha appena inaugurato una grande mostra dedicata all’attività pittorica e grafica di Jack Kerouac, una delle icone letterarie del XX secolo; si chiama “Kerouac – Beat Painting” e durerà fino al 22 aprile. “A Life: Lawrence Ferlinghetti. Beat Generation, ribellione,poesia” è titolo invece della mostra a Brescia (Museo di Santa Giulia, fino al 14 gennaio) che mette in luce l’importanza della figura di Lawrence Ferlinghetti, poeta, pittore, editore e agitatore culturale americano di origini bresciane, nel panorama letterario degli anni Cinquanta e Sessanta, e in particolare all’interno del movimento della Beat Generation.

Una piccola mostra ma molto interessante a Casalmaggiore (Cr), che nel museo a lui dedicato rende omaggio al pittore Giuseppe Diotti (fino al 28 gennaio), protagonista della pittura della prima metà dell’Ottocento. Ricordiamo anche le fotografie di Doisneau al Broletto di Pavia (fino al 28 gennaio).
VENETO
Se fate un giro a Venezia, non perdete la mostra alla fondazione Peggy Guggenheim fino al 7 gennaio: si chiama “Simbolismo mistico. Il Salon de la Rose+Croix a Parigi 1892–1897” e racconta i saloni allestiti a Parigi al fine di presentare i principi dell’ordine dei Rosacroce, confraternita di natura esoterico-religiosa, legati a un’idea di arte che fosse mistica, idealista e al servizio della “bellezza”. Sempre a Venezia, “Canova, Hayez, Cicognara” alle Gallerie dell’Accademia (fino al 2 aprile).
Fino all’8 aprile alla Basilica Palladiana di Vicenza è allestita la grande e affollatissima mostra su Van Gogh (fino ad aprile); se siete in città, non mancate anche gli affreschi restaurati di Tiepolo esposti ora al Palladio Museum (fino al 18 febbraio). Alla fondazione Benetton di Treviso fino al 14 gennaio è organizzata la curiosa “Lotterie, lotto, slot machines”, che racconta la storia dei giochi di fortuna; potreste abbinarla alla mostra “Illustri persuasioni. Tra le due guerre”, che il Museo nazionale Collezione Salce, sempre a Treviso, dedica all’arte pubblicitaria tra la prima e la seconda guerra mondiale (fino al 14 gennaio).

A Castelfranco Veneto (Tv) continua fino al 4 marzo “Le trame di Giorgione”, interessante percorso dedicato all’artista.

The dawn of Labour, Maurin, alla fondazione Guggenheim di Venezia
TRENTINO ALTO ADIGE E FRIULI VENEZIA GIULIA
A Villa Manin di Passariano (Ud) si intitola “Maria Teresa e Trieste. Storia e culture della città e del suo porto” la mostra organizzata fino al 18 febbraio in occasione del trecentesimo anniversario della nascita di Maria Teresa d’Austria. Nell’ambito dei festeggiamenti, anche la mostra al Magazzino delle idee di Trieste (fino al 18 febbraio): l’ideale per un tour tra provincia e città. A Gorizia, invece, a Palazzo Attems Petzenstein (sino al 25 marzo), “La Rivoluzione russa. Da Djagilev all’Astrattismo (1898-1922)”.
Al Mart di Rovereto (Tn) il protagonista fino al 2 aprile è invece “Realismo Magico – L’incanto nella pittura italiana degli anni Venti e Trenta”, con opere di Cagnaccio di San Pietro, Felice Casorati, Antonio Donghi, Achille Funi, Carlo Levi e Ubaldo Oppi.
Maria Teresa d’Austria protagonista a Trieste
EMILIA ROMAGNA E TOSCANA
Se vi trovate a Bologna è stata appena inaugurata “Revolutija”: 72 quadri arrivati dal Museo di Stato Russo di San Pietroburgo (fra cui alcuni capolavori come Passeggiata di Chagall, Quadrato nero di Malevich, Su bianco di Kandinsky), 40 foto originali, due sculture, tre video esposti al MAMbo fino al 13 maggio. A Palazzo Albergati, fino all’11 febbraio, “I rivoluzionari del Novecento”, con 200 opere dall’Israel Museum di Gerusalemme.
A Reggio Emilia, invece, focus su “Kandinsky Cage – Musica e Spirituale nell’Arte” a palazzo Magnani fino al 25 febbraio mentre a Modena continua fino al 4 febbraio la mostra “Sequenza sismica” al Mata (sette forografi raccontano il terremoto che ha colpito il nostro paese tra il 2009 e il 2016). All’abbazia di Valserena (Pr) ecco la mostra “Ettore Sottsass. Oltre il design”, curata dal Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma: nel 1979 il designer donò quasi 14.000 materiali progettuali fra schizzi, bozzetti disegni e sculture proprio allo CSAC che nel centenario della nascita dell’autore ha deciso di ideare questo importante progetto espositivo ed editoriale (fino all’8 aprile). Ricordiamo anche Carlo Bononi fino al 7 gennaio a Ferrara (Palazzo dei Diamanti).

A Firenze continua la mostra a Palazzo Strozzi “Il Cinquecento a Firenze – Tra Michelangelo, Pontormo e Giambologna” (fino al 21 gennaio); se siete in visita in città, non mancate la lunetta Antinori di Giovanni della Robbia tornata in Italia dopo 120 anni (fino al 3 aprile al Museo del Bargello). A Pistoia, si celebra Marino Marini con “Passioni visive”, la prima retrospettiva che ambisce a situare il Maestro organicamente nella storia della scultura: l’esposizione, a Palazzo Fabroni fino al 7 gennaio, è uno dei momenti di punta delle Celebrazioni di Pistoia Capitale italiana della Cultura 2017.

Marino Marini a Pistoia​
MARCHE E UMBRIA
Tra le mostre in programma nelle Marche, a Loreto (An) fino ad aprile “L’arte che salva. Immagini della predicazione tra Quattrocento e Settecento. Crivelli, Lotto, Guercino”, finalizzata alla valorizzazione e alla tutela del patrimonio artistico e culturale dei luoghi colpiti dal sisma ed al rilancio dal punto di vista turistico ed economico degli stessi.

“Capriccio e Natura: Arte nelle Marche del secondo Cinquecento” è una mostra che coglie l’occasione del temporaneo trasferimento dei dipinti della Chiesa di Santa Maria delle Vergini a Macerata ai Musei civici di Palazzo Buonaccorsi per un ripensamento completo di quel cantiere e del suo ruolo nell’arte delle Marche alla fine del XVI secolo. Fino al 13 maggio.

Per il periodo natalizio a Spoleto (Pg) va in mostra l’arte contemporanea: l’esposizione “Black Light Art” (fino al 25 febbraio) alla Rocca Albornoziana riguarda una serie di suggestive opere luminescenti all’interno ed esterno della struttura; altra mostra è “II gioco della pittura. La collezione di carte dipinte di Paola Masino”, che si pone l’obiettivo di considerare la carta da gioco come opera d’arte, fino al 2 aprile al Mag MetaMorfosi Art Gallery in piazza Duomo.

Crivelli in mostra a Loreto (An)
LAZIO
A Roma potrete ammirare i capolavori di Monet provenienti dal Musée Marmottan di Parigi in mostra al complesso del Vittoriano, così come, in un’altra ala, le immagini di “100 anni di fotografia Leica”. Invece all’Ara Pacis ecco “Hokusai. Sulle orme del Maestro”: mostra che fa luce sull’artista confrontando la sua produzione con quella dei suoi eredi (fino al 14 gennaio). Segnaliamo anche “Picasso tra cubismo e classicismo” alle Scuderie del Quirinale (fino al 21 gennaio) e “Konrad Mägi” alla Galleria Nazionale, su un grande e poco conosciuto artista estone (fino al 28 gennaio). A Palazzo Barberini, è in corso una mostra dedicata ad Arcimboldo, precursore di dadaismo e surrealismo (fino all’11 febbraio).
Arcimboldo a Palazzo Barberini, Roma
CAMPANIA E PUGLIA 
Al Pan di Napoli prosegue fino al 28 gennaio la visitatissima mostra fotografica del maestro Sebastiano Salgado, “Genesi”, progetto iniziato nel 2003 e durato 10 anni, canto d’amore per la terra e un monito per gli uomini: 245 le immagini sul nostro pianeta che compongono un itinerario fotografico in un bianco e nero di grande incanto. Poi si può riscoprire il Museo di Capodimonte cogliendo l’occasione per ammirare l’allestimento intorno a “La parabola dei ciechi” di Pieter Bruegel il Vecchio (nell’ambito di “L’Opera si Racconta”, ciclo di mostre-focus che mette in risalto dipinti, sculture e oggetti d’arte selezionati tra le 47mila opere delle collezioni, raccontati in una chiave nuova e in dialogo con altre opere).

Sta suscitando grandi emozioni la mostra dedicata a Sandro Chia presso la Pinacoteca Metropolitana di Bari. Di particolare impatto visivo le dieci grandi sculture, copie 1/1 in terracotta tratte da altrettanti elementi del celebre esercito di guerrieri dell’imperatore Qin Shi Huang ritrovate in Cina, nei pressi di Xi’an, nel lontano 1974, rielaborate dal grande artista toscano con la sua personale, vivacissima cromia (fino al 31 marzo).

Genesi, di Sebastiao Salgado, a Napoli​
SICILIA E SARDEGNA
Maria Cernuschi Ghiringhelli è stata una figura unica nel panorama dell’arte italiana tra le due guerre: all’inizio del 1930 divenne un’appassionata sostenitrice dell’arte astratta italiana e internazionale, riuscendo a intercettare le proposte più innovative con una grande autonomia di giudizio. La sua figura è tratteggiata da una mostra al Man di Nuoro (fino al 25 febbraio), “Una visione astratta”.
A Palermo dura fino al 7 gennaio la mostra “Andy Warhol – L’Arte di essere famosi” a Palazzo Sant’Elia: esposti 180 differenti soggetti, tra opere uniche, multipli ed oggetti d’arte, della Rosini Gutman Collection, che abbracciano gran parte dell’intero percorso artistico ed iconografico dell’artista, dal 1957 al 1987.
Andy Warhol a Palermo

Nati per la Cultura: ecco a Torino il passaporto culturale per i più piccoli

The Art Spectator: esistono dei musei dedicati ai più piccoli e alle loro famiglie adatti ad essere frequentati fin dai primissimi anni di vita. Si tratta di 32 musei piemontesi che fanno parte dell’iniziativa Nati con la cultura.

Nati con la Cultura è un progetto ideato con l’obiettivo di capire quali sono le caratteristiche che deve avere un museo per potersi definire davvero a misura di bambino e poter così incentivare la frequentazione di questi luoghi a famiglie con piccoli di ogni età. Un modo insomma per avvicinare i nuclei famigliari alla cultura, riscoprire la bellezza di trascorrere una giornata al museo tutti insieme e far crescere cittadini più informati e coscienziosi.

Quali sono dunque le caratteristiche che devono avere i musei family friendly? Si tratta di facile accessibilità agli spazi, area relax, presenza di fasciatoio, materiale informativo adatto ai più piccoli, attività pensate per i bambini nel corso dell’anno e altro.

A questo proposito è stato stilato un vero e proprio decalogo che tutti i musei che vogliono ottenere la certificazione di Nati con la Cultura devo rispettare. In pillole i musei family & kids friendly devono garantire

  • 1. Accessibilità
  • 2. Percorsi e linguaggi dedicati
  • 3. Servizi per la visita: fasciatoio, parcheggio, passeggino, alzatine, scalda biberon
  • 4. Aree dedicate: decompressione, allattamento, attività
  • 5. Manifesto per gli operatori
  • 6. Materiale dedicato: ex ante, ex post, in itinere
  • 7. Audience al centro: fasce orarie suggerite, politiche di pricing
  • 8. Condivisione interna
  • 9. Attività pilota per fasce d’età
  • 10. Immagine coordinata: nati per la cultura

Bella anche l’idea di realizzare un Passaporto Culturale da regalare a tutti i nuovi nati e che permette di accedere gratuitamente a questi musei nel primo anno di vita del bambino insieme a due adulti.

passaporto culturale

Dal progetto, ideato dall’Ospedale Sant’Anna di Torino, dalla Onlus Fondazione Medicina a Misura di Donna in collaborazione con Abbonamento Musei e Osservatorio Culturale del Piemonte, attualmente sono stati accreditati solo musei piemontesi. Ecco quali:

  • Borgo e Rocca Medievale
  • Camera Centro per la Fotografia
  • GAM Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino
  • Museo Egizio
  • MAO Museo d’Arte Orientale
  • MEF Museo Ettore Fico
  • MUSLI Museo della scuola e del libro per l’infanzia
  • Palazzo Falletti di Barolo
  • Museo Nazionale del Cinema
  • MAUTO Museo Nazionale dell’Automobile
  • Museo Nazionale del Risorgimento Italiano
  • Palazzo Madama – Museo d’Arte Antica
  • PAV Parco d’Arte Vivente
  • Pinacoteca dell’Accademia Albertina
  • Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
  • La Venaria Reale
  • Palazzina di Caccia di Stupinigi
  • Infini.TO Parco Astronomico
  • Atlante dei Suoni (Venasca)
  • Ecomuseo Sogno di luce (Alpignano)
  • Casa Cavassa/La Castiglia (Saluzzo)
  • Museo Son de Lenga (Dronero)
  • Castello di Miradolo (San secondo di Pinerolo)
  • Giardino Botanico di Oropa
  • Museo Camillo Leone (Vercelli)
  • Museo Civico di Cuneo
  • Museo del Tesoro del Duomo (Vercelli)
  • Museo Civico A. Garda (Ivrea)
  • Museo Valdese (Torre Pellice)
  • Palazzo Mazzetti (Asti)
  • WIMU Museo del Vino (Barolo)

Anafora: Giuseppe Penone alla Reggia di Venaria Reale

The Art Speectator: L’artista Giuseppe Penone (1947, Garessio. Vive e lavora a Torino e Parigi) ritorna dopo quasi dieci anni alla Reggia di Venaria.
Nell’ambito di una virtuosa continuità di “dialogo” e “sintonia” con le altre sue imponenti installazioni già presenti ne Il Giardino delle Sculture Fluide allestito nel 2007 quale prima collaborazione tra il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e la Reggia di Venaria,
l’artista ha posto una nuova serie di sette opere più piccole nelle adiacenti e da poco
restaurate Grotte del muro castellamontiano nel Parco basso.
Nella storia del complesso della Reggia di Venaria il Parco basso rappresentava, nella poetica del giardino seicentesco, lo spazio più elaborato: ricco di fontane, apparati scultorei, aiuole composte secondo elaborati disegni e caratterizzato dalla presenza della struttura muraria di contenimento della Corte d’onore, impreziosito da grotte e nicchie in esso contenute.
Nel corso del 2015 sono stati completati gli interventi di restauro del paramento murario e di sistemazione dell’area antistante rendendo così completamente fruibili gli spazi delle sette Grotte del Parco basso. Le grotte, un tempo, decorate con conchiglie ed elementi lapidei e allestite con vasche d’acqua e statue, sono diventate il luogo in cui ambientare un percorso espositivo affidato a Giuseppe Penone.
A cura di Carolyn Christov-Bakargiev
In collaborazione con Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea

Giovanni Boldini, esemplare il catalogo Skira della mostra romana, in corso al Vittoriano fino al 16 luglio 2017

511dTi-m3fLThe Art Spectator: Davvero sorprendente il catalogo Skira della mostra Giovanni Boldini al Vittoriano, presentandosi come un tomo monumentale (311 pagine), ricchissimo di contributi critici e scientifici inediti. Un’opera di ricerca, diretta da Tiziano Panconi, presidente del Comitato scientifico, che si contraddistingue nitidamente nella giungla di cataloghi di mostre, anche su Boldini, sovente ripetitivi e scontati, fatti in fretta e privi di novità e di autentica capacità di indagine.

Ben sette sono i saggi all’indice, a firma dei curatori e di alcuni membri del Comitato scientifico, decisamente appassionante quello di Leo Lecci, dell’Università di Genova, dedicato a Boldini e agli artisti francesi che parteciparono alla biennale veneziana del 1895. Narrativo e comprensibile quello del co-curatore Sergio Gaddi rivolto ai primi anni parigini dell’artista. Pungente e profondo il confronto proposto da Marina Mattei, curatrice dei Musei Capitolini di Roma, fra due grandi artisti italiani, Giovanni Boldini e il compositore Giuseppe Verdi, immortalato dal pittore in due celebri ritratti, e in uno di questi, scrive la Mattei: “il grande compositore è ripreso come un busto, un volto che esce dal buio (in posa quasi del tutto frontale) con paltò, cilindro e la sciarpa di seta che il maestro indossava sempre” (pp. 88-89).

Un importante lavoro di ricerca invece quello svolto da Loredana Angiolino dell’Università de La Sapienza di Roma, nel quale l’autrice ricostruisce, attraverso un novero di lettere inedite, il rapporto di Giovanni Boldini con gli altri artisti italiani, nel suo ruolo di commissario all’Esposizione Universale di Parigi del 1889. Giovanni Boldini a sua volta nominò l’amico artista Telemaco Signorini, quale corrispondete italiano.
Un panorama ampio e originalissimo invece, quello tracciato nel fondamentale capitolo del catalogo a firma del curatore Tiziano Panconi, massimo esperto dell’artista, incentrato sui rapporti fra Boldini e le sue “divine”. Una serie di ritratti di femmine indipendenti e egocentriche. Le donne altolocate che posarono per Boldini. Un saggio basato sulle lettere e fotografie inedite, rintracciate direttamente negli archivi di mezzo mondo dagli eredi e pronipoti di queste donne che sono stati per la prima volta pubblicati, restituendo un volto reale a donne iconiche, delle quali fino ad oggi non sapevamo praticamente niente.
La penna pungente del critico toscano, traccia i ritratti psicologici di queste muse e definisce la natura, spesso confidenziale quando non intima, dei rapporti fra le ritrattate e il maestro. Per esempio “Fascino bellezza e voce da usignolo determinarono il successo di Lina Cavalieri, da molti cronisti e contemporanei considerata la donna più bella del mondo: a Parigi si esibiva alle Folies Bergère, a Londra all’Empire e a Vienna all’English Garden” (p. 22).
In appendice ancora una quarantina di lettere inedite (alcune in francese tradotte da Eleonora di Iulio), con tanto di note, che costituiscono uno dei maggiori contributi forniti fino a oggi alla ricostruzione storico-critica sull’artista. Quest’ultima ben dipanata in un capitolo a parte, nella ricchissima e dettagliatissima “Cronologia biografica”. Entrambi i capitoli cofirmati dalla Angiolino e da Panconi.
Il catalogo vanta la davvero rara introduzione istituzionale del Ministro per i Beni Culturali e per il Turismo Dario Franceschini che, in antefatto, ha voluto riconoscere l’eccezionale lavoro di equipe svolto da questo gruppo di insigni studiosi.
La seconda parte è naturalmente quella dedicata alla galleria di opere in mostra, ben 160 pubblicate a colori, provenienti dai maggiori musei e collezioni private del mondo. Il prezzo di copertina è di 39,00 €, scontato al Bookshop della mostra.

Francesca Vivo Maldarelli