L’Ottocento in mostra a Novara

Dal 20 ottobre 2018 al 24 febbraio 2019, le sale del Castello di Novara si aprono per accogliere la mostra Ottocento in collezioneDai Macchiaioli a Segantini.
L’esposizione, curata da Sergio Rebora ed Elisabetta Staudacher, coadiuvati da un comitato scientifico composto da Luisa Martorelli, Fernando Mazzocca e Aurora Scotti Tosini, è organizzata da METS Percorsi d’arte in collaborazione con la Fondazione Castello di Novara, col patrocinio della Regione Piemonte e del Comune di Novara, con il sostegno di Banco BPM (main sponsor) e di Fondazione CRT.
La rassegna presenta 80 capolavori di pittura e scultura tutti provenienti da prestigiose raccolte private, di autori quali Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis, Giovanni Fattori, Carlo Fornara, Domenico e Gerolamo Induno, Silvestro Lega, Angelo Morbelli, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Giovanni Segantini, Federico Zandomeneghi, che testimonia l’importanza storica del fenomeno del collezionismo nello sviluppo delle arti in Italia, dall’Unità nazionale ai primi anni del Novecento.

La storia delle arti figurative in Italia nel secondo Ottocento s’intreccia, infatti, con le vicende dei raccoglitori di opere d’arte e, più in generale, del mecenatismo culturale. Dopo il 1860, s’intensifica il fenomeno del collezionismo di dipinti e sculture da parte di una sempre più ampia fascia di pubblico, composta in prevalenza da esponenti della borghesia delle imprese e dei commerci e delle professioni civili.
Importanti per la diffusione anche commerciale dei dipinti e delle sculture, si rivelano le rassegne annuali promosse nelle grandi città dalle istituzioni accademiche e dalle Società Promotrici, vere e proprie vetrine che permettono di conoscere l’evoluzione dell’attività dei pittori e degli scultori, nonché momenti di confronto tra la produzione di artisti di diversa estrazione culturale, ma anche – e soprattutto – occasioni per incrementare le raccolte attraverso acquisti e assegnazioni sociali.
Sull’esempio della Francia (Goupil) e dell’Inghilterra (Dowdeswell, Colnaghi, Pisani), in questi anni nasce anche in Italia il mercato dell’arte organizzato in empori e in gallerie, come quella fondata a Milano negli anni settanta del XIX secolo dai fratelli Vittore e Alberto Grubicy – forse la più significativa sul territorio nazionale – che orienta i collezionisti nelle loro scelte e nella composizione delle loro raccolte.

Suddivisa in otto sezioni, la rassegna al Castello di Novara si apre con un accenno all’affermazione delle poetiche del vero nel loro passaggio dai temi storico-risorgimentali alla vita quotidiana del nuovo stato sabaudo, con autori quali Gerolamo Induno, Giovanni Fattori, Luigi Nono. Negli anni sessanta si assiste anche a una messa a fuoco sul paesaggio nella sua accezione naturalista (Antonio Fontanesi, Guglielmo Ciardi, Filippo Carcano) e a un confronto tra studio di ritratto pittorico e scultoreo che si prolunga nel tempo (Tranquillo Cremona, Vincenzo Gemito, Medardo Rosso).
L’esposizione prende poi in esame l’assestarsi e il definirsi, nei due decenni successivi, di un gusto ufficiale che rispecchia quello della monarchia sabauda e che si confronta con i richiami da Oltralpe. È il trionfo della pittura e della scultura di genere declinate su temi ispirati alla vita pastorale e agreste (Francesco P. Michetti, Filippo Palizzi) e a quella borghese nei suoi risvolti intimisti (Silvestro Lega, Giacomo Favretto, Vittorio Corcos), anche con affondi decorativi o folcloristici attraverso la moda dell’orientalismo (Alberto Pasini, Domenico Morelli). Tra le eccellenze del genere si annoverano le esperienze degli artisti operanti a Parigi o in rapporto con la Galleria Goupil, tra cui Antonio Mancini, Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis, Federico Zandomeneghi.
Nell’ultimo decennio del secolo si assiste, da un lato, all’affermazione di istanze ideologicamente impegnate verso i temi del lavoro, espressi con attento e consapevole tono di denuncia delle ingiustizie sociali, dall’altro, verso i primi segni di sensibilità nei confronti del simbolismo internazionale, a volte interpretati con enfasi allegorica di impronta decorativa. L’elaborazione di contenuti così differenti si accomuna spesso con la sperimentazione della pittura divisionista da parte dei maestri della cosiddetta prima generazione: Giovanni Segantini, Gaetano Previati, Angelo Morbelli, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Plinio Nomellini, Emilio Longoni, Vittore Grubicy.
Si segnalano, in particolare, La curiosità di Silvestro Lega, caposaldo macchiaiolo della raccolta Jucker, il grande paesaggio Aprile di Antonio Fontanesi, custodito per lungo tempo nella collezione Rossello, lo splendido Hyde Park di Giuseppe De Nittis, realizzato a Londra nel 1876, città nella quale, l’anno precedente, l’artista dipinse Piccadilly, quadro appartenuto al raccoglitore Paolo Ingegnoli e poi a Gaetano Marzotto, Il pastello rosa di Giovanni Boldini, raffinatissimo ritratto di Emiliana Concha de Ossa risalente alla seconda metà degli anni ottanta, il capolavoro divisionista Venduta! di Angelo MorbelliGli emigranti di Giuseppe Pellizza da Volpedo della collezione dell’imprenditore Francesco Federico Cerruti e Petalo di rosa, toccante dipinto simbolista di Giovanni Segantini.

QUANDO IL MERCATO CROLLA: “TAVOLETTE ADDIO”

Una discesa inarrestabile quella dei prezzi degli artisti del gruppo dei Macchiaioli che dall’inizio della crisi economica ad oggi hanno fatto registrare battute d’asta sempre più modeste, fino agli ultimi esiti disastrosi.

Una situazione quasi paradossale quella di questa piccola ma un tempo relativamente vicino fortunatissima nicchia di mercato, ormai ridotta all’osso.
Mentre infatti il mercato dell’arte prolifera a livello nazionale e internazionale con una forte ripresa sia delle vendite della pittura moderna e contemporanea, sia del comparto pittura antica, l’Ottocento toscano è ridotto ai minimi termini.

Artisti come Fattori, Signorini e Lega sono letteralmente umiliati da una inarrestabile discesa verso quota zero e chi possiede le loro opere si affretta a affidarle alle case d’asta nostrane – poiché quelle estere spesso non le accettano nemmeno più – a poche migliaia di euro, sicuri che i prezzi siano destinati a scendere ulteriormente, avvicinandosi appunto pericolosamente a quota zero. Questo confidando di poter alienare queste opere, finché ancora in tempo, ai pochissimi collezionisti ultra ottantenni rimasti in vita (recentemente è mancato anche l’ottantaquattrenne avvocato Cassietti di Novara), perché dopo di loro è previsto il diluvio e la completa e irreversibile paralisi degli scambi.

Le gallerie che trattavano il genere scomparse! Prima hanno mollato la presa le grandi case d’asta come Sotheby’s e Christies, proseguendo con il fallimento di Finarte-Semenzato e poi da Firenze a Milano hanno chiuso i battenti oltre 10 attività storiche, da Sacerdoti e Bottega d’arte di Livorno a Rotini, da Vallerini a Giordani a Il Leone, a Fasone a Tassi a Il Magnifico o Reali di Firenze, lasciando in balia di se stesso un mercato che non genera più utili. La mancanza di operatori specializzati ha indubbiamente contribuito a alimentare questo clima da “abbandonate la nave, si salvi chi può”.

Le ragioni di tale declino sono da individuarsi nella sopravvalutazione artistico-economica del passato, spinta da un

certo filone critico e commerciale attivo fra gli anni sessanta e novanta che aveva prodotto un lievitamento sproporzionato dei valori, in un continuo crescendo capace di creare quella bolla speculativa oggi inesorabilmente scoppiata, difronte allo sgomento dei collezionisti ortodossi – o più spesso dei loro eredi – che avevano pagato alcune preziose tavolette somme da capogiro, con record anche di 200 milioni di vecchie lire, le stesse oggi reperibili intorno ai 20.000 euro e perfino a meno.

Per comprendere appieno il fenomeno del crollo verticale di questo mercato abbiamo intervistato qualche acquirente storico chiedendogli il perché del disinteresse generale e le risposte hanno imputato la responsabilità al confronto sfavorevole con le altre scuole regionali, da quella napoletana a quella veneta, attualmente considerate alla pari di quella toscana e da sempre con prezzi molto molto più concorrenziali. Inoltre gli investimenti sui Macchiaioli che nelle parole dei galleristi e esperti promettevano utili da capogiro si sono rivelati un bluff (ops! ci siamo sbagliati…), non fruttando niente in questi ultimi dieci anni, ma anzi generando minusvalenze enormi, tanto che chi li ha cerca di proteggersi venendo e recuperando quello che può per investire altrove. D’altronde, ci dice un anziano collezionista (in Italia si contano ormai sulle dita di una/due mani), “queste opere hanno subito una svalutazione di circa il 10% annuo, mentre altri investimenti hanno ancora qualche margine di redditività, quindi risulta più conveniente realizzare e impiegare i proventi altrove, riportando il segno più sui propri risparmi. Di nuovi acquisti, anche mirati, nemmeno a parlarne. E se poi anche gli altri collezionisti, presi dal panico, decidessero di vendere il mercato si saturerebbe, con un consequenziale ulteriore crollo, quindi meglio cederle adesso finché queste tavolette valgono ancora qualcosa”.

Difficilissimo comunque ormai anche realizzare (troppo tardi), poiché sono davvero mosche bianche i mercanti storici rimasti a presidiare la piazza (più nessuno a Firenze) e praticamente nessuno di loro acquista in proprio se non raramente, accettando pezzi solo in conto deposito e a riserve estremamente prudenti, realistiche, aggiornate agli esigui valori odierni.

Un mercato questo che secondo gli analisti non lascia purtroppo spazio alla serenità: nessuna ripresa in vista e nemmeno in prospettiva, né a medio né a lungo termine! previsto un calo costante, complice il completo rovesciamento del gusto che non contempla più scenette rurali, vicoletti assolati e buoi né tanto meno i piccoli formati da cartoline illustrate che non arredano; un vero e proprio reale addio alla campagna considerata assolutamente fuori moda. Le rare aggiudicazioni oltre i 50.000 euro riguardano infatti tele di ampie dimensioni, intorno o oltre il metro, come il capolavoro fattoriano “Fanteria in sosta” che il 16 maggio 2018, alla Casa d’aste il Ponte è stato battuto per il prezzo record, si fa per dire, di 90.000 euro; il quadro era stato venduto alla fine degli anni ottanta per 600 milioni di vecchie lire. Impressionante anche la somma modestissima, di soli 15.000 euro, realizzata alla Casa d’aste Pananti da “Dopo il tramonto a Pietramala”, tela fra le più famose e suggestive di Signorini, di cm 30×40 ma nella stessa asta del 20 ottobre 2018 faceva assai peggio “Viale a Careggi”, di cm 28×18, invenduto a soli 8.000 euro. Il 16 maggio 2017 non è stato invece aggiudicato alla Wannenes di Genova un grazioso “Ritratto di fanciulla” di Lega di cm 23×16,5 stimato soltanto 2.000 euro (la contropartita di una borsa per signore di griffe) e proveniente dalla prestigiosa raccolta dei conti von Holzen di Vienna.

I collezionisti sono sempre più alla ricerca di immagini iconiche e immediatamente decifrabili (non disdegnando l’orientalismo, sempre in crescita), possibilmente chic, cariche di pathos, di dimensioni ragguardevoli, ove convivano eleganza e sentimenti umani e forme moderne e emblematiche capaci di far riflettere e stupire alla prima occhiata.
Questi sotto alcuni record negativi che sanciscono la fine di un mercato e della sua epoca d’oro e la scomparsa delle gallerie specializzate, consegnandolo al genere “antiquariato” e ai negozi degli antiquari, bene inteso minori, dove si trova di tutto un po’, dal cassettone della nonna fino al quadro antico ma rigorosamente di bottega.

GIOVANNI FATTORI:

Lotto numero 634

messaggio

Il messaggio

Pittura, Olio/tavoletta, 15 x 20 cm

Stima: 18.000 € – 22.000 €

Prezzo di aggiudicazione: 17.500 €

Farsetti , 27/10/2018

Italia


Lotto numero 552

militari in perlustrazione

Militari in perlustrazione“ (c.1900)

Pittura, Olio/tavola, 19 x 32,5 cm

Stima: 20.000 € – 30.000 €

Prezzo di aggiudicazione: Lotto non venduto

Dorotheum , 24/10/2018

Austria


Lotto numero 323

collina tosc.jpg

Collina toscana

Pittura, Olio/tavola, 13,2 x 17,89 cm

Stima: 3.000 € – 5.000 €

Prezzo di aggiudicazione: 4.500 €

Minerva Auctions , 24/05/2018

Italia


Lotto numero 1651

1

In avanscoperta / Fanteria in sosta (1856)

Pittura, Olio/tela, 43 x 77 cm

Stima: 120.000 € – 130.000 €

Prezzo di aggiudicazione: 90.000 €

Il Ponte Casa D’aste Srl , 16/05/2018

Italia


Lotto numero 1288

tamburo maggiore

Il Tamburo Maggiore

Pittura, Olio/legno, 26 x 13 cm

Stima: 7.000 € – 10.000 €

Prezzo di aggiudicazione: Lotto non venduto

Dorotheum , 25/04/2018

Austria


Lotto numero 23

soldiers

Soldiers on horse

Pittura, Olio, 31 x 20,5 cm

Stima: 8.000 € – 9.000 €

Prezzo di aggiudicazione: Lotto non venduto

Monac’art , 17/03/2018

Monaco


Lotto numero 215

studio vegetazione

Studio di vegetazione (1865/70)

Pittura, Olio/tela, 34,5 x 20,5 cm

Stima: 5.000 € – 7.000 €

Prezzo di aggiudicazione: 5.000 €

Galleria Pananti Casa d’Aste , 17/02/2018

Italia


Lotto numero 292

cupolino

Il cupolino alle cascine

Pittura, Olio/tavola, 10,5 x 17,5 cm

Stima: 7.000 € – 10.000 €

Prezzo di aggiudicazione: Lotto non venduto

Pandolfini Casa d’Aste , 13/02/2018

Italia


Lotto numero 185

studio vegetazione

Studio di vegetazione (1865/70)

Pittura, Olio/tela, 34,5 x 20,5 cm

Stima: 10.000 € – 12.000 €

Prezzo di aggiudicazione: Lotto non venduto

Galleria Pananti Casa d’Aste , 15/12/2017

Italia


TELEMACO SIGNORINI:

Lotto numero 104

1-2

Portoferraio

Pittura, Olio/tavoletta, 12,5 x 21,5 cm

Stima: 7.000 € – 9.000 €

Prezzo di aggiudicazione: 9.500 €

Pandolfini Casa d’Aste , 13/11/2018

Italia


Lotto numero 635

1-3

L’epoca galante

Pittura, Olio/tela, 46,7 x 35 cm

Stima: 8.500 € – 12.000 €

Prezzo di aggiudicazione: 9.000 €

Farsetti , 27/10/2018

Italia


Lotto numero 135

1-4

Viale a careggi (1897/98)

Pittura, Olio/tela/cartone, 28 x 17,3 cm

Stima: 8.000 € – 10.000 €

Prezzo di aggiudicazione: Lotto non venduto

Galleria Pananti Casa d’Aste , 20/10/2018

Italia


Lotto numero 136

1-5

Dopo il tramonto a Pietramala

Pittura, Olio/tela, 30 x 34,5 cm

Stima: 10.000 € – 15.000 €

Prezzo di aggiudicazione: 14.000 €

Galleria Pananti Casa d’Aste , 20/10/2018

Italia


Lotto numero 50

1-6

Campagna dell’Arno (c.1895)

Pittura, Olio/tela, 25 x 51 cm

Stima: 22.434 € – 33.651 €

Prezzo di aggiudicazione: Lotto non venduto

Bonhams , 26/09/2018

Regno Unito


Lotto numero 736

1-7

Palazzo

Pittura, Olio/carta, 12,5 x 16 cm

Stima: 2.000 € – 4.000 €

Prezzo di aggiudicazione: Lotto non venduto

Galleria Pananti Casa d’Aste , 19/07/2018

Italia


 

 

 

Hockney brucia tutti i record di Koons all’asta

David Hockney batte Jeff Koons e diventa l’artista vivente più costoso della storia. In un duello di dieci minuti di puntate al telefono, un’iconica tela dipinta nel 1972 dal pittore dello Yorkshire è stata battuta da Christie’s per 90,3 milioni di dollari: un record. Combinando i due temi su cui Hockney stava lavorando in quegli anni, le “piscine” e i “doppi ritratti”, “Portrait of an Artist (Pool with Two Figures)” è, con buone ragioni, uno dei quadri più famosi dell’artista, riprodotto sulla copertina di molte monografie ed esposto nella retrospettiva internazionale organizzata per celebrare i suoi 80 anni.

Il quadro rappresenta un uomo vestito da capo a piedi sull’orlo di una piscina che guarda un altro uomo che nuota verso di lui. Il primo uomo è Peter Schlesinger, l’ex compagno dell’artista e un suo ex studente alla University of California a Los Angeles. La tela data all’epoca in cui la grande love story tra maestro e allievo era finita: l’uomo che nuota potrebbe essere il nuovo amante.

Caravaggio: sbanca il botteghino: nuove date al cinema

The Art Spectator: In soli tre giorni da Caravaggio – l’Anima e il Sangue, prodotto da Sky e Magnitudo Film e distribuito da Nexo Digital in 353 sale, ha portato al cinema 130mila spettatori raccogliendo 1.200.000 euro al botteghino ed una media copia altissima e diventando il documentario d’arte più visto al cinema in Italia, con un risultato pari a quello di un film d’animazione come Loving Vincent (candidato agli Oscar nella categoria ‘miglior film di animazione’).

In moltissime sale si è registrato il sold out, e per questo Sky e Nexo Digital annunciano la replica in contemporanea nazionale in programma per il prossimo 27 e 28 marzo (elenco sale a breve su http://www.nexodigital.it).

Dai creatori di Raffaello – il Principe delle Arti e di Firenze e gli Uffizi, Caravaggio – l’Anima e il Sangue è un viaggio emozionante attraverso le opere e i tormenti di Michelangelo Merisi da Caravaggio, uno degli artisti più amati, controversi e misteriosi della storia dell’arte. Un’esperienza cinematografica emozionale, inquieta e quasi ‘tattile’ della sua vita e della sua arte in una delle prime produzioni in Italia girate in 8K, con la consulenza scientifica del Prof. Claudio Strinati e il prezioso contributo di Manuel Agnelli che presta la voce dell’io interiore di Caravaggio. Dopo il debutto italiano, il film sarà distribuito nei cinema del mondo.

Nel frattempo il prossimo appuntamento con l’arte al cinema è con il documentario che vede la partecipazione straordinaria di Toni Servillo, Hitler contro Picasso e gli altri. L’ossessione nazista per l’arte, prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital con la partecipazione di Sky Arte HD.

Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918–1943

La mostra “Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918–1943″, concepita e curata da Germano Celant, esplora il sistema dell’arte e della cultura in Italia tra le due guerre mondiali, partendo dalla ricerca e dallo studio di documenti e fotografie storiche che rivelano il contesto spaziale, sociale e politico in cui le opere d’arte sono state create, messe in scena, vissute e interpretate dal pubblico dell’epoca.

L’indagine, svolta in collaborazione con archivi, fondazioni, musei, biblioteche e raccolte private, ha portato alla selezione di oltre 600 lavori, tra dipinti, sculture, disegni, fotografie, manifesti, arredi, progetti e modelli architettonici, realizzati da più di 100 autori. In “Post Zang Tumb Tuuum” questi oggetti sono introdotti da immagini storiche, pubblicazioni originali, lettere, riviste, rassegne stampa e foto personali per un totale di 800 documenti. In “Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918-1943” questi oggetti sono introdotti da immagini storiche, pubblicazioni originali, lettere, riviste, rassegne stampa e foto personali per un totale di 800 documenti, così da mettere in discussione, come sostiene Germano Celant, “l’idealismo espositivo, dove le opere d’arte, nei musei e nelle istituzioni, sono messe in scena in una situazione anonima e monocroma, generalmente su una superficie bianca, per riproporle in relazione a una testimonianza fotografica d’epoca e nel loro spazio storico di comunicazione”.

L’intero percorso di visita, che si snoda tra galleria Sud, Deposito, galleria Nord e Podium, si presenta come un viaggio immersivo ritmato da 24 ricostruzioni parziali di spazi pubblici e privati. In questi ambienti, costituiti dall’ingrandimento in scala reale delle immagini storiche, vengono ri-collocate le opere originali di artisti come Giacomo Balla, Carlo Carrà, Felice Casorati, Giorgio de Chirico, Fortunato Depero, Filippo de Pisis, Arturo Martini, Fausto Melotti, Giorgio Morandi, Scipione, Gino Severini, Mario Sironi, Arturo Tosi e Adolfo Wildt, tra gli altri.

L’attenzione al contesto sociale si traduce nella presentazione di progetti architettonici, piani urbanistici e allestimenti di grandi eventi anche attraverso spettacolari proiezioni. Focus tematici dedicati a figure di politici, intellettuali, scrittori e pensatori contribuiscono a restituire il clima di forte radicalizzazione delle idee che caratterizza quel periodo storico.

All’interno del Cinema della Fondazione Prada sono proiettati 29 cinegiornali integrali, selezionati in collaborazione con l’Istituto Luce – Cinecittà, distribuiti nelle sale italiane tra il 1929 e il 1941. I filmati documentano le fasi di allestimento e i momenti di inaugurazione di alcuni tra i principali eventi espositivi e culturali del periodo.

Si conclude la permanenza di Toulouse Lautrec a Milano

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The Art Spectator: si conclude il 18 febbraio 2018, a Palazzo Reale la grande monografica che racconta Henri de Toulouse-Lautrec (1864-1901) e il suo intero percorso artistico.

La mostra, a cura di Danièle Devynck (direttrice del Museo Toulouse-Lautrec di Albi) e Claudia Beltramo Ceppi Zevi, è stata promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura, da Palazzo Reale, da Giunti Arte Mostre Musei e da Electa, in collaborazione con il Musée Toulouse-Lautrec di Albi e l’Institut National d’histoire de l’art (INHA) di Parigi, con il patrocinio dell’Ambasciata di Francia in Italia.

Il progetto, articolato in sezioni tematiche, ha condotto il visitatore a comprendere il fascino e la rilevanza artistica del pittore bohémien che, senza aderire mai a una scuola, seppe costruire un nuovo e provocatorio realismo, sintesi estrema di forma, colore e movimento.

In mostra sono state esposte oltre 250 opere di Toulouse-Lautrec, con 35 dipinti oltre a litografie, acqueforti e affiches, provenienti dal Musée Toulouse-Lautrec di Albi e da importanti musei e collezioni internazionali come la Tate Modern di Londra, la National Gallery of Art di Washington, il Museum of Fine Arts di Houston, il MASP (Museu de Arte di San Paolo), e la BNF di Parigi, e da diverse storiche collezioni private.

 

Una mostra d’arte sotto l’abero

Tra Natale, Capodanno ed Epifania è il momento giusto per dedicarsi alla visita di qualche retrospettiva o esposizione per la quale magari non si aveva avuto tempo prima. Ecco le mostre imperdibili, regione per regione.

VALLE D’AOSTA, PIEMONTE E LIGURIA
In Valle d’Aosta, obbligatoria una gita al Forte di Bard (Ao), dove è allestita la mostra “I capolavori dell’Accademia Nazionale di San Luca. Da Raffaello a Balla” che mostra 115 opere rappresentative della preziosa collezione di una delle più antiche e importanti istituzioni culturali italiane, costituitasi a partire dal Seicento. Dura fino al 7 gennaio, così come la mostra sul World Press Photo 2017.

Tra le tante mostre allestite a Venaria Reale (To) da non perdere “Giovanni Boldini”, 100 capolavori tra olii e pastelli fino al 28 gennaio: l’occasione per una visita alla reggia. A Torino consigliamo a Palazzo Chiablese la mostra “Miró! Sogno e Colore”, 130 opere del tardo periodo dell’artista (fino al 14 gennaio); tra le tante mostre a Palazzo Madama, interessante “Odissee. Diaspore, invasioni, migrazioni, viaggi e pellegrinaggi” (fino al 19 febbraio), che racconta il cammino dell’umanità sul pianeta Terra attraverso moltissimi oggetti, tra cui dipinti, sculture, ceramiche antiche, reperti etnografici e archeologici.
Al Galata Museo del Mare di Genova, fino al 25 febbraio la piccola mostra Artists for whales, evento di “contaminazione” tra arte e scienza organizzato per la salvaguardia e la conservazione dei grandi mammiferi marini del Mediterraneo: esposte oltre quaranta opere di trenta artisti. A Palazzo Ducale, capolavori di Picasso dal Museo Picasso di Parigi (fino a maggio 2018) e Rubaldo Merello, uno tra i più interessanti e originali pittori liguri del Novecento (fino al 4 febbraio).
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Giovanni Boldini a Venaria Reale (To)
LOMBARDIA
Molto ricco il programma di Milano: a Palazzo Reale sono in corso le tre grandi mostre evento su Caravaggio, Toulouse-Lautrec e James Nachtwey, pluripremiato fotografo americano, considerato universalmente l’erede di Robert Capa; alle Gallerie d’Italia, in piazza Scala, i protagonisti sono gli autori del “Dopo Caravaggio”, e di fianco, a Palazzo Marino, fino all’8 gennaio ci si può inchinare dinanzi alla Sacra conversazione di Tiziano proveniente da Ancona (fino al 14 gennaio). Meno fanfara ha avuto il capolavoro di Perugino presentato al Museo Diocesano: un’Adorazione dei pastori che si presta per essere visitata nei giorni attorno al Natale. Per gli amanti dell’arte moderna, Leon Golum e Artists from Chicago alla fondazione Prada.

Sempre a Milano, per festeggiare i suoi primi 60 anni Esselunga allestisce allo spazio The Mall (porta Nuova) una “supermostra”, che racconta in modo divertente le tappe storiche più importanti dell’azienda e contemporaneamente la realtà italiana dal 1957 in poi: la musica, il cibo, il design, la casa, la spesa. Un vero e proprio show con installazioni, filmati e momenti di interattività.

Al Ma*ga di Gallarate (Va) ha appena inaugurato una grande mostra dedicata all’attività pittorica e grafica di Jack Kerouac, una delle icone letterarie del XX secolo; si chiama “Kerouac – Beat Painting” e durerà fino al 22 aprile. “A Life: Lawrence Ferlinghetti. Beat Generation, ribellione,poesia” è titolo invece della mostra a Brescia (Museo di Santa Giulia, fino al 14 gennaio) che mette in luce l’importanza della figura di Lawrence Ferlinghetti, poeta, pittore, editore e agitatore culturale americano di origini bresciane, nel panorama letterario degli anni Cinquanta e Sessanta, e in particolare all’interno del movimento della Beat Generation.

Una piccola mostra ma molto interessante a Casalmaggiore (Cr), che nel museo a lui dedicato rende omaggio al pittore Giuseppe Diotti (fino al 28 gennaio), protagonista della pittura della prima metà dell’Ottocento. Ricordiamo anche le fotografie di Doisneau al Broletto di Pavia (fino al 28 gennaio).
VENETO
Se fate un giro a Venezia, non perdete la mostra alla fondazione Peggy Guggenheim fino al 7 gennaio: si chiama “Simbolismo mistico. Il Salon de la Rose+Croix a Parigi 1892–1897” e racconta i saloni allestiti a Parigi al fine di presentare i principi dell’ordine dei Rosacroce, confraternita di natura esoterico-religiosa, legati a un’idea di arte che fosse mistica, idealista e al servizio della “bellezza”. Sempre a Venezia, “Canova, Hayez, Cicognara” alle Gallerie dell’Accademia (fino al 2 aprile).
Fino all’8 aprile alla Basilica Palladiana di Vicenza è allestita la grande e affollatissima mostra su Van Gogh (fino ad aprile); se siete in città, non mancate anche gli affreschi restaurati di Tiepolo esposti ora al Palladio Museum (fino al 18 febbraio). Alla fondazione Benetton di Treviso fino al 14 gennaio è organizzata la curiosa “Lotterie, lotto, slot machines”, che racconta la storia dei giochi di fortuna; potreste abbinarla alla mostra “Illustri persuasioni. Tra le due guerre”, che il Museo nazionale Collezione Salce, sempre a Treviso, dedica all’arte pubblicitaria tra la prima e la seconda guerra mondiale (fino al 14 gennaio).

A Castelfranco Veneto (Tv) continua fino al 4 marzo “Le trame di Giorgione”, interessante percorso dedicato all’artista.

The dawn of Labour, Maurin, alla fondazione Guggenheim di Venezia
TRENTINO ALTO ADIGE E FRIULI VENEZIA GIULIA
A Villa Manin di Passariano (Ud) si intitola “Maria Teresa e Trieste. Storia e culture della città e del suo porto” la mostra organizzata fino al 18 febbraio in occasione del trecentesimo anniversario della nascita di Maria Teresa d’Austria. Nell’ambito dei festeggiamenti, anche la mostra al Magazzino delle idee di Trieste (fino al 18 febbraio): l’ideale per un tour tra provincia e città. A Gorizia, invece, a Palazzo Attems Petzenstein (sino al 25 marzo), “La Rivoluzione russa. Da Djagilev all’Astrattismo (1898-1922)”.
Al Mart di Rovereto (Tn) il protagonista fino al 2 aprile è invece “Realismo Magico – L’incanto nella pittura italiana degli anni Venti e Trenta”, con opere di Cagnaccio di San Pietro, Felice Casorati, Antonio Donghi, Achille Funi, Carlo Levi e Ubaldo Oppi.
Maria Teresa d’Austria protagonista a Trieste
EMILIA ROMAGNA E TOSCANA
Se vi trovate a Bologna è stata appena inaugurata “Revolutija”: 72 quadri arrivati dal Museo di Stato Russo di San Pietroburgo (fra cui alcuni capolavori come Passeggiata di Chagall, Quadrato nero di Malevich, Su bianco di Kandinsky), 40 foto originali, due sculture, tre video esposti al MAMbo fino al 13 maggio. A Palazzo Albergati, fino all’11 febbraio, “I rivoluzionari del Novecento”, con 200 opere dall’Israel Museum di Gerusalemme.
A Reggio Emilia, invece, focus su “Kandinsky Cage – Musica e Spirituale nell’Arte” a palazzo Magnani fino al 25 febbraio mentre a Modena continua fino al 4 febbraio la mostra “Sequenza sismica” al Mata (sette forografi raccontano il terremoto che ha colpito il nostro paese tra il 2009 e il 2016). All’abbazia di Valserena (Pr) ecco la mostra “Ettore Sottsass. Oltre il design”, curata dal Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma: nel 1979 il designer donò quasi 14.000 materiali progettuali fra schizzi, bozzetti disegni e sculture proprio allo CSAC che nel centenario della nascita dell’autore ha deciso di ideare questo importante progetto espositivo ed editoriale (fino all’8 aprile). Ricordiamo anche Carlo Bononi fino al 7 gennaio a Ferrara (Palazzo dei Diamanti).

A Firenze continua la mostra a Palazzo Strozzi “Il Cinquecento a Firenze – Tra Michelangelo, Pontormo e Giambologna” (fino al 21 gennaio); se siete in visita in città, non mancate la lunetta Antinori di Giovanni della Robbia tornata in Italia dopo 120 anni (fino al 3 aprile al Museo del Bargello). A Pistoia, si celebra Marino Marini con “Passioni visive”, la prima retrospettiva che ambisce a situare il Maestro organicamente nella storia della scultura: l’esposizione, a Palazzo Fabroni fino al 7 gennaio, è uno dei momenti di punta delle Celebrazioni di Pistoia Capitale italiana della Cultura 2017.

Marino Marini a Pistoia​
MARCHE E UMBRIA
Tra le mostre in programma nelle Marche, a Loreto (An) fino ad aprile “L’arte che salva. Immagini della predicazione tra Quattrocento e Settecento. Crivelli, Lotto, Guercino”, finalizzata alla valorizzazione e alla tutela del patrimonio artistico e culturale dei luoghi colpiti dal sisma ed al rilancio dal punto di vista turistico ed economico degli stessi.

“Capriccio e Natura: Arte nelle Marche del secondo Cinquecento” è una mostra che coglie l’occasione del temporaneo trasferimento dei dipinti della Chiesa di Santa Maria delle Vergini a Macerata ai Musei civici di Palazzo Buonaccorsi per un ripensamento completo di quel cantiere e del suo ruolo nell’arte delle Marche alla fine del XVI secolo. Fino al 13 maggio.

Per il periodo natalizio a Spoleto (Pg) va in mostra l’arte contemporanea: l’esposizione “Black Light Art” (fino al 25 febbraio) alla Rocca Albornoziana riguarda una serie di suggestive opere luminescenti all’interno ed esterno della struttura; altra mostra è “II gioco della pittura. La collezione di carte dipinte di Paola Masino”, che si pone l’obiettivo di considerare la carta da gioco come opera d’arte, fino al 2 aprile al Mag MetaMorfosi Art Gallery in piazza Duomo.

Crivelli in mostra a Loreto (An)
LAZIO
A Roma potrete ammirare i capolavori di Monet provenienti dal Musée Marmottan di Parigi in mostra al complesso del Vittoriano, così come, in un’altra ala, le immagini di “100 anni di fotografia Leica”. Invece all’Ara Pacis ecco “Hokusai. Sulle orme del Maestro”: mostra che fa luce sull’artista confrontando la sua produzione con quella dei suoi eredi (fino al 14 gennaio). Segnaliamo anche “Picasso tra cubismo e classicismo” alle Scuderie del Quirinale (fino al 21 gennaio) e “Konrad Mägi” alla Galleria Nazionale, su un grande e poco conosciuto artista estone (fino al 28 gennaio). A Palazzo Barberini, è in corso una mostra dedicata ad Arcimboldo, precursore di dadaismo e surrealismo (fino all’11 febbraio).
Arcimboldo a Palazzo Barberini, Roma
CAMPANIA E PUGLIA 
Al Pan di Napoli prosegue fino al 28 gennaio la visitatissima mostra fotografica del maestro Sebastiano Salgado, “Genesi”, progetto iniziato nel 2003 e durato 10 anni, canto d’amore per la terra e un monito per gli uomini: 245 le immagini sul nostro pianeta che compongono un itinerario fotografico in un bianco e nero di grande incanto. Poi si può riscoprire il Museo di Capodimonte cogliendo l’occasione per ammirare l’allestimento intorno a “La parabola dei ciechi” di Pieter Bruegel il Vecchio (nell’ambito di “L’Opera si Racconta”, ciclo di mostre-focus che mette in risalto dipinti, sculture e oggetti d’arte selezionati tra le 47mila opere delle collezioni, raccontati in una chiave nuova e in dialogo con altre opere).

Sta suscitando grandi emozioni la mostra dedicata a Sandro Chia presso la Pinacoteca Metropolitana di Bari. Di particolare impatto visivo le dieci grandi sculture, copie 1/1 in terracotta tratte da altrettanti elementi del celebre esercito di guerrieri dell’imperatore Qin Shi Huang ritrovate in Cina, nei pressi di Xi’an, nel lontano 1974, rielaborate dal grande artista toscano con la sua personale, vivacissima cromia (fino al 31 marzo).

Genesi, di Sebastiao Salgado, a Napoli​
SICILIA E SARDEGNA
Maria Cernuschi Ghiringhelli è stata una figura unica nel panorama dell’arte italiana tra le due guerre: all’inizio del 1930 divenne un’appassionata sostenitrice dell’arte astratta italiana e internazionale, riuscendo a intercettare le proposte più innovative con una grande autonomia di giudizio. La sua figura è tratteggiata da una mostra al Man di Nuoro (fino al 25 febbraio), “Una visione astratta”.
A Palermo dura fino al 7 gennaio la mostra “Andy Warhol – L’Arte di essere famosi” a Palazzo Sant’Elia: esposti 180 differenti soggetti, tra opere uniche, multipli ed oggetti d’arte, della Rosini Gutman Collection, che abbracciano gran parte dell’intero percorso artistico ed iconografico dell’artista, dal 1957 al 1987.
Andy Warhol a Palermo