VISITA ILLUMINISTA A BOBOLI

Pitti_boboli_utensThe Art Spectator: Con il patrocinio della Regione Toscana e del Comune di Firenze, l’Associazione “Per Boboli” organizza per martedì 9 dicembre 2014 la conferenza ‘Visitare Boboli all’epoca dei Lumi’. L’incontro si terrà alle 17.30 presso il Teatro del Rondò di Bacco (Piazza Pitti, 1 – Firenze) e sarà tenuto dalla Prof.ssa Gabriella Capecchi.

Sarà approfondito un periodo particolare della storia di Boboli che, sul finire del ‘700, risultava riportato all’antico splendore dal Granduca Pietro Leopoldo. Risale a quegli anni la curiosa pubblicazione di un “cartolaro” fiorentino che, a cadenza mensile, metteva in vendita tavole incise per mostrare le meraviglie della città tra cui, come prima puntata, proprio il Giardino di Boboli. Cento immagini, eseguite da Gaetano Vascellini e accompagnate dalla premessa dell’editore, diventavano così un interessante materiale di studio, tuttora attuale, per gli amatori delle belle arti, nonchè un itinerario tematico per i visitatori.

LONDON ART AFFAIRS

frieze-art-fair-london_s345x230The Art Spectator: Quella che si è conclusa è stata una settimana intensa che ha visto Londra trasformarsi in un crocevia di galleristi, curatori, artisti e persino investitori.

le presentazioni delle gallerie emergenti più accreditate si sono distribuite, come ormai consuetudine, tra Frieze London e Sunday Art Fair, ma la competizione è stata quest’anno impari. Se da una parte, infatti, gli organizzatori di Sunday hanno peccato sul piano dell’organizzazione e della comunicazione, dall’altro Frieze London ha modificato le sezioni della fiera, cancellando Frame, riservata alle giovani gallerie ma anche molto limitante in termini di spazio e visibilità, e facendo confluire tutte le proposte emergenti nella sezione curata Focus.

Dove si potevano  visitare oltre 30 gallerie, con stand più che accoglienti ma alla metà del prezzo rispetto a quelli della Main Section, e i benefici si sono sentiti. Anche italiane se la sono cavata benissimo: la galleria Fonti di Milano ha fatto subito sold out con il progetto fotografico e installativo a prezzi tra 14mila e 18mila euro di Kiluanji Kia Henda (1979), artista angolano scoperto alla prima Triennale di Luanda nel Dubai-style, sinonimo di una crescita urbana avulsa da ogni principio storico e culturale, eppure assai diffusa tra le nuove megalopoli del sud-est asiatico.

Le suggestioni in bianco e nero di Herbert List alle Stelline

The art spectator: Amico di Robert Capa, professionista per la mitica Agenzia Magnum, Herbert List è stato uno dei grandi autori della Fotografia del XX secolo. I suoi scatti non sono soltanto espressione della capacità di cogliere l’attimo perfetto, ma anche della passione per gli studi classici e della sensibilità lirica, che connotano la personalità di List.
La sua estetica quasi surrealista è presentata alla Fondazione Stelline di corso Magenta con la mostra The Magical in Passing , ricca di oltre 120 fotografie. Una sorta di compendio del lavoro dell’artista tedesco. Architettura, still-life, street photography, ritratto, documentazione e catalogazione, è tutto in mostra. Compresa una dichiarazione d’amore per l’Italia, cui ha dedicato alcuni lavori negli anni ’50 e ’60.

Mille giovani per la cultura: aperte le pratiche per 150 tirocinanti

  • Bando n. 1: tirocini presso la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia e l’Unità Grande Pompei (50 giovani) e la Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della città di Napoli e della Reggia di Caserta (20 giovani);
  • Bando n. 2: tirocini presso la Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell’Abruzzo (15 giovani) e la Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell’Emilia-Romagna (15 giovani);
  • Bando n. 3: tirocini presso l’Archivio centrale dello Stato, le soprintendenze archivistiche e gli archivi di Stato presenti sul territorio nazionale, nonche’ presso le Biblioteche Nazionali di Roma e di Firenze (50 giovani).

Ora il Mibac ha pubblicato gli avvisi e aperto i termini per la presentazione delle candidature.

Le candidature devono essere inviate entro le ore 12.00 del 6 novembre 2014 tramite la piattaformahttps://www.mibact-online.beniculturali.it/.

La selezione terrà conto dei titoli dei candidati e dell’esito dei colloqui, che saranno condotti a decorrere dal 20 novembre 2014.

I tirocinanti riceveranno un’indennità mensile di mille euro lordi, comprensivi della quota relativa alla copertura assicurativa, oltre a un attestato di partecipazione.

Gli ultimi moderni: la scultura i Manzù e Marino alla fondazione Magnani Rocca

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The art spectator: Per la prima volta la scultura è protagonista nella Villa dei Capolavori sede della Fondazione Magnani Rocca a Mamiano di Traversetolo, presso Parma. La Fondazione, che già ospita nella collezione permanente capolavori marmorei dei più grandi scultori italiani dell’Ottocento, Antonio Canova e Lorenzo Bartolini, espone ora la grande scultura del Novecento, rappresentata da Giacomo Manzù e Marino Marini che negli anni cinquanta e sessanta, dopo i riconoscimenti nazionali, diventano anche i campioni dell’arte italiana all’estero. Offrendo un’interpretazione della scultura figurativa classica in una chiave stilistica del tutto personale, dagli esiti affascinanti e sorprendenti, dimostrano come essa fosse ben lontana dall’obsolescenza e dalla chiusura alla storia, bensì perfettamente in grado di esprimere il dramma e il senso dell’uomo dopo le dissoluzioni del conflitto mondiale. Le loro opere entrano così a far parte dei maggiori musei di tutto il mondo e i due artisti conquistano l’attenzione del collezionismo e del pubblico.

A cura di Laura D’Angelo e Stefano Roffi, la mostra, aperta dal 13 settembre all’8 dicembre 2014, intende approfondire questa vicenda, sinora poco indagata dagli studi, proponendosi di individuare gli elementi che favorirono il grande successo di Manzù e di Marino. Una selezione di circa novanta fra sculture, anche gigantesche, dipinti e lavori grafici realizzati dai due artisti negli anni tra il 1945 e il 1970 documenta la loro fiduciosa apertura verso le molteplici lingue della modernità e la capacità dimostrata nell’incontrare il gusto di un colto e sofisticato mercato internazionale.

In una successione che tiene conto dei temi maggiormente praticati da entrambi nei decenni presi in esame, oltre al tema della danza che li accomuna, oltre ai celeberrimi Cardinali di Manzù – presentati accanto ai lavori preparatori per la Porta della Morte per la Basilica di San Pietro in Vaticano – e ai Cavalli con Cavaliere di Marino – in una parabola che si apre con un gruppo equestre del 1945 e si conclude col Grido del 1962 – una speciale attenzione viene dedicata ai ritratti; non soltanto per sottolineare l’interesse che essi nutrirono nei confronti di questo genere artistico, ma anche per fornire una chiave di lettura della loro personalità attraverso i nomi degli artisti, dei galleristi, dei collezionisti e delle personalità che ne sostennero e accompagnarono l’attività lungo gli anni cinquanta e sessanta, fra i quali papa Giovanni XXIII, il compositore Igor Stravinskij, gli artisti Marc Chagall, Oskar Kokoschka e Jean Arp, l’architetto Ludwig Mies van der Rohe, il regista John Huston, il cardiochirurgo Christiaan Barnard, oltre alle mogli amatissime, Inge Manzù e Marina Marini.

La vita e l’originale percorso artistico di Manzù e Marino sembrano a tratti rincorrersi e scorrere paralleli. Marino Marini (Pistoia 1901 – Viareggio 1980) si iscrive nel 1917 all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove frequenta i corsi di pittura e di scultura. Giacomo Manzù (Bergamo 1908 – Ardea 1991), al contrario, non può vantare un’educazione accademica; figlio di un calzolaio, egli si forma all’interno delle botteghe bergamasche specializzate nell’intaglio e nella doratura.

Tra la fine degli anni venti e l’inizio dei trenta Marino e Manzù si trasferiscono a Milano, dove ha inizio una stagione di riflessione e di ricerca che condurrà entrambi, nel giro di pochi anni, a imporsi nel contesto artistico nazionale. Nel 1935 Marino si aggiudica il premio di scultura alla II Quadriennale d’Arte Nazionale di Roma; all’edizione successiva dell’esposizione, nel 1939, il premio di scultura è assegnato a Manzù. La carriera dei due artisti prosegue con intensità lungo gli anni quaranta e alle mostre si succedono nuovi riconoscimenti. Nel 1948 Manzù allestisce una sala personale alla Biennale di Venezia e si aggiudica il Premio Internazionale per la scultura, ex aequo con Henry Moore; nel 1952 il medesimo premio è assegnato a Marino.

È all’indomani di questi riconoscimenti che per i due scultori si inaugura la fase di maggior impegno sul fronte internazionale: le loro opere figurano nelle più importanti esposizioni allestite in Gran Bretagna, Francia, Germania e Stati Uniti e, mentre dagli anni cinquanta l’attività di Marino si sposta principalmente all’estero, Manzù inizia a lavorare alla realizzazione della Porta della Morte per la Basilica di San Pietro, la cui inaugurazione, nel 1964, segna il punto di massima popolarità raggiunto dall’artista.

La mostra presso la Fondazione Magnani Rocca riunisce opere altamente significative di Marino e di Manzù e si propone di rileggere l’attività di questi due scultori proprio in relazione agli stimoli derivanti dal dibattito critico nazionale, alle novità avanzate dalle Biennali di Venezia e alla conoscenza dei contesti artistici internazionali.

La collaborazione da parte della Fondazione Marino Marini di Pistoia, del Museo Marino Marini di Firenze, della Fondazione Giacomo Manzù e del Museo Manzù di Ardea, di altri musei e di importanti collezioni private, ha consentito lo spostamento di opere viste raramente al di fuori dei singoli contesti museali o di dimore riservate, permettendo un confronto diretto – visivo e critico – tra Marino e Manzù che rappresenta la decisiva novità dell’esposizione.

Il ricco catalogo della mostra riunisce contributi di Barbara Cinelli, Marcella Cossu, Laura D’Angelo, Flavio Fergonzi, Inge Manzù, Teresa Meucci, Stefano Roffi, Maria Teresa Tosi e affronta problemi nuovi secondo nuove prospettive di studio. All’approfondimento su questioni di contesto si aggiungono riflessioni sul genere del ritratto, sul significato della serialità in scultura, sulle fonti visive della scultura di Marino e di Manzù, sui modi in cui sono state fotografate le loro sculture e sulla ideologia scultorea che ne è sottesa.

MANZÙ / MARINO. Gli ultimi moderni.

Fondazione Magnani Rocca, via Fondazione Magnani Rocca 4, Mamiano di Traversetolo (Parma).

Dal 13 settembre all’8 dicembre 2014. 

Orario:

dal martedì al venerdì continuato 10-18 (la biglietteria chiude alle 17) – sabato, domenica e festivi continuato 10-19 (la biglietteria chiude alle 18).

Lunedì chiuso, aperto lunedì 8 dicembre.

THE ART SPECTATOR: MODIGLIANI IN MOSTRA A PALAZZO BLU

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The art spectator: Palazzo Blu a Pisa celebra il genio di Amedeo Modigliani: dal 3 ottobre al 15 febbraio ospiterà una mostra con dipinti e sculture, a cura di Jean Michel Bouhours, studioso di Modigliani e curatore del dipartimento delle collezioni moderne del Centre Pompidou di Parigi. L’esposizione cade tra l’altro a 30 anni dalla beffa di Livorno, quando tre studenti realizzarono con un trapano tre false teste di Modì, gettandole nel Fosso reale dove furono poi ritrovate e attribuite dal gotha degli storici dell’arte dell’epoca al grande artista livornese.

L’esposizione proporrà una selezione di opere provenienti dal Centre Pompidou di Parigi insieme a capolavori dalle principali collezioni pubbliche e private, italiane e straniere che ricreeranno l’atmosfera culturale in cui maturò l’esperienza della pittura dell’epoca e la vicenda artistica di Modigliani dal periodo della sua formazione a Livorno fino al suo trasferimento nella capitale francese, nel 1906, nella costante e irrequieta ricerca del nuovo. Insieme alle opere di Modì saranno presenti anche capolavori di artisti suoi contemporanei e compagni di avventure a Montparnasse: Chaim Soutine, Pablo Picasso, Marc Chagall, Fernand Le’ger, Maurice Utrillo, Suzanne Valadon, Andre’ Derain, Raoul Dufy, Juan Gris e Gino Severini.

Completano il percorso espositivo una selezione di sculture di Modigliani e di Constantin Brancusi e una serie di foto scattate da Brancusi stesso.

«E’ nella Parigi della cultura avanguardista – si spiega in una nota della Fondazione Palazzo Blu – dei fauves, tra amici come Marc Chagall, Max Jacob, Georges Braque, Jean Cocteau che il dissoluto artista e tombeur de femmes, matura la sua poetica artistica, influenzato fortemente da Picasso, Toulouse-Lautrec e Cezanne. Pochi uomini hanno incarnato come Modigliani il mito romantico dell’artista geniale e trasgressivo: Modì, l’artista maledetto dalla vita dissoluta, il bellissimo dandy dai tanti amori, il genio incompreso che si rifugiava nel vino e nell’assenzio la cui storia è breve ma intensa, drammatica e memorabile. Tutti coloro che posarono per lui dissero che essere ritratti da Modigliani era come farsi spogliare l’anima».

The art spectator: L’Ara Pacis torna per un giorno ai propri colori originari

l_ara_pacis_a_colori_largeThe art specator: Nel bimillenario della sua morte, quella Roma che l’imperatore ricevette di mattoni e lasciò di marmo celebra l’importante anniversario con una serie di iniziative alle quali si aggiunge il Museo dell’Ara Pacis che proprio il 19 agosto, dalle 21:00 alle 24:00, aprirà in via straordinaria il percorso della mostra “L’arte del comando. L’eredità di Augusto” e, con un biglietto unico, offrirà ai visitatori l’esperienza di contemplare il monumento simbolo dell’età augustea nei suoi colori originali attraverso una proiezione digitale della policromia sulle superfici decorative di marmo.
Al fronte occidentale dell’altare, con i pannelli di Enea e del Lupercale, e al fronte orientale, con quelli della Tellus, della Dea Roma e del grande fregio vegetale verranno così restituiti i colori, frutto e sintesi di ricerche storiche e filologiche condotte su architetture e sculture antiche poi applicate ad un modello tridimensionale dell’altare.

Informazioni Evento:

Data Inizio: 19 agosto 2014
Data Fine: 31 dicembre 2015
Prenotazione:Nessuna
Luogo: Roma, Museo dell’Ara Pacis
Orario: Martedì-domenica 9.00-19.0024 e 31 dicembre 9.00-14.00 La biglietteria chiude un’ora prima; chiuso Lunedì
Telefono: 06 0608