VISITA KIDS FRIENDLY AGLI UFFIZI

The Art Spectator: Organizzare una visita al museo per i vostri bambini? Non è mai troppo presto per introdurli alle meraviglie dell’arte! Ed ecco che ai genitori viene in aiuto il programma pensato apposta per i più piccoli e per trasformare la loro visita in un momento di apprendimento ma anche di stimolo e meraviglia: “Affabulando… agli Uffizi” è una visita guidata alla Galleria degli Uffizi studiata per il pubblico più giovane, dai 6 ai 13 anni circa. Una guida molto esperta illustrerà i capolavori del Rinascimento coinvolgendo i giovani partecipanti con un linguaggio adatto all’età e quindi efficace, attraverso il racconto di miti, favole e simboli. La visita si svolge contemporaneamente a quella degli adulti, per cui i genitori possono decidere se seguire la visita dei figli o quella degli adulti.

DOVE: Musei degli Uffizi, Firenze

  • Stagione Invernale dal 1 Novembre 2017 al 31 Marzo 2018: 1° e 3° SABATO DEL MESE

QUESTO WEEK END: OPEN HOUSE ROMA 2017

The Art Spectator: Open House Roma è un evento annuale che in un solo week end consente l’apertura gratuita di centinaia di edifici della Capitale notevoli per le peculiarità architettoniche – artistiche e che, a differenza di iniziative simili, rivolge particolare attenzione oltre che al patrimonio storico, anche e soprattutto a quello moderno e contemporaneo, fino ad aprire la visita anche dei cantieri della città in trasformazione.

Open House è il grande evento di architettura sviluppato in 4 continenti e 31 città parte dell’evento internazionale Open House Worldwide.

Le visite guidate gratuite, effettuate dai progettisti stessi, dai cultori dell’architettura, dagli studenti delle tre Facoltà di Roma, IED e Accademia di Belle Arti di Roma e dai volontari Touring Club Italiano, i tour pedonali e ciclabili, più i  numerosi eventi speciali permetteranno ai cittadini di scoprire il patrimonio nascosto della capitale: quegli spazi che per la loro quotidiana funzione o per mancanza di occasioni non sono aperti alla fruizione pubblica.

La sesta edizione  di OPEN HOUSE ROMA  si terrà dal 6 e 7 maggio 2017.

VISITA ILLUMINISTA A BOBOLI

Pitti_boboli_utensThe Art Spectator: Con il patrocinio della Regione Toscana e del Comune di Firenze, l’Associazione “Per Boboli” organizza per martedì 9 dicembre 2014 la conferenza ‘Visitare Boboli all’epoca dei Lumi’. L’incontro si terrà alle 17.30 presso il Teatro del Rondò di Bacco (Piazza Pitti, 1 – Firenze) e sarà tenuto dalla Prof.ssa Gabriella Capecchi.

Sarà approfondito un periodo particolare della storia di Boboli che, sul finire del ‘700, risultava riportato all’antico splendore dal Granduca Pietro Leopoldo. Risale a quegli anni la curiosa pubblicazione di un “cartolaro” fiorentino che, a cadenza mensile, metteva in vendita tavole incise per mostrare le meraviglie della città tra cui, come prima puntata, proprio il Giardino di Boboli. Cento immagini, eseguite da Gaetano Vascellini e accompagnate dalla premessa dell’editore, diventavano così un interessante materiale di studio, tuttora attuale, per gli amatori delle belle arti, nonchè un itinerario tematico per i visitatori.

REGGIO EMILIA CELEBRA IL SUO ARIOSTO CON TANTI; IMPERDIBILI EVENTI

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The Art Spectator: A Reggio Emilia 540 anni fa nasceva Ludovico Ariosto. Uno dei più grandi figli della Città, una delle figure di maggior spicco della letteratura italiana di tutti i tempi.

Ed in questo compleanno carico di secoli la Fondazione Palazzo Magnani intende adoperarsi per rinnovare l’attenzione su uno dei massimi interpreti della civiltà del nostro Rinascimento e sulla grande modernità del suo pensiero.
Questo impegno che si snoderà lungo tutto 2014 è stato condiviso ed assunto, a fianco della Fondazione, da numerosi e diversi interpreti della comunità reggiana, istituzioni, associazioni, scuole, servizi, in una corale proposta culturale, articolata e forte.

La città ed il territorio si sono dunque uniti in una rete di attività di alto profilo per un genuino affettuoso saluto al Poeta. Dall’elenco delle iniziative in programma si evince infatti la forza espressa dall’aver messo a disposizione idee e competenze, emergono la qualità, la varietà, l’originalità delle proposte, in sintesi si manifesta la ricchezza prodotta dalla collaborazione.

Siamo convinti che questo lavorare insieme in reciproca valorizzazione e complementarietà costituisca un modo efficace di creare un vero e proprio evento culturale, di quelli che lasceranno un segno nella vita della comunità.

IL CALENDARIO DELLE ATTIVITÀ:

[10:58:32] Galleria Butterfly 2: NOVEMBRE 2014

Società Dante Alighieri Reggio Emilia
Conferenza
martedì 11 novembre 2014 ore 16.00
Biblioteca delle Arti Reggio Emilia
IL TEATRO DI LUDOVICO ARIOSTO: LA LENA DALLA TRADIZIONE CLASSICA RINASCIMENTO
Maria Cristina Bulgarelli, relatore

Associazione BUS74
Conferenza
mercoledì 12 novembre ore 16.00
Aula Magna Manodori, Unimore, Via Allegri Reggio Emilia
DALLA LUNA DI ARIOSTO ALLE ODIERNE CONOSCENZE SULL’UNIVERSO
Ivan Spelti, relatore

Società Dante Alighieri Reggio Emilia
Conferenza
martedì 18 novembre 2014 orario da definire
Biblioteca delle Arti Reggio Emilia
ANSELMO GOVI E IL GRUPPO PADANO A FERRARA. ATMOSFERE ARIOSTESCHE NEL SALONE D’ONORE DI PALAZZO MAGNANINI ROVERELLA A FERRARA
Aurora Marzi, relatore

Società Dante Alighieri Reggio Emilia
Visita guidata
venerdì 21 novembre 2014
Partenza in pullman per Ferrara ore 7.30 (parcheggio via Cecati)
PALAZZO MAGNANINI ROVERELLA, PALAZZO COSTABILI E ALTRI LUOGHI. ALLA SCOPERTA DELLE SUGGESTIONI ARIOSTESCHE NEI PALAZZI DI FERRARA
Aurora Marzi, relatore

Fondazione Nazionale della Danza
Performance
sabato 22 novembre 2014 ore 20.30
Fonderia Reggio Emilia
DANZA E LETTERATURA
Serata di parole e danza dedicata allo scrittore Ludovico Ariosto con protagoniste le scuole di danza italiane che aderiscono a ATB Card School

Fondazione Nazionale della Danza
Proiezione e mostra
giovedì 27 novembre 2014 ore 18.00
Fonderia Reggio Emilia
InCANTO DALL’ORLANDO FURIOSO
La Fonderia ha creato uno spazio chiamato Atb corner, un luogo dove poter vedere ed ascoltare la Storia di Aterballetto e per incontrare la danza a 360°, attraverso seminari monotematici. Per l’occasione Atb corner dedicherà una proiezione al Balletto InCanto del coreografo Mauro Bigonzetti su musiche di Handel e scenografie dell’artista Angelo Davoli. La mostra, a cura del Liceo d’Arte Chierici e Amici del Chierici, è nata come studio collaterale alla Creazione sul tema Ariosto del coreografo Walter Matteini

Comune di Albinea
Presentazione libro
domenica 30 novembre 2014 ore 16.30
Comune di Albinea Sala Civica
LUDOVICO ARIOSTO. IL FECONDO JACO
Romanzo storico sul periodo trascorso dal Poeta nel “natio nido” negli “anni suoi più belli”
Giuseppe Ligabue, relatore

ATTIVITA’ IN VIA DI DEFINIZIONE

Musei Civici Reggio Emilia
ottobre / novembre 2014
Musei Civici di Reggio Emilia
GRANDI CICLI DECORATIVI NELLA REGGIO DEL RINASCIMENTO
La mostra presenta importanti nuclei di affreschi riferiti a palazzi rinascimentali della città provenienti dai depositi ed allestiti nella Pinacoteca Civica con riferimento allo sviluppo urbano della Reggio cinquecentesca. Sarà accompagnata da attività didattiche e incontri-visite guidate di approfondimento.

Fondazione Nazionale della Danza
Attività didattica e performativa
ottobre – dicembre 2014
IPPOGRIFO AT SCHOOL
Conoscere l’Ariosto attraverso la Danza e la Musica: la cultura e l’arte della danza come risorse formative multidisciplinari. Ciclo di incontri presso gli Istituti scolastici che hanno aderito al progetto.
Esito finale con Performance.

I 100 NOMI CHE CONTANO DELL’ART SYSTEM ITALIANO

Un’inchiesta di The Art Spectator, condotta intervistando un campione di oltre 6500 persone, ha identificato i principali protagonisti dell’art system italiano 2014, individuati fra potenti critici e storici dell’arte, galleristi, editori e collezionisti.

Chiunque abbia tentato di addentrarsi nel vastissimo e complicato universo dell’art system italiano, si sarà accorto di trovarsi di fronte a un monolite impenetrabile, governato da una ristretta cerchia di personaggi eccellenti che fanno il bello e il cattivo tempo in ogni comparto del sistema, sia che si tratti di mercato dell’arte, sia di quello estremamente munifico delle mostre culturali finanziate dagli enti pubblici, di quello dell’editoria e di tutto quanto giri intorno alla commercializzazione, tutela e promozione del patrimonio artistico e culturale. A sparigliare l’apparato vi sono tuttavia anche un buon numero di liberi battitori, di professionisti indipendenti, svincolati da logiche di sistema, che perseguono i loro obiettivi difendendo esclusivamente i loro legittimi interessi.

Proprio di queste settimane l’inchiesta della procura di Firenze, aperta su segnalazione di un imprenditore – che ipotizzando l’abuso d’ufficio per l’affidamento irregolare di una convenzione assicurativa, privilegiando una compagnia rispetto alle altre – ha coinvolto l’ex soprintendete del Polo museale fiorentino Cristina Acidini e il direttore dei musei vaticani, già ministro dei beni culturali Antonio Paolucci, saldamente in sella al quarto posto della nostra classifica; nella quale alla Acidini, auto prepensionatasi in seguito ai fatti contestatigli, spettava una rispettabilissima 29ma posizione.

A ben vedere gli interessi privati delle lobby dell’art system, si allacciano neanche a dirlo, con quelli del pubblico e così sono spesso le stesse persone e gli stessi ramificati centri di potere a decidere a quali artisti dedicare una grande mostra, piuttosto che un libro e dunque cosa spingere o meno sul mercato dell’arte nazionale e internazionale. L’inchiesta di The Art Spectator ha fatto emergere come le figure professionali in Italia siano sovente interscambiabili e gli stessi soggetti abbiano partecipazioni o interessi in gallerie, edizioni, case d’asta, finanziarie, banche e aziende di creazione di eventi, detenendo così il controllo del sistema, i cui garanti etici sono gli storici e i critici d’arte che profumatamente pagati forniscono la loro consacrazione culturale e, i più autorevoli, tal volta idolatrati, sanciscono anche insindacabilmente l’autenticità o meno delle opere. Altri, i cosiddetti “divulgatori” come il quotatissimo e poliedrico Vittorio Sgarbi, o il più giornalistico Philippe Daverio, sono i principali responsabili dei palinsesti specificatamente dedicati all’arte da televisioni, giornali e rubriche.

Le fondazioni godono di benefici fiscali e anche quelle a partecipazione pubblica possono assegnare lavoro e incarichi per l’espletamento di servizi a affidamento diretto, quindi senza bandi, alle aziende preferite.

Esautorati nelle loro funzioni dalla nuova riforma del Mibact voluta dal ministro Dario Franceschini, i sovrintendenti sono stati fino ad oggi, i veri monarchi dei territori di competenza. I direttori di museo infatti non saranno più, come adesso, meri subalterni dei sovrintendenti ma veri e propri manager con autonomia decisionale.

Intorno alla salvaguardia e tutela del patrimonio artistico si muove un business fra i più munifici e meno notori che fanno la fortuna delle aziende culturali e creative italiane che, nel 2013, hanno fatturato 21,5 miliardi di euro. Questa la cifra se escludiamo il turismo artistico, che costituisce la voce di bilancio più significativa.

Dalla gestione tutta politica della Biennale d’arte della Città di Venezia, fino a quella del Colosseo (si veda il caso della sponsorizzazione di Della Valle) o del Foro di Pompei, l’Italia è un cantiere continuamente aperto, dove si intrecciano interessi pubblici e privati. Vi è poi il capitolo del mercato delle expertise, attraverso le quali è sancita l’autenticità delle opere e conseguentemente il loro valore venale. Innumerevoli i casi di opere riconosciute autentiche e poi disconosciute o viceversa, sempre a inoppugnabile giudizio dei critici e degli storici d’arte che contano, il cui parere è ritenuto indispensabile per il mercato. Gli storici dell’arte e critici più potenti sono coloro che si dimostrano capaci di influenzare o addirittura condizionare gli acquisti dei collezionisti privati e pubblici e dunque, tal volta a nomi di esperti sconosciuti ai più, si associano interessi collezionistici plurimilionari. Non vi è collezionista, dal più grande al più piccolo, che non abbia il suo “connoisseurship” di fiducia, alcuni dei quali svolgono la loro attività addirittura in regime di semi esclusività, per i “top clients” italiani e esteri.

Artisti di grido, gallerie e case d’asta si contendono il mercato dell’arte, affrontando un percorso commerciale non sempre ben distinto da quello culturale che a leggere la lista dei nomi eccellenti dei suoi 100 più importanti protagonisti è invece alimentato da una convergenza ben salda di interessi che compongono appunto il monolite impenetrabile dell’art system nazionale.

Molti i casi delle gallerie e aste dello Stivale con sedi estere, come Cambi, Contini, Baroni, Lampronti, Mazzoleni, Moretti, Quadrifoglio, Voena e Tornabuoni. In Italia hanno naturalmente le loro succursali le più importanti case d’asta internazionali quali Christies, Sothebys, Bonhams e Dorotheum e dal 2007, a Roma, anche la Galleria Gagosian, un colosso mondiale da un miliardo di dollari annui di fatturato. Fra le maggiori case d’incanto italiane, per un giro d’affari complessivo di oltre 80 milioni a stagione, vi sono Blindarte, Boetto, Cambi, Della Rocca, Farsetti, Florence Number Nine, Il Ponte, Meeting Art, Minerva, Pananti, Pandolfini, Porro, Sant’agostino e Wannenes.

Artisti come il naturalizzato italiano Botero (record d’asta 1,5 mlioni di euro per un dipinto), attivo a Pietrasanta ma residente a Montecarlo di Monaco, come Cattelan (6,33 miloni di euro, record per una scultura), Mitoraj (211 mila euro, record per una testa in bronzo), scomparso il 6 ottobre,  e molti altri, rappresentano il fulcro vitale dell’impulso economico fornito dall’arte contemporanea in Italia e nel mondo.

Ecco i nomi emersi, in ordine di rilevanza, dei cento personaggi più influenti dell’arte italiana nel 2014: 1) Miuccia Prada – imprenditrice; 2) Fernando Botero – artista; 3) Marina Berlusconi – editore; 4) Antonio Paolucci – direttore Musei vaticani; 5) Franco Bernabè – presidente Palaexpo, Roma; 6) Gimmo Etro – stilista; 7) Luigi Koelliker – imprenditore; 8) Emmanuele Francesco Maria Emanuele – presidente Fondazione Roma; 9) Diego Della Valle – imprenditore; 10) Maria Sole Agnelli Teodorani Fabbri – presidente Fondazione Agnelli; 11) Vittorio Sgarbi – storico dell’arte; 12) Luigi Abete – presidente Civita servizi; 13) Antonia Pasqua Recchia – direttore generale Mibact; 14) Lorenzo Bini Smaghi – presidente Fondazione Palazzo Strozzi; 15) Marco Goldin – manager culturale; 16) Maurizio Cattelan – artista; 17) Ludovico Ortona – amministratore unico Arcus; 18) Germano Celant – direttore artistico Expo 2015; 19) Fabrizio Moretti – gallerista; 20) Domenico Piraina – direttore Palazzo Reale; 21) Mina Gregori – storico dell’arte; 22) Enrico Crispolti – critico d’arte; 23) Salvatore Settis – docente universitario; 24) Patrizia Sandretto Re Rebaudengo – collezionista; 25) Achille Bonito Oliva – critico d’arte; 26) Paolo Baratta – presidente Biennale di Venezia; 27) Tiziano Panconi – storico dell’arte; 28) Nicoletta Fiorucci – collezionista; 29) Marco Drago – editore; 30) Philippe Daverio – storico dell’arte; 31) Umberto Allemandi – editore; 32) Giuliano Gori – collezionista; 33) Nicola Spinosa – storico dell’arte; 34) Giovanni Puglisi – presidente Unesco, Italia; 35) Carlo Orsi – presidente Associazione antiquari d’Italia; 36) Luigi Cremonini – imprenditore; 37) Roberto Casamonti – gallerista; 38) Massimo Vitta Zelman – presidente Skira; 39) Francesco Bonami – critico d’arte; 40) Flavio Caroli – critico d’arte; 41) Alvise di Canossa – presidente Arteria; 42) Nini Ardemagni Laurini – presidente Fondazione Fontana; 43) Filippo Zevi – AD Giunti editore; 44) Antonio Natali – direttore Galleria degli Uffizi; 45) Marco Voena – gallerista; 46) Giulio Tega – gallerista; 47) Fernando Mazzocca – storico dell’arte; 48) Giovanna Melandri – presidente Fondazione Maxxi; 49) Sergio Campagnolo – media relations; 50)  Giovanna Marinelli – assessore alla cultura, Roma; 51) Luigi Cavallo – critico d’arte; 52) Claudio Strinati – storico dell’arte; 53) Frediano e Franco Farsetti – galleristi; 54) Giovanni Mazzoleni – gallerista; 55) Giancarlo Politi – direttore Flash Art; 56) Sandrina Bandera – soprintendente, Milano; 57) Filippo Del Corno – assessore alla cultura, Milano; 58) Giancarlo Forestieri – presidente Fondazione Magnani Rocca; 59) Cesare Lampronti – gallerista; 60) Claudia Ferrazzi – manager culturale; 61) Giovanni Pratesi – antiquario; 62) Nella Longari – antiquario; 63) Claudio Spadoni – curatore Artefiera; 64) Sarah Cusulich Canarutto – direttrice Artissima; 65) Igor Mitoraj – artista; 66) Paolo Piccozza – presidente Fondazione De Chirico; 67) Alberto Di Castro – antiquario;  68) Pepi Marchetti Franchi – direttrice Galleria Gagosian, Roma; 69) Catia Bastioli – presidente Terna; 70) Antonella Purpura – direttore Gam, Palermo; 71) Giuliano Matteucci – esperto d’arte; 72) Antonio Finotti – presidente Fondazione Cariparo; 73) Faustino Lechi – presidente Fondazione Brescia Musei; 74) Flaminio Gualdoni – critico d’arte; 75) Lucrezia de Domizio Durini – collezionista; 76) Filippo Lotti – AD Sotheby’s Italia; 77) Carlo Teardo – presidente Fima; 78) Daniele Benati – docente universitario; 79) Maurizio Seracini – ingegnere beni culturali; 80) Mario Caligiuri – assessore alla cultura, regione Calabria; 81) Stefano Contini – gallerista; 82) Anna Maria Buzzi – direttore generale valorizzazione del patrimonio culturale; 83) Carlo Pedretti – docente universitario; 84) Massimiliano Tonelli – giornalista; 85) Nando Peretti – mercante d’arte; 86) Luca Palazzoli – gallerista; 87) Dario Succi – storico dell’arte; 88) Fabrizio Lemme – avvocato; 89) Federico Bano, presidente Fondazione Bano; 90) Antonio Sapone – gallerista; 91) Luisa Lepri – direttrice Sotheby’s, Roma; 92) Clarice Pecori Giraldi – AD Christies Italia; 93) Maria Vittoria Marina Clarelli – direttrice Gnam, Roma; 94) Cristiana Collu – direttrice Mart; 95) Gianfranco Bruno – docente universitario; 96) Pablo Carrara – AD Meeting Art; 97) Gabriella Belli – direttrice Musei civici Venezia; 98) Maria Teresa Tosi – direttrice Fondazione Marini; 99) Alessandra Mottola Molfino – storica dell’arte; 100) Lorella Pagnucco Salvemini – direttore Arte In.

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LONDON ART AFFAIRS

frieze-art-fair-london_s345x230The Art Spectator: Quella che si è conclusa è stata una settimana intensa che ha visto Londra trasformarsi in un crocevia di galleristi, curatori, artisti e persino investitori.

le presentazioni delle gallerie emergenti più accreditate si sono distribuite, come ormai consuetudine, tra Frieze London e Sunday Art Fair, ma la competizione è stata quest’anno impari. Se da una parte, infatti, gli organizzatori di Sunday hanno peccato sul piano dell’organizzazione e della comunicazione, dall’altro Frieze London ha modificato le sezioni della fiera, cancellando Frame, riservata alle giovani gallerie ma anche molto limitante in termini di spazio e visibilità, e facendo confluire tutte le proposte emergenti nella sezione curata Focus.

Dove si potevano  visitare oltre 30 gallerie, con stand più che accoglienti ma alla metà del prezzo rispetto a quelli della Main Section, e i benefici si sono sentiti. Anche italiane se la sono cavata benissimo: la galleria Fonti di Milano ha fatto subito sold out con il progetto fotografico e installativo a prezzi tra 14mila e 18mila euro di Kiluanji Kia Henda (1979), artista angolano scoperto alla prima Triennale di Luanda nel Dubai-style, sinonimo di una crescita urbana avulsa da ogni principio storico e culturale, eppure assai diffusa tra le nuove megalopoli del sud-est asiatico.

Le suggestioni in bianco e nero di Herbert List alle Stelline

The art spectator: Amico di Robert Capa, professionista per la mitica Agenzia Magnum, Herbert List è stato uno dei grandi autori della Fotografia del XX secolo. I suoi scatti non sono soltanto espressione della capacità di cogliere l’attimo perfetto, ma anche della passione per gli studi classici e della sensibilità lirica, che connotano la personalità di List.
La sua estetica quasi surrealista è presentata alla Fondazione Stelline di corso Magenta con la mostra The Magical in Passing , ricca di oltre 120 fotografie. Una sorta di compendio del lavoro dell’artista tedesco. Architettura, still-life, street photography, ritratto, documentazione e catalogazione, è tutto in mostra. Compresa una dichiarazione d’amore per l’Italia, cui ha dedicato alcuni lavori negli anni ’50 e ’60.

Mille giovani per la cultura: aperte le pratiche per 150 tirocinanti

  • Bando n. 1: tirocini presso la Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia e l’Unità Grande Pompei (50 giovani) e la Soprintendenza speciale per il patrimonio storico, artistico ed etnoantropologico e per il polo museale della città di Napoli e della Reggia di Caserta (20 giovani);
  • Bando n. 2: tirocini presso la Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell’Abruzzo (15 giovani) e la Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell’Emilia-Romagna (15 giovani);
  • Bando n. 3: tirocini presso l’Archivio centrale dello Stato, le soprintendenze archivistiche e gli archivi di Stato presenti sul territorio nazionale, nonche’ presso le Biblioteche Nazionali di Roma e di Firenze (50 giovani).

Ora il Mibac ha pubblicato gli avvisi e aperto i termini per la presentazione delle candidature.

Le candidature devono essere inviate entro le ore 12.00 del 6 novembre 2014 tramite la piattaformahttps://www.mibact-online.beniculturali.it/.

La selezione terrà conto dei titoli dei candidati e dell’esito dei colloqui, che saranno condotti a decorrere dal 20 novembre 2014.

I tirocinanti riceveranno un’indennità mensile di mille euro lordi, comprensivi della quota relativa alla copertura assicurativa, oltre a un attestato di partecipazione.

Gli ultimi moderni: la scultura i Manzù e Marino alla fondazione Magnani Rocca

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The art spectator: Per la prima volta la scultura è protagonista nella Villa dei Capolavori sede della Fondazione Magnani Rocca a Mamiano di Traversetolo, presso Parma. La Fondazione, che già ospita nella collezione permanente capolavori marmorei dei più grandi scultori italiani dell’Ottocento, Antonio Canova e Lorenzo Bartolini, espone ora la grande scultura del Novecento, rappresentata da Giacomo Manzù e Marino Marini che negli anni cinquanta e sessanta, dopo i riconoscimenti nazionali, diventano anche i campioni dell’arte italiana all’estero. Offrendo un’interpretazione della scultura figurativa classica in una chiave stilistica del tutto personale, dagli esiti affascinanti e sorprendenti, dimostrano come essa fosse ben lontana dall’obsolescenza e dalla chiusura alla storia, bensì perfettamente in grado di esprimere il dramma e il senso dell’uomo dopo le dissoluzioni del conflitto mondiale. Le loro opere entrano così a far parte dei maggiori musei di tutto il mondo e i due artisti conquistano l’attenzione del collezionismo e del pubblico.

A cura di Laura D’Angelo e Stefano Roffi, la mostra, aperta dal 13 settembre all’8 dicembre 2014, intende approfondire questa vicenda, sinora poco indagata dagli studi, proponendosi di individuare gli elementi che favorirono il grande successo di Manzù e di Marino. Una selezione di circa novanta fra sculture, anche gigantesche, dipinti e lavori grafici realizzati dai due artisti negli anni tra il 1945 e il 1970 documenta la loro fiduciosa apertura verso le molteplici lingue della modernità e la capacità dimostrata nell’incontrare il gusto di un colto e sofisticato mercato internazionale.

In una successione che tiene conto dei temi maggiormente praticati da entrambi nei decenni presi in esame, oltre al tema della danza che li accomuna, oltre ai celeberrimi Cardinali di Manzù – presentati accanto ai lavori preparatori per la Porta della Morte per la Basilica di San Pietro in Vaticano – e ai Cavalli con Cavaliere di Marino – in una parabola che si apre con un gruppo equestre del 1945 e si conclude col Grido del 1962 – una speciale attenzione viene dedicata ai ritratti; non soltanto per sottolineare l’interesse che essi nutrirono nei confronti di questo genere artistico, ma anche per fornire una chiave di lettura della loro personalità attraverso i nomi degli artisti, dei galleristi, dei collezionisti e delle personalità che ne sostennero e accompagnarono l’attività lungo gli anni cinquanta e sessanta, fra i quali papa Giovanni XXIII, il compositore Igor Stravinskij, gli artisti Marc Chagall, Oskar Kokoschka e Jean Arp, l’architetto Ludwig Mies van der Rohe, il regista John Huston, il cardiochirurgo Christiaan Barnard, oltre alle mogli amatissime, Inge Manzù e Marina Marini.

La vita e l’originale percorso artistico di Manzù e Marino sembrano a tratti rincorrersi e scorrere paralleli. Marino Marini (Pistoia 1901 – Viareggio 1980) si iscrive nel 1917 all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove frequenta i corsi di pittura e di scultura. Giacomo Manzù (Bergamo 1908 – Ardea 1991), al contrario, non può vantare un’educazione accademica; figlio di un calzolaio, egli si forma all’interno delle botteghe bergamasche specializzate nell’intaglio e nella doratura.

Tra la fine degli anni venti e l’inizio dei trenta Marino e Manzù si trasferiscono a Milano, dove ha inizio una stagione di riflessione e di ricerca che condurrà entrambi, nel giro di pochi anni, a imporsi nel contesto artistico nazionale. Nel 1935 Marino si aggiudica il premio di scultura alla II Quadriennale d’Arte Nazionale di Roma; all’edizione successiva dell’esposizione, nel 1939, il premio di scultura è assegnato a Manzù. La carriera dei due artisti prosegue con intensità lungo gli anni quaranta e alle mostre si succedono nuovi riconoscimenti. Nel 1948 Manzù allestisce una sala personale alla Biennale di Venezia e si aggiudica il Premio Internazionale per la scultura, ex aequo con Henry Moore; nel 1952 il medesimo premio è assegnato a Marino.

È all’indomani di questi riconoscimenti che per i due scultori si inaugura la fase di maggior impegno sul fronte internazionale: le loro opere figurano nelle più importanti esposizioni allestite in Gran Bretagna, Francia, Germania e Stati Uniti e, mentre dagli anni cinquanta l’attività di Marino si sposta principalmente all’estero, Manzù inizia a lavorare alla realizzazione della Porta della Morte per la Basilica di San Pietro, la cui inaugurazione, nel 1964, segna il punto di massima popolarità raggiunto dall’artista.

La mostra presso la Fondazione Magnani Rocca riunisce opere altamente significative di Marino e di Manzù e si propone di rileggere l’attività di questi due scultori proprio in relazione agli stimoli derivanti dal dibattito critico nazionale, alle novità avanzate dalle Biennali di Venezia e alla conoscenza dei contesti artistici internazionali.

La collaborazione da parte della Fondazione Marino Marini di Pistoia, del Museo Marino Marini di Firenze, della Fondazione Giacomo Manzù e del Museo Manzù di Ardea, di altri musei e di importanti collezioni private, ha consentito lo spostamento di opere viste raramente al di fuori dei singoli contesti museali o di dimore riservate, permettendo un confronto diretto – visivo e critico – tra Marino e Manzù che rappresenta la decisiva novità dell’esposizione.

Il ricco catalogo della mostra riunisce contributi di Barbara Cinelli, Marcella Cossu, Laura D’Angelo, Flavio Fergonzi, Inge Manzù, Teresa Meucci, Stefano Roffi, Maria Teresa Tosi e affronta problemi nuovi secondo nuove prospettive di studio. All’approfondimento su questioni di contesto si aggiungono riflessioni sul genere del ritratto, sul significato della serialità in scultura, sulle fonti visive della scultura di Marino e di Manzù, sui modi in cui sono state fotografate le loro sculture e sulla ideologia scultorea che ne è sottesa.

MANZÙ / MARINO. Gli ultimi moderni.

Fondazione Magnani Rocca, via Fondazione Magnani Rocca 4, Mamiano di Traversetolo (Parma).

Dal 13 settembre all’8 dicembre 2014. 

Orario:

dal martedì al venerdì continuato 10-18 (la biglietteria chiude alle 17) – sabato, domenica e festivi continuato 10-19 (la biglietteria chiude alle 18).

Lunedì chiuso, aperto lunedì 8 dicembre.

The art spectator: L’Ara Pacis torna per un giorno ai propri colori originari

l_ara_pacis_a_colori_largeThe art specator: Nel bimillenario della sua morte, quella Roma che l’imperatore ricevette di mattoni e lasciò di marmo celebra l’importante anniversario con una serie di iniziative alle quali si aggiunge il Museo dell’Ara Pacis che proprio il 19 agosto, dalle 21:00 alle 24:00, aprirà in via straordinaria il percorso della mostra “L’arte del comando. L’eredità di Augusto” e, con un biglietto unico, offrirà ai visitatori l’esperienza di contemplare il monumento simbolo dell’età augustea nei suoi colori originali attraverso una proiezione digitale della policromia sulle superfici decorative di marmo.
Al fronte occidentale dell’altare, con i pannelli di Enea e del Lupercale, e al fronte orientale, con quelli della Tellus, della Dea Roma e del grande fregio vegetale verranno così restituiti i colori, frutto e sintesi di ricerche storiche e filologiche condotte su architetture e sculture antiche poi applicate ad un modello tridimensionale dell’altare.

Informazioni Evento:

Data Inizio: 19 agosto 2014
Data Fine: 31 dicembre 2015
Prenotazione:Nessuna
Luogo: Roma, Museo dell’Ara Pacis
Orario: Martedì-domenica 9.00-19.0024 e 31 dicembre 9.00-14.00 La biglietteria chiude un’ora prima; chiuso Lunedì
Telefono: 06 0608