Giovanni Boldini, esemplare il catalogo Skira della mostra romana, in corso al Vittoriano fino al 16 luglio 2017

511dTi-m3fLThe Art Spectator: Davvero sorprendente il catalogo Skira della mostra Giovanni Boldini al Vittoriano, presentandosi come un tomo monumentale (311 pagine), ricchissimo di contributi critici e scientifici inediti. Un’opera di ricerca, diretta da Tiziano Panconi, presidente del Comitato scientifico, che si contraddistingue nitidamente nella giungla di cataloghi di mostre, anche su Boldini, sovente ripetitivi e scontati, fatti in fretta e privi di novità e di autentica capacità di indagine.

Ben sette sono i saggi all’indice, a firma dei curatori e di alcuni membri del Comitato scientifico, decisamente appassionante quello di Leo Lecci, dell’Università di Genova, dedicato a Boldini e agli artisti francesi che parteciparono alla biennale veneziana del 1895. Narrativo e comprensibile quello del co-curatore Sergio Gaddi rivolto ai primi anni parigini dell’artista. Pungente e profondo il confronto proposto da Marina Mattei, curatrice dei Musei Capitolini di Roma, fra due grandi artisti italiani, Giovanni Boldini e il compositore Giuseppe Verdi, immortalato dal pittore in due celebri ritratti, e in uno di questi, scrive la Mattei: “il grande compositore è ripreso come un busto, un volto che esce dal buio (in posa quasi del tutto frontale) con paltò, cilindro e la sciarpa di seta che il maestro indossava sempre” (pp. 88-89).

Un importante lavoro di ricerca invece quello svolto da Loredana Angiolino dell’Università de La Sapienza di Roma, nel quale l’autrice ricostruisce, attraverso un novero di lettere inedite, il rapporto di Giovanni Boldini con gli altri artisti italiani, nel suo ruolo di commissario all’Esposizione Universale di Parigi del 1889. Giovanni Boldini a sua volta nominò l’amico artista Telemaco Signorini, quale corrispondete italiano.
Un panorama ampio e originalissimo invece, quello tracciato nel fondamentale capitolo del catalogo a firma del curatore Tiziano Panconi, massimo esperto dell’artista, incentrato sui rapporti fra Boldini e le sue “divine”. Una serie di ritratti di femmine indipendenti e egocentriche. Le donne altolocate che posarono per Boldini. Un saggio basato sulle lettere e fotografie inedite, rintracciate direttamente negli archivi di mezzo mondo dagli eredi e pronipoti di queste donne che sono stati per la prima volta pubblicati, restituendo un volto reale a donne iconiche, delle quali fino ad oggi non sapevamo praticamente niente.
La penna pungente del critico toscano, traccia i ritratti psicologici di queste muse e definisce la natura, spesso confidenziale quando non intima, dei rapporti fra le ritrattate e il maestro. Per esempio “Fascino bellezza e voce da usignolo determinarono il successo di Lina Cavalieri, da molti cronisti e contemporanei considerata la donna più bella del mondo: a Parigi si esibiva alle Folies Bergère, a Londra all’Empire e a Vienna all’English Garden” (p. 22).
In appendice ancora una quarantina di lettere inedite (alcune in francese tradotte da Eleonora di Iulio), con tanto di note, che costituiscono uno dei maggiori contributi forniti fino a oggi alla ricostruzione storico-critica sull’artista. Quest’ultima ben dipanata in un capitolo a parte, nella ricchissima e dettagliatissima “Cronologia biografica”. Entrambi i capitoli cofirmati dalla Angiolino e da Panconi.
Il catalogo vanta la davvero rara introduzione istituzionale del Ministro per i Beni Culturali e per il Turismo Dario Franceschini che, in antefatto, ha voluto riconoscere l’eccezionale lavoro di equipe svolto da questo gruppo di insigni studiosi.
La seconda parte è naturalmente quella dedicata alla galleria di opere in mostra, ben 160 pubblicate a colori, provenienti dai maggiori musei e collezioni private del mondo. Il prezzo di copertina è di 39,00 €, scontato al Bookshop della mostra.

Francesca Vivo Maldarelli