NEL 2016 L’ESPOSIZIONE DE LA TRIENNALE DI MILANO NEGLI SPAZI DI EXPO. UN FUTURO PER LA RICERCA SCIENTIFICA E L’ AVANGUARDIA

The Art Spectator: Atenei, centri di ricerca, imprese ecco a cosa sarà destinata l’area expo. A quattro mesi dalla chiusur del grande evento mondiale sono chiamate al banco di prova le eccellenze italiane della ricerca.

L’idea, raccontata negli scorsi giorni durante la conferenza stampa ufficiale, è di costruire un campus con un polo universitario e della ricerca avanzata e dell’informatica che prenda il posto delle palazzine delle facoltà di Fisica, Veterinaria, Agraria, Chimica, Scienze e Informatica a Città studi. Un trasloco di 18mila persone tra studenti e professori che a Rho-Pero troverebbero impianti sportivi, auditorium e residenze su una superficie complessiva di 200mila metri quadrati. Un intervento trova d’accordo anche il presidente di Assolombarda Gianfelice Rocca che della Mobility Conference ha chiesto a Comune e Regione di «accelerare i tempi», rilanciando la proposta di realizzare a fianco della cittadella universitaria una Silicon valley per favorire la piccola e media impresa.

L’entusiasmo del governo e delle amministrazioni regionale e cittadina per questa nuova destinazione d’usoè stato accompagnato da toni entusiasti : «Milano ha la responsabilità morale di cambiare l’Italia» e ci si sbilancia parecchio annunciando che «i soldi sono pronti, ci sono le autorizzazioni, il progetto ha i talenti e le energie migliori».

E’ già dal 2016 gli spazi di Expo torneranno a vivere di design e avanguardia artistica grazie a La Triennale di Milano che da aprile celebrerà, proprio in due ex padiglioni di Expo, un grande ritorno milanese dopo vent’anni d’attesa: dal 2 aprile al 12 settembre 2016, l‘Esposizione Internazionale della Triennale di Milano. La manifestazione, nata a Monza nel 1923 e trasferita a Milano nel 1933, porterà in città per sei mesi un fitto programma di eventi legati all’arte (ma non solo) tra cui oltre 20 mostre, festival e convegni, talk che vedono come scenari numerose location cittadine. Il tema su cui si indaga sotto molteplici aspetti è ampio e ad ampia possibilità di interpretazione: Design after design.

LONDON ART AFFAIRS

frieze-art-fair-london_s345x230The Art Spectator: Quella che si è conclusa è stata una settimana intensa che ha visto Londra trasformarsi in un crocevia di galleristi, curatori, artisti e persino investitori.

le presentazioni delle gallerie emergenti più accreditate si sono distribuite, come ormai consuetudine, tra Frieze London e Sunday Art Fair, ma la competizione è stata quest’anno impari. Se da una parte, infatti, gli organizzatori di Sunday hanno peccato sul piano dell’organizzazione e della comunicazione, dall’altro Frieze London ha modificato le sezioni della fiera, cancellando Frame, riservata alle giovani gallerie ma anche molto limitante in termini di spazio e visibilità, e facendo confluire tutte le proposte emergenti nella sezione curata Focus.

Dove si potevano  visitare oltre 30 gallerie, con stand più che accoglienti ma alla metà del prezzo rispetto a quelli della Main Section, e i benefici si sono sentiti. Anche italiane se la sono cavata benissimo: la galleria Fonti di Milano ha fatto subito sold out con il progetto fotografico e installativo a prezzi tra 14mila e 18mila euro di Kiluanji Kia Henda (1979), artista angolano scoperto alla prima Triennale di Luanda nel Dubai-style, sinonimo di una crescita urbana avulsa da ogni principio storico e culturale, eppure assai diffusa tra le nuove megalopoli del sud-est asiatico.

Niente expo per i Bronzi di Riace

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storica foto dell’epoca del rinvenimento dei bronzi

The art spectator: Dopo un’estate di annunci e polemiche, è il parere dei tecnici convocati da Franceschini a mettere una pietra tombale sul sogno milanese di portare i Bronzi di Riace all’Expo. Una “risposta molto chiara che chiude il dibattito”, sottolinea il ministro presentando la relazione della commissione Mibact. Ma il governatore della Lombardia Maroni e il suo ambasciatore per la cultura Vittorio Sgarbi non ci stanno: “prevale il giudizio politico”, sostengono unanimi. E se c’è qualcuno che in questa storia ci perde, dicono, “è la Calabria”.

Presieduta da Giuliano Volpe, professore ordinario di archeologia a Foggia, la commissione, insediatasi un mese fa proprio per decidere in merito alla richiesta della regione Lombardia, ha presentato la sua relazione mercoledì mattina. Il parere sulla trasportabilità è negativo, scrivono i tecnici, perché non si può in alcun modo escludere “un pregiudizio alcuno per la loro integrità e conservazione”. Un parere lungamente ponderato, sottolineano del resto dal ministero, che arriva alla fine di quattro settimane nelle quali i tecnici hanno vagliato “tutta la documentazione disponibile” sui restauri fatti nel corso degli anni e “tutte le indagini scientifiche, da quelle relative agli esiti di invasivi micro-carotaggi, alle gammagrafie, alle radiografie”.

Ne è venuto fuori un quadro preoccupante, con una serie di problemi conservativi che affliggono le due sculture, dalla presenza di “numerose e diffuse micro-fessure” ai “problemi di tenuta delle saldature antiche che hanno causato un indebolimento della tenuta strutturale del sistema statua”. Da qui il ‘consiglio’ ad evitare ai Bronzi nuovi spostamenti dopo quello che già è stato necessario mesi fa per riportare le due statue nel museo di Reggio Calabria appena restaurato. Per il ministro, una relazione che chiude il discorso. “Il lavoro per noi ora sarà quello di rafforzare tutte le iniziative già in essere affinché i visitatori di Expo allunghino la loro permanenza in Italia, per vedere la bellezza che tutto il nostro Paese offre, a cominciare dal Museo Archeologico di Reggio Calabria”, commenta Franceschini, sottolineando che “il livello di assoluta e indiscussa competenza dei componenti e la totale libertà da condizionamenti nella quale hanno potuto confrontarsi e decidere, è la garanzia migliore della fondatezza della decisione”.

Impegnato a Francoforte, dove ha inaugurato lo stand italiano alla Buchmesse, il ministro della cultura ricorda del resto che appena ricevuta la richiesta della regione Lombardia aveva spiegato che prima ancora di una decisione politica sul merito serviva un parere “scientifico sulla possibile trasportabilità”. Sgarbi e Maroni però non sono d’accordo. Il critico ferrarese, in particolare, è imbufalito. “A fronte di 5 milioni di visitatori previsti all’Expo, che avrebbero pagato un biglietto da 10 euro, la Calabria avrebbe potuto beneficiare di 50 milioni di euro”, sostiene l’ambasciatore alla cultura della regione Lombardia. I membri della commissione, insiste, “andrebbero denunciati tutti alla Corte dei conti, la loro è stata una risposta politica mentre gli era stato posto un quesito tecnico”. Un parere che sembra condiviso da Maroni che dice la sua con un tweet: “Governo ha deciso: bronzi Riace non verranno a Expo. Come previsto, prevale pregiudizio politico. Li sostituiremo, ci perde solo la Calabria”.