Nuova luce su Amenofi II

La mostra, tramite la figura del valoroso faraone Amenofi II e il periodo in cui visse (1427-1401 a.C.), ha lo scopo di presentare gli aspetti principali della civiltà dell’antico Egitto.
La vita di Amenofi II è narrata attraverso l’esposizione di statue, armi, stele commemorative e evocazioni dell’Egitto di cui egli fu eroico protagonista. La sua instancabile attività militare ed edilizia e i paesaggi egiziani vengono evocati virtualmente con esperienze immersive nelle atmosfere nilotiche. La vita quotidiana delle classi sociali più vicine alla corte è illustrata, tra l’altro, con oggetti legati alla moda e alla cura del corpo, che mostrano il livello tecnologico e sociale raggiunto in questo periodo della storia egizia.

Segue una sezione che, attraverso il tema delle concezioni funerarie, fornisce spunti di riflessione sulla lunga durata e complessità della civiltà egizia.

Infine si raggiunge il cuore della mostra: un’esperienza unica permette di entrare nella sala a pilastri della tomba di Amenofi II e vivere la sensazionale scoperta archeologica di questa sepoltura nella Valle dei Re tramite i documenti originali di Victor Loret, l’archeologo che la scoprì, oggi proprietà dell’Università Statale di Milano. Fra i tesori conservati nella tomba vi erano le mummie di molti faraoni, che là erano stati nascosti per sottrarli alle offese dei profanatori di tombe.

Anche i visitatori più giovani potranno conoscere il mondo dell’antico Egitto grazie a un percorso speciale a cura di Geronimo Stilton!

DOVE: dal  13.09.2017 al 7.01.2018 al MUDEC, Milano
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NASA, a human adventure sbarca Milano!

The Art Spectator:  “NASA – A Human Adventure”, una delle mostre itineranti sulle esplorazioni spaziali più importanti e popolari degli ultimi anni, è arrivata per la prima volta in Italia e ha aperto da pochi giorni a Milano, all’interno dello Spazio Ventura XV nel quartiere di Lambrate. Attraverso un’esposizione molto ricca, con più di 300 oggetti originali, la mostra racconta le storie e le imprese dei programmi spaziali che consentirono di compiere i primi voli orbitali, di camminare sul suolo lunare e di costruire basi per la lunga permanenza in orbita, come la Stazione Spaziale Internazionale. L’esposizione è molto scenografica, con riproduzioni a grandezza naturale di alcune astronavi, e con spiegazioni chiare e divulgative.

Per accedere agli ambienti della mostra si attraversa una riproduzione della passerella di metallo che gli astronauti delle missioni Apollo, tra gli anni Sessanta e Settanta, percorrevano a oltre 100 metri di altezza per entrare nel Modulo di Comando, collocato sulla sommità del razzo Saturno V, il più grande e potente mai costruito nella storia dell’uomo. La prima sezione racconta invece lo Spazio immaginato e sognato nei millenni prima delle esplorazioni spaziali della seconda metà del Novecento: dalle antiche osservazioni della volta celeste ai libri di fantascienza di Jules Verne, che avrebbero ispirato molti film dei primi anni del cinema.

Le sezioni successive raccontano invece la storia della cosiddetta “corsa allo Spazio”, quando alla fine della Seconda guerra mondiale l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti iniziarono a competere nelle esplorazioni per dimostrare i loro progressi tecnologici, e naturalmente nella potenza dei loro razzi che potevano essere utilizzati per scopi meno pacifici di quelli scientifici. Un modello dello Sputnik, il primo satellite artificiale lanciato dall’URSS in orbita 60 anni fa, e il primo viaggio orbitale del cosmonauta sovietico Yuri Gagarin ricordano quanto gli Stati Uniti fossero inizialmente indietro nella competizione spaziale. Ma in pochi anni la NASA avrebbe recuperato, con i successi dei suoi programmi spaziali Mercury e Gemini, che gettarono le basi per l’ambizioso programma Apollo voluto dal presidente John Fitzgerald Kennedy per portare l’uomo sulla Luna. Quel progresso, che segnò la superiorità degli Stati Uniti nella “corsa allo Spazio”, avvenne nel 1969, ad appena 12 anni di distanza dalla messa in orbita dello Sputnik.

Oltre alle riproduzioni a grandezza naturale delle capsule da trasporto Mercury e Gemini, nella mostra sono visibili una riproduzione del Modulo di Comando dell’Apollo, e una replica del muso dello Space Shuttle Atlantis, con la cabina di pilotaggio ricostruita nei vari dettagli, tali e quali all’originale. Sono esposte tute spaziali di vari periodi storici, cimeli di ogni tipo e fotografie dei momenti più significativi delle esplorazioni spaziali.

“NASA – A Human Adventure” è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 19:30 dal 27 settembre 2017 al 4 marzo 2018 presso lo Spazio Ventura XV, in via Giovanni Ventura 15 a Milano.

NEL 2016 L’ESPOSIZIONE DE LA TRIENNALE DI MILANO NEGLI SPAZI DI EXPO. UN FUTURO PER LA RICERCA SCIENTIFICA E L’ AVANGUARDIA

The Art Spectator: Atenei, centri di ricerca, imprese ecco a cosa sarà destinata l’area expo. A quattro mesi dalla chiusur del grande evento mondiale sono chiamate al banco di prova le eccellenze italiane della ricerca.

L’idea, raccontata negli scorsi giorni durante la conferenza stampa ufficiale, è di costruire un campus con un polo universitario e della ricerca avanzata e dell’informatica che prenda il posto delle palazzine delle facoltà di Fisica, Veterinaria, Agraria, Chimica, Scienze e Informatica a Città studi. Un trasloco di 18mila persone tra studenti e professori che a Rho-Pero troverebbero impianti sportivi, auditorium e residenze su una superficie complessiva di 200mila metri quadrati. Un intervento trova d’accordo anche il presidente di Assolombarda Gianfelice Rocca che della Mobility Conference ha chiesto a Comune e Regione di «accelerare i tempi», rilanciando la proposta di realizzare a fianco della cittadella universitaria una Silicon valley per favorire la piccola e media impresa.

L’entusiasmo del governo e delle amministrazioni regionale e cittadina per questa nuova destinazione d’usoè stato accompagnato da toni entusiasti : «Milano ha la responsabilità morale di cambiare l’Italia» e ci si sbilancia parecchio annunciando che «i soldi sono pronti, ci sono le autorizzazioni, il progetto ha i talenti e le energie migliori».

E’ già dal 2016 gli spazi di Expo torneranno a vivere di design e avanguardia artistica grazie a La Triennale di Milano che da aprile celebrerà, proprio in due ex padiglioni di Expo, un grande ritorno milanese dopo vent’anni d’attesa: dal 2 aprile al 12 settembre 2016, l‘Esposizione Internazionale della Triennale di Milano. La manifestazione, nata a Monza nel 1923 e trasferita a Milano nel 1933, porterà in città per sei mesi un fitto programma di eventi legati all’arte (ma non solo) tra cui oltre 20 mostre, festival e convegni, talk che vedono come scenari numerose location cittadine. Il tema su cui si indaga sotto molteplici aspetti è ampio e ad ampia possibilità di interpretazione: Design after design.

Le suggestioni in bianco e nero di Herbert List alle Stelline

The art spectator: Amico di Robert Capa, professionista per la mitica Agenzia Magnum, Herbert List è stato uno dei grandi autori della Fotografia del XX secolo. I suoi scatti non sono soltanto espressione della capacità di cogliere l’attimo perfetto, ma anche della passione per gli studi classici e della sensibilità lirica, che connotano la personalità di List.
La sua estetica quasi surrealista è presentata alla Fondazione Stelline di corso Magenta con la mostra The Magical in Passing , ricca di oltre 120 fotografie. Una sorta di compendio del lavoro dell’artista tedesco. Architettura, still-life, street photography, ritratto, documentazione e catalogazione, è tutto in mostra. Compresa una dichiarazione d’amore per l’Italia, cui ha dedicato alcuni lavori negli anni ’50 e ’60.

Niente expo per i Bronzi di Riace

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storica foto dell’epoca del rinvenimento dei bronzi

The art spectator: Dopo un’estate di annunci e polemiche, è il parere dei tecnici convocati da Franceschini a mettere una pietra tombale sul sogno milanese di portare i Bronzi di Riace all’Expo. Una “risposta molto chiara che chiude il dibattito”, sottolinea il ministro presentando la relazione della commissione Mibact. Ma il governatore della Lombardia Maroni e il suo ambasciatore per la cultura Vittorio Sgarbi non ci stanno: “prevale il giudizio politico”, sostengono unanimi. E se c’è qualcuno che in questa storia ci perde, dicono, “è la Calabria”.

Presieduta da Giuliano Volpe, professore ordinario di archeologia a Foggia, la commissione, insediatasi un mese fa proprio per decidere in merito alla richiesta della regione Lombardia, ha presentato la sua relazione mercoledì mattina. Il parere sulla trasportabilità è negativo, scrivono i tecnici, perché non si può in alcun modo escludere “un pregiudizio alcuno per la loro integrità e conservazione”. Un parere lungamente ponderato, sottolineano del resto dal ministero, che arriva alla fine di quattro settimane nelle quali i tecnici hanno vagliato “tutta la documentazione disponibile” sui restauri fatti nel corso degli anni e “tutte le indagini scientifiche, da quelle relative agli esiti di invasivi micro-carotaggi, alle gammagrafie, alle radiografie”.

Ne è venuto fuori un quadro preoccupante, con una serie di problemi conservativi che affliggono le due sculture, dalla presenza di “numerose e diffuse micro-fessure” ai “problemi di tenuta delle saldature antiche che hanno causato un indebolimento della tenuta strutturale del sistema statua”. Da qui il ‘consiglio’ ad evitare ai Bronzi nuovi spostamenti dopo quello che già è stato necessario mesi fa per riportare le due statue nel museo di Reggio Calabria appena restaurato. Per il ministro, una relazione che chiude il discorso. “Il lavoro per noi ora sarà quello di rafforzare tutte le iniziative già in essere affinché i visitatori di Expo allunghino la loro permanenza in Italia, per vedere la bellezza che tutto il nostro Paese offre, a cominciare dal Museo Archeologico di Reggio Calabria”, commenta Franceschini, sottolineando che “il livello di assoluta e indiscussa competenza dei componenti e la totale libertà da condizionamenti nella quale hanno potuto confrontarsi e decidere, è la garanzia migliore della fondatezza della decisione”.

Impegnato a Francoforte, dove ha inaugurato lo stand italiano alla Buchmesse, il ministro della cultura ricorda del resto che appena ricevuta la richiesta della regione Lombardia aveva spiegato che prima ancora di una decisione politica sul merito serviva un parere “scientifico sulla possibile trasportabilità”. Sgarbi e Maroni però non sono d’accordo. Il critico ferrarese, in particolare, è imbufalito. “A fronte di 5 milioni di visitatori previsti all’Expo, che avrebbero pagato un biglietto da 10 euro, la Calabria avrebbe potuto beneficiare di 50 milioni di euro”, sostiene l’ambasciatore alla cultura della regione Lombardia. I membri della commissione, insiste, “andrebbero denunciati tutti alla Corte dei conti, la loro è stata una risposta politica mentre gli era stato posto un quesito tecnico”. Un parere che sembra condiviso da Maroni che dice la sua con un tweet: “Governo ha deciso: bronzi Riace non verranno a Expo. Come previsto, prevale pregiudizio politico. Li sostituiremo, ci perde solo la Calabria”.