IL SOGNO DI SIR DENIS MAHON PRENDE FORMA A PALAZZO BARBERINI

artThe Art Spectator: Sir Denis Mahon dedicò la vita al Barocco italiano, le sue scoperte e i suoi studi sulla bellezza della pittura bolognese alle soglie del Seicento, portarono alla luce eccezionali artisti come Guercino, fino ad allora pittore non riconosciuto nella sua grandezza. Proprio in suo onore, il 2 Settembre, giorno del suo 100 compleanno Palazzo Barberini  ha inaugrato la straordinaria mostra che Sir Denis Mahon aveva desiderato per il suo centesimo compleanno.
Una mostra che finalmente riunisce 45 capolavori assoluti: alcuni  appartenuti alla sua collezione, insieme alle opere di Poussin, Guercino, Carracci e Caravaggio provenienti dall’Hermitage Museum di San Pietroburgo e da altre raccolte pubbliche che generosamente hanno contribuito alla eccezionale ricchezza di questa esposizione.
L’intento quindi, oltre ad un doveroso omaggio ad un grande mecenate europeo amante dell’Italia e della sua arte, è quello di mettere a un ideale confronto opere di assoluto valore affinché queste non siano  solo il risultato definitivo di conoscenze acquisite e  concluse, ma possano ancora oggi portare a momenti di studio, emozioni e discussioni, per una ulteriore riscoperta del nostro passato e della nostra storia dell’arte.
La grande generosità di Sir Denis Mahon si riconfermò con un lascito testamentario che destò clamore donando alcune significative opere anche alla Pinacoteca Nazionale di Bologna.
I  capolavori della Scuola Emiliana del ‘600, con artisti come Annibale Carracci, Domenichino, Guerci o, Guido Reni, Benedetto Gennari, che già erano stati destinati in donazione alla pinacoteca di Bologna dal 1990, furono trasferiti definitivamente nella ‘proprietà’ dello stato italiano grazie ad un  provvedimento dello stato britannico che ne concesse l’uscita definitiva dal paese.
Questa Mostra tiene conto dell’intero percorso di studi del mecenate, e comprende sia grandi capolavori dell’arte italiana, Guercino, Caravaggio, Guido Reni, Annibale Carracci ed altri, nonché le due grandi battaglie, capolavori di Nicolas Poussin, dipinti che fino ad oggi non era stato possibile vedere insieme.
In esposizione anche una delle opere del  Guercino più amata da Mahon – La Madonna del passero – il più grande esempio di teatro della realtà tipico dell’artista di Cento. Il quadro raffigura Maria che fa giocare Gesù con un passerotto tenuto al guinzaglio da un sottilissimo filo di seta;  e poi  Il suonatore di Liuto di Caravaggio della collezione dell’Hermitage Museum. Il Suonatore di liuto è l’unica opera di Caravaggio presente in Russia, concesso in prestito a questa mostra nonostante ricorrano i 250 anni dell’Hermitage. Tra gli altri sarà possibile ammirare inoltre il famoso Bacchino malato prestito della Galleria Borghese di Roma, e il San Francesco in meditazione prestito del Museo Civico Ala Ponzone di Cremona; ed infine Giuditta e Oloferne prestito della Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Barberini.
Le eccezionali attribuzioni e scoperte di Sir Denis Mahon, da Guercino a Caravaggio, hanno determinato il grande successo di una analoga mostra al Museo Statale Hermitage di San Pietroburgo, che nel 2013 ha sfiorato il milione di visitatori.
Arricchiranno la mostra alcune sfide innovative nella comunicazione, dedicate in particolar modo ai più giovani. Per la prima volta in uno spazio Museale italiano  la possibilità di utilizzare i famosi Google Glass, che offriranno al visitatore un racconto diverso all’arte barocca:  osservando alcune opere esposte, la possibilità di visualizzare sullo schermo dei Glass un racconto di approfondimento e di confronto della mostra, curiosando tra la realtà e il virtuale. E poi sarà possibile, su prenotazione, avere visite guidate ed Audioguide con uno storytelling per i più piccoli, alla scoperta del bello e della nostra arte.
Mina Gregori è una storica dell’arte italiana, accademica dei Lincei (classe di Scienze morali), professoressa emerita di Storia dell’Arte moderna presso l’Università di Firenze. Tra i suoi studi, tradotti in tutto il mondo, spiccano i saggi e le monografie sulla pittura dell’Italia settentrionale dal Quattrocento al Settecento, compreso Caravaggio, del quale è considerata un’esperta di fama planetaria
Anna Coliva dal Dicembre 2006 è Direttore della Galleria Borghese. Promotrice di importanti eventi culturali in collaborazione con le maggiori istituzioni museali internazionali quali il Louvre, Il Metropolitan Museum di New York, il Getty Museum di Los Angeles, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, Museo di Berlino, l’Hermitage di San Pietroburgo.
Sergey Androsov dal 2006 è capo Dipartimento delle arti figurative occidentali dell’Hermitage di S. Pietroburgo Autore di otto pubblicazioni, alcune delle quali edite anche in Italia (tra cui Pietro il Grande collezionista dell’arte veneta, Venezia, 1999, ecc.), e di numerosi articoli, ha collaborato nella curatela di numerose mostre sia presso l’Hermitage di San Pietroburgo che in Italia. Nel 2006 vince il premio Grinzane-Cavour per la Storia dell’Arte.

I 100 NOMI CHE CONTANO DELL’ART SYSTEM ITALIANO

Un’inchiesta di The Art Spectator, condotta intervistando un campione di oltre 6500 persone, ha identificato i principali protagonisti dell’art system italiano 2014, individuati fra potenti critici e storici dell’arte, galleristi, editori e collezionisti.

Chiunque abbia tentato di addentrarsi nel vastissimo e complicato universo dell’art system italiano, si sarà accorto di trovarsi di fronte a un monolite impenetrabile, governato da una ristretta cerchia di personaggi eccellenti che fanno il bello e il cattivo tempo in ogni comparto del sistema, sia che si tratti di mercato dell’arte, sia di quello estremamente munifico delle mostre culturali finanziate dagli enti pubblici, di quello dell’editoria e di tutto quanto giri intorno alla commercializzazione, tutela e promozione del patrimonio artistico e culturale. A sparigliare l’apparato vi sono tuttavia anche un buon numero di liberi battitori, di professionisti indipendenti, svincolati da logiche di sistema, che perseguono i loro obiettivi difendendo esclusivamente i loro legittimi interessi.

Proprio di queste settimane l’inchiesta della procura di Firenze, aperta su segnalazione di un imprenditore – che ipotizzando l’abuso d’ufficio per l’affidamento irregolare di una convenzione assicurativa, privilegiando una compagnia rispetto alle altre – ha coinvolto l’ex soprintendete del Polo museale fiorentino Cristina Acidini e il direttore dei musei vaticani, già ministro dei beni culturali Antonio Paolucci, saldamente in sella al quarto posto della nostra classifica; nella quale alla Acidini, auto prepensionatasi in seguito ai fatti contestatigli, spettava una rispettabilissima 29ma posizione.

A ben vedere gli interessi privati delle lobby dell’art system, si allacciano neanche a dirlo, con quelli del pubblico e così sono spesso le stesse persone e gli stessi ramificati centri di potere a decidere a quali artisti dedicare una grande mostra, piuttosto che un libro e dunque cosa spingere o meno sul mercato dell’arte nazionale e internazionale. L’inchiesta di The Art Spectator ha fatto emergere come le figure professionali in Italia siano sovente interscambiabili e gli stessi soggetti abbiano partecipazioni o interessi in gallerie, edizioni, case d’asta, finanziarie, banche e aziende di creazione di eventi, detenendo così il controllo del sistema, i cui garanti etici sono gli storici e i critici d’arte che profumatamente pagati forniscono la loro consacrazione culturale e, i più autorevoli, tal volta idolatrati, sanciscono anche insindacabilmente l’autenticità o meno delle opere. Altri, i cosiddetti “divulgatori” come il quotatissimo e poliedrico Vittorio Sgarbi, o il più giornalistico Philippe Daverio, sono i principali responsabili dei palinsesti specificatamente dedicati all’arte da televisioni, giornali e rubriche.

Le fondazioni godono di benefici fiscali e anche quelle a partecipazione pubblica possono assegnare lavoro e incarichi per l’espletamento di servizi a affidamento diretto, quindi senza bandi, alle aziende preferite.

Esautorati nelle loro funzioni dalla nuova riforma del Mibact voluta dal ministro Dario Franceschini, i sovrintendenti sono stati fino ad oggi, i veri monarchi dei territori di competenza. I direttori di museo infatti non saranno più, come adesso, meri subalterni dei sovrintendenti ma veri e propri manager con autonomia decisionale.

Intorno alla salvaguardia e tutela del patrimonio artistico si muove un business fra i più munifici e meno notori che fanno la fortuna delle aziende culturali e creative italiane che, nel 2013, hanno fatturato 21,5 miliardi di euro. Questa la cifra se escludiamo il turismo artistico, che costituisce la voce di bilancio più significativa.

Dalla gestione tutta politica della Biennale d’arte della Città di Venezia, fino a quella del Colosseo (si veda il caso della sponsorizzazione di Della Valle) o del Foro di Pompei, l’Italia è un cantiere continuamente aperto, dove si intrecciano interessi pubblici e privati. Vi è poi il capitolo del mercato delle expertise, attraverso le quali è sancita l’autenticità delle opere e conseguentemente il loro valore venale. Innumerevoli i casi di opere riconosciute autentiche e poi disconosciute o viceversa, sempre a inoppugnabile giudizio dei critici e degli storici d’arte che contano, il cui parere è ritenuto indispensabile per il mercato. Gli storici dell’arte e critici più potenti sono coloro che si dimostrano capaci di influenzare o addirittura condizionare gli acquisti dei collezionisti privati e pubblici e dunque, tal volta a nomi di esperti sconosciuti ai più, si associano interessi collezionistici plurimilionari. Non vi è collezionista, dal più grande al più piccolo, che non abbia il suo “connoisseurship” di fiducia, alcuni dei quali svolgono la loro attività addirittura in regime di semi esclusività, per i “top clients” italiani e esteri.

Artisti di grido, gallerie e case d’asta si contendono il mercato dell’arte, affrontando un percorso commerciale non sempre ben distinto da quello culturale che a leggere la lista dei nomi eccellenti dei suoi 100 più importanti protagonisti è invece alimentato da una convergenza ben salda di interessi che compongono appunto il monolite impenetrabile dell’art system nazionale.

Molti i casi delle gallerie e aste dello Stivale con sedi estere, come Cambi, Contini, Baroni, Lampronti, Mazzoleni, Moretti, Quadrifoglio, Voena e Tornabuoni. In Italia hanno naturalmente le loro succursali le più importanti case d’asta internazionali quali Christies, Sothebys, Bonhams e Dorotheum e dal 2007, a Roma, anche la Galleria Gagosian, un colosso mondiale da un miliardo di dollari annui di fatturato. Fra le maggiori case d’incanto italiane, per un giro d’affari complessivo di oltre 80 milioni a stagione, vi sono Blindarte, Boetto, Cambi, Della Rocca, Farsetti, Florence Number Nine, Il Ponte, Meeting Art, Minerva, Pananti, Pandolfini, Porro, Sant’agostino e Wannenes.

Artisti come il naturalizzato italiano Botero (record d’asta 1,5 mlioni di euro per un dipinto), attivo a Pietrasanta ma residente a Montecarlo di Monaco, come Cattelan (6,33 miloni di euro, record per una scultura), Mitoraj (211 mila euro, record per una testa in bronzo), scomparso il 6 ottobre,  e molti altri, rappresentano il fulcro vitale dell’impulso economico fornito dall’arte contemporanea in Italia e nel mondo.

Ecco i nomi emersi, in ordine di rilevanza, dei cento personaggi più influenti dell’arte italiana nel 2014: 1) Miuccia Prada – imprenditrice; 2) Fernando Botero – artista; 3) Marina Berlusconi – editore; 4) Antonio Paolucci – direttore Musei vaticani; 5) Franco Bernabè – presidente Palaexpo, Roma; 6) Gimmo Etro – stilista; 7) Luigi Koelliker – imprenditore; 8) Emmanuele Francesco Maria Emanuele – presidente Fondazione Roma; 9) Diego Della Valle – imprenditore; 10) Maria Sole Agnelli Teodorani Fabbri – presidente Fondazione Agnelli; 11) Vittorio Sgarbi – storico dell’arte; 12) Luigi Abete – presidente Civita servizi; 13) Antonia Pasqua Recchia – direttore generale Mibact; 14) Lorenzo Bini Smaghi – presidente Fondazione Palazzo Strozzi; 15) Marco Goldin – manager culturale; 16) Maurizio Cattelan – artista; 17) Ludovico Ortona – amministratore unico Arcus; 18) Germano Celant – direttore artistico Expo 2015; 19) Fabrizio Moretti – gallerista; 20) Domenico Piraina – direttore Palazzo Reale; 21) Mina Gregori – storico dell’arte; 22) Enrico Crispolti – critico d’arte; 23) Salvatore Settis – docente universitario; 24) Patrizia Sandretto Re Rebaudengo – collezionista; 25) Achille Bonito Oliva – critico d’arte; 26) Paolo Baratta – presidente Biennale di Venezia; 27) Tiziano Panconi – storico dell’arte; 28) Nicoletta Fiorucci – collezionista; 29) Marco Drago – editore; 30) Philippe Daverio – storico dell’arte; 31) Umberto Allemandi – editore; 32) Giuliano Gori – collezionista; 33) Nicola Spinosa – storico dell’arte; 34) Giovanni Puglisi – presidente Unesco, Italia; 35) Carlo Orsi – presidente Associazione antiquari d’Italia; 36) Luigi Cremonini – imprenditore; 37) Roberto Casamonti – gallerista; 38) Massimo Vitta Zelman – presidente Skira; 39) Francesco Bonami – critico d’arte; 40) Flavio Caroli – critico d’arte; 41) Alvise di Canossa – presidente Arteria; 42) Nini Ardemagni Laurini – presidente Fondazione Fontana; 43) Filippo Zevi – AD Giunti editore; 44) Antonio Natali – direttore Galleria degli Uffizi; 45) Marco Voena – gallerista; 46) Giulio Tega – gallerista; 47) Fernando Mazzocca – storico dell’arte; 48) Giovanna Melandri – presidente Fondazione Maxxi; 49) Sergio Campagnolo – media relations; 50)  Giovanna Marinelli – assessore alla cultura, Roma; 51) Luigi Cavallo – critico d’arte; 52) Claudio Strinati – storico dell’arte; 53) Frediano e Franco Farsetti – galleristi; 54) Giovanni Mazzoleni – gallerista; 55) Giancarlo Politi – direttore Flash Art; 56) Sandrina Bandera – soprintendente, Milano; 57) Filippo Del Corno – assessore alla cultura, Milano; 58) Giancarlo Forestieri – presidente Fondazione Magnani Rocca; 59) Cesare Lampronti – gallerista; 60) Claudia Ferrazzi – manager culturale; 61) Giovanni Pratesi – antiquario; 62) Nella Longari – antiquario; 63) Claudio Spadoni – curatore Artefiera; 64) Sarah Cusulich Canarutto – direttrice Artissima; 65) Igor Mitoraj – artista; 66) Paolo Piccozza – presidente Fondazione De Chirico; 67) Alberto Di Castro – antiquario;  68) Pepi Marchetti Franchi – direttrice Galleria Gagosian, Roma; 69) Catia Bastioli – presidente Terna; 70) Antonella Purpura – direttore Gam, Palermo; 71) Giuliano Matteucci – esperto d’arte; 72) Antonio Finotti – presidente Fondazione Cariparo; 73) Faustino Lechi – presidente Fondazione Brescia Musei; 74) Flaminio Gualdoni – critico d’arte; 75) Lucrezia de Domizio Durini – collezionista; 76) Filippo Lotti – AD Sotheby’s Italia; 77) Carlo Teardo – presidente Fima; 78) Daniele Benati – docente universitario; 79) Maurizio Seracini – ingegnere beni culturali; 80) Mario Caligiuri – assessore alla cultura, regione Calabria; 81) Stefano Contini – gallerista; 82) Anna Maria Buzzi – direttore generale valorizzazione del patrimonio culturale; 83) Carlo Pedretti – docente universitario; 84) Massimiliano Tonelli – giornalista; 85) Nando Peretti – mercante d’arte; 86) Luca Palazzoli – gallerista; 87) Dario Succi – storico dell’arte; 88) Fabrizio Lemme – avvocato; 89) Federico Bano, presidente Fondazione Bano; 90) Antonio Sapone – gallerista; 91) Luisa Lepri – direttrice Sotheby’s, Roma; 92) Clarice Pecori Giraldi – AD Christies Italia; 93) Maria Vittoria Marina Clarelli – direttrice Gnam, Roma; 94) Cristiana Collu – direttrice Mart; 95) Gianfranco Bruno – docente universitario; 96) Pablo Carrara – AD Meeting Art; 97) Gabriella Belli – direttrice Musei civici Venezia; 98) Maria Teresa Tosi – direttrice Fondazione Marini; 99) Alessandra Mottola Molfino – storica dell’arte; 100) Lorella Pagnucco Salvemini – direttore Arte In.

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