ROMA CITTA’ – MUSEO APERTA

open-museum-open-city-maxxi-romaThe Art Spectator: Il progetto OPEN MUSEUM OPEN CITY vuole essere una proposta per vivere il museo come un foro della città, luogo di incontro e confronto dove l’arte trova espressione attraverso performance, teatro, danza, musica, cinema, narrazioni, dibattiti, proiezioni.

Dal 24 ottobre al 30 novembre il MAXXI si svuota per riempirsi di suono. Immateriale, immersivo, incontrollabile, onnipresente, invisibile, il suono è l’aspetto più radicale e sperimentale dell’arte contemporanea, uno strumento perfetto per conquistare spazi di libertà espressiva.

A riempire gli spazi sono le installazioni site specific di Justin Bennett, Cevdet Erek, Lara Favaretto, Francesco Fonassi, Bill Fontana, Jean-Baptiste Ganne, Ryoji Ikeda, Haroon Mirza, Philippe Rahm e RAM radioartemobile che trasformano il museo di volta in volta in un ambiente urbano, intimo, spirituale, politico, ridefinendo così anche il suo significato di istituzione pubblica.

Un’iniziativa che è anche un opportunità concreta di espressione e coinvolgimento per il fruitore:

Fino al 30 novembre 2014, sarà infatti possibile inviare una traccia sonora della durata massima di 3 minuti utilizzando l’applicazione mobile dedicata alla mostra oppure registrando la traccia direttamente presso la postazione di RAM nella hall del MAXXI, il martedì e il giovedì, dalle 17.00 alle18.00.

ZURIGO: ALLA KUNSTHAUS SCHIELE COME NON L’AVETE MAI VISTO

imgThe Art Spectator: Kunsthaus Zürich mostra l’opera di Egon Schiele (1890-1918) insieme a lavori della pittrice britannica contemporanea Jenny Saville (*1970). Nella distanza temporale di un secolo si sviluppa un dialogo ricco di tensione tra due prospettive pittoriche intensamente legate alla corporeità . La mostra con oltre 100 dipinti e disegni avrà luogo dal 10 ottobre 2014 fino al 25 gennaio 2015. Se in precedenti mostre Egon Schiele è stato presentato soprattutto nel suo contesto storico, qui viene presa in considerazione la vicinanza e la diversità rispetto ad un’artista contemporanea. L’opera di Schiele segue un blando ordine cronologico, mentre i dipinti di Jenny Saville vi sono accostati singolarmente oppure in piccoli gruppi di opere o di motivi: resta comunque evidente l’autonomia delle due posizioni artistiche. Attraverso una presentazione spaziosa di formati estremamente diversi tra loro e nella rinuncia all’accostamento di esplicite coppie di quadri, il curatore Oliver Wick confida nella percezione del visitatore.

LONDRA STREGATA DA ANSELM KIEFER

artThe Art Spectator: «Niente è semplice, niente è quello che sembra nelle opere di Kiefer», spiega Kathleen Soriano, direttrice della mostra. «Tutto ha un significato e spesso vari strati di significato, dato che l’artista utilizza e rielabora elementi dalla mitologia nordica, dalla storia tedesca, dalla religione cristiana, dalla cosmologia e dall’alchimia, dai suoi ricordi personali, dal suo amore per la poesia. Per tutta la sua vita ha cercato di rappresentare la tensione tra il caos e l’ordine, tra il cielo e la terra, tra il bene e il male». Questo è il fascino dell’opera di Kiefer. Politica, religione, filosofia, poesia e storia sono tutte presenti nelle potenti e complesse opere dell’artista tedesco.

Prima retrospettiva londinese quella che dedica lui la prestigiosa Royal Academy. La mostra, organizzata in ordine cronologico, ripercorre quaranta anni di evoluzione dell’artista e ha visto la luce in stretta collaborazione con lo stesso Kiefer, che ha anche creato alcune monumentali opere apposta per le grandi sale dell’Accademia.

PIRELLI FOTOGRAFA L’AVVENTURA DEL CORPO NEL MONDO CONTEMPORANEO

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The Art Spectator: Da più di cinquant’anni il calendario Pirelli è ”il” calendario per eccellenza. Col tempo è diventato oggetto di culto, status symbol e opera d’arte, laboratorio di idee, tecniche e tendenze della fotografia per tutto il mondo; una vetrina ambitissima per fotografi e modelle. Una grande mostra allestita al Palazzo Reale di Milano (insieme a questo volume che la accompagna) mette in fila questi cinquant’anni di immagini rivelando come The Cal possa essere anche uno strumento attraverso il quale guardare all’evoluzione del gusto a livello globale; attraverso la scelta di temi, soggetti e inquadrature è possibile cogliere e seguire passo passo come si è modificato il rapporto tra nudo, erotismo, seduzione e immaginario condiviso.

Mostra Calendario Pirelli Palazzo Reale | Dal 21 novembre 2014 al 22 febbraio 2015 Eventi a Milano

LE CENTRE POMPIDOU CELEBRA IL GENIO DEL READY-MADE

bimbaThe Art Spectator:Marcel Duchamp. La peinture, même”, organizzata dal Centre Pompidou e aperta fino al prossimo 5 gennaio è una mostra che può sembrare svolgersi nel chiaroscuro del paradosso. Attraverso un centinaio di lavori si è infatto scelto di concentrare l’attenzione sulla produzione pittorica di quello che nell’opinione comune viene considerato il maggior eversore della tradizione artistica occidentale – dei suoi valori, delle sue regole e dei suoi rituali – apparso sulla scena pur tanto accidentata del XX secolo.

Una scelta criticamente ineceppibile, peraltro, che può assai proficuamente contribuire, nella percezione diffusa dell’opera e del ruolo di Duchamp, a una lettura meglio bilanciata, non esageratamente condizionata dalla più rivoluzionaria, nota e controversa “produzione” dei ready-mades. Cuore della mostra è uno dei più celebrati capolavori di Duchamp, Le Grand Verre, La mariée mise à nu par ses célibataires, meme. Si parte dai primi disegni, già votati al più disarmante nonsense, fino al notissimo Nu descendant l’escalier del 1912, non mancano cenni all’ossessione erotica  sino al tema della sposa; passando dall’Impressionismo al Fauve, dal Cubismo al Surrealismo, dalle fotografie del fisiologo Etienne-Jules Marey ai film di George Melies, da Cranach a Manet, da Redon e il Simbolismo a Picabia e Kupka. Un percorso che mette in condizione il pubblico di avvicinarsi passo dopo passo a una delle opere-chiave dell’arte d’avanguardia del Novecento Le Grand Verre, opera cardine dell’avanguardia artistica del ‘900.

BURRI VIS A VIS CON I GRANDI MAESTRI DEL PASSATO

artThe Art Spectator: Il centenario “lungo” della nascita di Alberto Burri entra nel vivo con due mostre di grande suggestione che pongono vis-à-vis il grande maestro del Novecento con due colossi del passato: Piero della Francesca e Luca Signorelli. I

l primo dei due appuntamenti è quello tra le opere di Burri e quelle di Piero della Francesca e lo si attua con una mostra di capolavori di Burri allestita nella Pinacoteca Civica di Sansepolcro, città di Piero della Francesca. Per la circostanza saranno esposte le opere Sacco e Verde, 1956, Rosso plastica, 1962, Grande Bianco Cretto, 1974, Cellotex, 1975, in una sala appositamente allestita vicino alla Resurrezione, il San Ludovico, il San Giuliano e il Polittico della Misericordia di Piero della Francesca.

Concepita come ‘visitazione laica’ (dunque “RiVisitazione”) tra i due artisti, la mostra evidenzia idealmente il rapporto tra la pittura di Burri e quella di Piero della Francesca. “Un rapporto – chiarisce Bruno Corà, che della mostra è curatore insieme allo staff scientifico della Fondazione Burri – che deve essere inteso idealmente per condivisione di registri, quali l’equilibrio delle forme e dello spazio, la tensione geometrica, il respiro classico e un forte amore per i luoghi natali».

L’evento, primo tra quelli dedicati al Centenario, a cura della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri è promosso dall’Associazione Sbandieratori di San Sepolcro e dalla Pinacoteca Civica, con il patrocinio dei Comuni di San Sepolcro e di Città di Castello. Alla preparazione della manifestazione hanno dato il loro attivo contributo la Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio, per il Patrimonio Storico Artistico e Etnoantropologico della Provincia di Arezzo.

In occasione dell’esposizione è prevista la preparazione di una pubblicazione che, oltre a raccogliere le immagini delle opere in mostra, reca alcuni significativi saggi storico-critici di Carlo Bertelli, Bruno Corà e Chiara Sarteanesi relativi all’importante scadenza.

Il secondo incontro, avverrà a Morra (Perugia) nell’Oratorio di S. Crescentino, dove sono presenti alcuni affreschi di Luca Signorelli per la cui tutela e conservazione Burri si adoperò concretamente.
Questa nuova iniziativa, in collaborazione con l’Associazione per la Tutela dei Monumenti dell’Alta Valle del Tevere, prevista per il maggio 2015 avverrà nella cornice di un convegno scientifico dedicato a “Burri e Signorelli”, ricco di contributi di studio e di documenti a testimonianza della significativa relazione tra i due artisti.

NUOVI RECORD D’ASTA PER GLI ITALIANI A LONDRA

astaThe Art Spectator: La prima delle due aste dedicate all’arte italiana a Londra ha riportato da Christie’s il più alto realizzo di sempre per la categoria, con 27,6 milioni di sterline (entro la stima di 22,3-32,3 milioni di £, con l’aggiunta delle commissioni), pur senza includere un lavoro di Burri (lotto 124) venduto immediatamente al termine dell’asta per 1,3 milioni (senza commissioni) dopo non aver trovato compratori in sala.

Ben 58 dei 66 lotti proposti hanno trovato una nuova casa, pari all’88% sia per numero che per valore, grazie ad una sala molto attiva gremita sia di galleristi che di collezionisti privati.
Sebbene il mercato sia internazionale e diversi lotti siano finiti a telefoni impegnati con clienti americani, francesi e asiatici, secondo Mariolina Bassetti, la responsabile della casa d’aste per il settore, la presenza italiana è stata più elevata rispetto all’anno precedente; nei 15 anni di ‘Italian Sale’ a Londra si è passati da un fatturato di circa 4 milioni con un numero superiore di opere in catalogo, a sette volte tanto, sintomo di un impressionante incremento dei prezzi che non riguarda più solamente gli ormai affermati (in termini di mercato internazionale) Fontana, Manzoni, Morandi, de Chirico, ma anche Boetti, Castellani, Bonalumi e Scheggi.
A guidare la lista dei realizzi, infatti, è un lavoro unico storico di Alighiero Boetti, una ‘Colonna’ del 1968 dall’aspetto marmoreo ma in realtà costituita da fragili fogli di carta sagomati e sovrapposti, che ha superato la stima alta di 2 milioni finendo a 2,4 milioni di £ ad un anonimo compratore al telefono, superando così il precedente record per l’artista.
Ben altri cinque record testimoniano la vivacità dell’asta e del settore dell’arte moderna italiana: una grande struttura tridimensionale rossa costruita nel 1969 con fibra di vetro e smalto da Agostino Bonalumi, scomparso un anno fa, ha superato il record per l’artista stabilito solo lo scorso aprile sempre da Christie’s, ma a Milano, fermandosi a 386.500 £; una grande tela di Piero Dorazio ‘Sottovoce Bleu’ del 1960-61 ha scatenato diversi rilanci fino a 280mila £, nuovo record ben oltre le stime.

I realizzi più importanti restano però legati ai nomi già noti, proprio come Manzoni, con un Achrome del ‘58-59 aggiudicato ad un collezionista italiano dopo un solo rilancio a 2,3 milioni, entro la stima di 2-3 milioni di £.
Ben tre dei sette lavori di Fontana proposti hanno trovato posto fra i primi dieci realizzi, fra cui spicca un inusuale ‘Concetto Spaziale’ struttura tridimensionale in alluminio dipinto di rosso, che ha sfiorato il milione di sterline da una stima di 280-350mila £, mentre altri due più tradizionali lavori su tela di grandi dimensioni hanno ottenuto buoni risultati nonostante la palette scura, il primo con sabbia e pezzi di vetro del 1957 assegnato a 1,3 milioni dopo essere stato vanamente inseguito dall’art advisor Amy Cappellazzo, il secondo un buco completamente nero a 1 milione alla galleria Mazzoleni, fresca di sbarco a Londra e presente in sala con ben cinque rappresentati.
Dei dieci lavori di Alighiero Boetti proposti due hanno superato il milione di sterline: oltre alla ‘Colonna’ record, una ‘Mappa’ a fondo verde del 1988 passata di mano a 1,1 milioni di £; tre non hanno trovato un acquirente (lotti 126-128), mente un arazzo è andato aggiudicato alla galleria Nahmad oltre la stima e ben tre lavori ‘minori’ su carta dalle stime più contenute sono andati alla galleria Ben Brown, la cui galleria ha focalizzato la presenza alla fiera Frieze Master proprio sull’eclettico artista italiano.
Risultati costantemente sopra le stime per i cinque lavori di Castellani proposti, grazie anche all’interesse della galleria Cardi, che ne ha portato a casa uno a tinte scure dopo aver partecipato ai rilanci per almeno tre lavori; risultati più incerti invece per i lavori di Burri, con tre invenduti (uno di questi venduto però dopo l’asta) su cinque lavori in catalogo e uno andato alla galleria Nahmad alla stima alta di 1,5 milioni dopo una contesa che ha coinvolto anche la galleria Cardi.
Complessivamente 28 lotti hanno superato le stime alte e 33 le hanno confermate, mentre 16 hanno trovato un compratore dopo un solo rilancio contro la riserva; buoni risultati per i nove lavori tridimensionali proposti, tutti venduti.
A parte la galleria Cardi, che ha cercato invano di portare a casa anche uno Scheggi blu, aggiudicato oltre tre volte la stima alta a 254mila £ e uno bianco (314mila £), riuscendo nell’intento, invece, con un Bonalumi Grigio a 302mila £, molto attiva in sala anche la milanese Tega, che ha comperato un Rotella per 152mila £, ben oltre la stima, e un Morandi per 362mila £, senza però riuscire a mettere le mani su una guache di Marino Marini e la nota Nahmad, che oltre ai due Burri si è aggiudicata un modesto lavoro di de Chirico, un Fontana rosa per 410mila £ dopo aver perso un altro Fontana verde e il Concetto Spaziale nero conquistato invece da Mazzoleni, i quali hanno vinto una lunga battaglia a colpi di rilancio per una grande composizione fotografica a pannelli multipli ‘Contact’ di Gabriele Basilico, per 80mila £, il doppio della stima alta.
L’attenzione dei collezionisti si è rivolta al catalogo di arte italiana proposto da Sotheby’s la sera del 17 ottobre, che ha confermato il periodo di successo per l’arte italiana all’asta.

I risultati record per il mercato dell’arte italiana del dopoguerra ottenuti da Christie’s la sera del 15 ottobre sono stati confermati e talora superati dal catalogo proposto la sera successiva da Sotheby’s sempre a Londra, che grazie ad una selezione ben curata di 49 lavori di cui uno solo invenduto ha riportato il risultato più cospicuo di sempre per un’asta del settore: 41,4 milioni di sterline, ben oltre la stima alta pre-asta di 33,5 milioni, superata anche prima dell’aggiunta delle commissioni: ben otto volte il valore complessivo della prima asta d’arte italiana a Londra organizzata da Sotheby’s nel 1999, come rileva Claudia Dwek, la responsabile del settore per la casa d’aste.
Il risultato è dovuto per oltre un quarto, ben 14 milioni ad un solo lavoro, un ‘Achrome’ di Piero Manzoni dalle dimensioni insolitamente generose del 1958-59, esibito anche alla Tate di Londra nel 2005; dal momento che solo nove lavori simili sono noti e una buona parte di questi riposano in musei, almeno otto pretendenti si sono lanciati in una gara a colpi di rilanci milionari, inizialmente coinvolgendo importanti galleristi come Nahmad e Luxembourg-Dyan, per poi finire in una sfida fra due telefoni probabilmente fra clienti americani, al prezzo record di 12,6 milioni di £, quasi il doppio della stima e tre milioni e mezzo oltre il record precedente del maggio 2013.