Anafora: Giuseppe Penone alla Reggia di Venaria Reale

The Art Speectator: L’artista Giuseppe Penone (1947, Garessio. Vive e lavora a Torino e Parigi) ritorna dopo quasi dieci anni alla Reggia di Venaria.
Nell’ambito di una virtuosa continuità di “dialogo” e “sintonia” con le altre sue imponenti installazioni già presenti ne Il Giardino delle Sculture Fluide allestito nel 2007 quale prima collaborazione tra il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e la Reggia di Venaria,
l’artista ha posto una nuova serie di sette opere più piccole nelle adiacenti e da poco
restaurate Grotte del muro castellamontiano nel Parco basso.
Nella storia del complesso della Reggia di Venaria il Parco basso rappresentava, nella poetica del giardino seicentesco, lo spazio più elaborato: ricco di fontane, apparati scultorei, aiuole composte secondo elaborati disegni e caratterizzato dalla presenza della struttura muraria di contenimento della Corte d’onore, impreziosito da grotte e nicchie in esso contenute.
Nel corso del 2015 sono stati completati gli interventi di restauro del paramento murario e di sistemazione dell’area antistante rendendo così completamente fruibili gli spazi delle sette Grotte del Parco basso. Le grotte, un tempo, decorate con conchiglie ed elementi lapidei e allestite con vasche d’acqua e statue, sono diventate il luogo in cui ambientare un percorso espositivo affidato a Giuseppe Penone.
A cura di Carolyn Christov-Bakargiev
In collaborazione con Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea
Annunci

ETRUSCHI TRA CAPOLAVORI E REALTA’ VIRTUALE

1The Art Spectator: Il ricco immaginario degli Etruschi nei confronti dell’aldilà. Capolavori dai Musei di Villa Giulia e dal Civico Archeologico di BOLOGNA e un inedito assoluto: la stele rinvenuta nel 2007 dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna in Via Saffi a BOLOGNA, esposta per la prima volta al pubblico con il corredo della tomba cui apparteneva

Un viaggio nel tempo e nello spazio tra Etruria del nord ed Etruria del sud accompagnati dai personaggi virtuali di Apa e Ati cui danno voce il compianto Lucio Dalla e l’attrice Sabrina Ferilli

La grande e innovativa mostra Il viaggio oltre la vita. Gli Etruschi e l’aldilà tra capolavori e realtà virtuale  focalizza l’attenzione su un aspetto tanto affascinante quanto complesso della civiltà etrusca: il ricco immaginario di questo antico popolo nei confronti dell’aldilà.

Un tema senza tempo affrontato da molteplici punti di vista: accanto a una rigorosa parte storico-scientifica che permette di ammirare una serie di incredibili reperti provenienti sia dal Museo di Villa Giulia che dai depositi della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna, alcuni dei quali inediti, c’è una sezione basata sulle più evolute tecnologie in ambito di realtà virtuale e sui più avanzati aspetti della multimedialità che creano ambienti e situazioni interattive, coniugando scienza, ARTE ed effetti spettacolari.

Tra i capolavori provenienti dal Museo di Villa Giulia, alcuni dei quali esposti per la prima volta fuori Roma, ci sono ceramiche figurate, sculture in pietra e l’emozionante trasposizione di una Tomba dipinta di Tarquinia (la Tomba della Nave), le cui pareti affrescate sono state “strappate” dalla camera originaria e rimontate in pannelli in modo da ricostruire l’ambiente tombale all’interno del Museo della Storia di Bologna e permettere ai visitatori di vivere l’esperienza di entrare in una vera tomba etrusca dipinta. Si possono anche ammirare raffinati vasi attici da tombe etrusche tra cui il celebre Cratere di Euphronios, trafugato e poi restituito all’Italia dagli Stati Uniti, e due sculture in pietra da Vulci e da Cerveteri.

Accanto ai reperti romani sono esposti materiali della BOLOGNA etrusca e in particolare tre stele felsinee figurate, due di vecchio rinvenimento e da tempo esposte al Museo Civico Archeologico, e una di recentissima scoperta conservata presso la Soprintendenza ai Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna, esposta per la prima volta al pubblico insieme al corredo della tomba cui apparteneva.

Le stele felsinee, riccamente decorate con scene figurate, sono la classe di monumenti più importanti per la ricostruzione dell’ideologia funeraria della città e per la rappresentazione del viaggio del defunto verso l’Aldilà. A questi monumenti è dedicata proprio la prima sala del Museo della città, nella quale è stato ricostruito il suggestivo ambiente della necropoli di BOLOGNA da cui essi provengono. L’esposizione dei capolavori provenienti da Roma e da BOLOGNA è corredata di un ricco apparato di immagini e di video che contribuiscono a chiarire i significati delle opere, favorendo quindi una straordinaria immersione nella civiltà etrusca.

Di grande effetto scenico anche l’installazione virtuale del Sarcofago degli Sposi, il monumento-simbolo della civiltà Etrusca. Realizzato in terracotta è un capolavoro potentissimo nella sua capacità evocativa, per la raffinata forma artistica e per il significato che riveste nell’ideologia funeraria etrusca, raffigurando una coppia coniugale, in sottile ma esplicita tensione erotica, sdraiata su un letto da convivio e immaginata in un aldilà raffinato e sereno. Esposto permanentemente all’interno del Museo di Villa Giulia (ne esistono al mondo solo due versioni, l’altra è presso il Louvre di Parigi), è per la prima volta oggetto di una spettacolare ricostruzione virtuale nella Sala della Cultura del Museo della Storia di Bologna, realizzata con le più avanzate tecnologie disponibili (lo spettacolo dura 11 minuti e i visitatori possono entrare a gruppi di trenta per volta).

Un clone del Sarcofago degli Sposi è comunque presente in mostra grazie all’eccezionale realizzazione di uno dei marchi di designitaliano più noto nel mondo, la Italdesign Giugiaro. Realizzato con la supervisione diretta di Giorgetto Giugiaro e sulla base del modello digitale 3D realizzato dal CINECA di Bologna, questo clone perfetto, dal peso di 154 kg, è anche il fulcro dell’attività didattico-formativa proposta dai Servizi Educativi di Genus Bononiae.

Questo viaggio nel tempo e nello spazio, tra Etruria del nord ed Etruria del sud, trova la sua rappresentazione ideale nei personaggi virtuali di Apa e Ati, protagonisti di un cartone animato in 3D sulla storia di Bologna in cui APA è un etrusco “doc” che ha la voce del compianto cantautore bolognese Lucio Dalla e ATI è la cugina etrusca “del sud” che ha la voce dell’attrice Sabrina Ferilli

Protagonisti di questo grande evento che coniuga e fone archeologia e futuro anche film, musica, design e appuntamenti didattico-formativi.